SVIZZERA: STAGIONE ALPESTRE PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE UNESCO

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Stagione alpestre foto da Lista indicativa patrimonio immateriale in Svizzera

La stagione alpestre svizzera degli allevamenti è stata dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.

E’ una storia che risale al tardo medioevo, almeno dai documenti ritrovati, quella dell’ascesa e della discesa estiva del bestiame nei pascoli dai 1000 ai 2900 metri.

Si tratta di una tradizione rurale che ha trasformato e conservato paesaggi, a partire dal dissodamento dei terreni e dalla rimozione delle pietre più grandi, e alla continua opera per limitare i boschi, mantenere i prati, e controllare i corsi d’acqua.

Si è generata artigianalità nella realizzazione e manutenzione degli edifici presenti, stalle, capanne, caseifici, e degli utensili necessari alle attività agricole.

La cultura alpestre è molto radicata nei cantoni elvetici, dove in estate vacche, capre e pecore sono portati con transumanze dalle stalle dei fondi valle, oggi spesso con i camion, magari però con l’ultima parte ancora su strade forestali o sentieri.

La tradizione più nota è quella delle produzioni casearie, differenziate tra cantoni, anche se solo in un terzo degli alpeggi è prodotto formaggio, il resto sono allevamenti da carne.

Tra gli aspetti sottolineati dall’Unesco la capacità di adattarsi nei secoli ai cambiamenti climatici in base alle situazioni locali, un patrimonio di conoscenze degli agricoltori da tutelare e continuare a tramandare, che da venticinque anni è tornato a crescere.

Anche in Svizzera nel ‘900 c’è stato un declino dell’allevamento in montagna con l’avvento dei caseifici e dell’agricoltura di pianura.

Negli ultimi decenni, oltre agli adeguamenti igienici, negli alpeggi è cresciuta l’accoglienza degli escursionisti, anche alla ricerca della cultura e della socialità delle terre alte, che si aggiunta alle storiche feste per la salita e la discesa degli animali o agli eventi del calendario agricolo tradizionale e religioso.