PARIGI: ACQUA PIOVANA DA RIFIUTO A RISORSA PER CLIMA E SENNA BALNEABILE

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Meno acqua piovana nel sistema fognario e a ridotto carico di inquinanti. Da rifiuto a risorsa. E’ il piano di Parigi per dividere gli scarichi neri da quelli grigi, migliorando il sistema della depurazione e la resilienza agli eventi meteo estremi.

Sono ormai sette anni che la capitale francese ha in corso l’attuale fase della strategia di adattamento climatico per le piogge torrenziali e la sicurezza per i cittadini.

Le sue radici risalgono ai primi anni 2000, quando la città ha iniziato ad affrontare il problema della divisione del sistema fognario unitario, che riversava nella Senna tutta l’acqua inquinata durante i temporali e le forti piogge. L’esito più importante è stato quello di far tornare balneabile il fiume che attraversa la città per le Olimpiadi del 2024, anche se poi l’assestamento è arrivato lo scorso anno. Per questo è stato realizzato il bacino di Austerlitz, una vasca sotterranea che può contenere l’acqua sporca come venti piscine olimpioniche, tutelando la Senna dai picchi d’inquinamento delle piogge torrenziali.

Dal 2019 sono in atto una serie di norme che sono state anche ispirate agli accordi internazionali per il clima, firmati nella conferenza del 2015 nella capitale francese.

Dopo la zonizzazione sulle necessità di drenaggio, e le possibili soluzioni in base alla tipologia delle zone, sono iniziati i nuovi investimenti pubblici, compresi incentivi tra il 50 e il 60% per i privati che realizzano progetti di deimpermeabilizzazione.

Il quartiere più avanzato è quello nuovo di Clichy Batignolles, progettato a scarico zero fino a piogge di sedici millimetri al giorno. Per questo motivo i palazzi devono avere serbatoi sotterranei di stoccaggio delle piogge, i tetti devono essere verdi, e il Parco Martin Luther King, dieci ettari, è un bacino temporaneo alimentato dai canali superficiali.

Nei quartieri storici la disconnessione delle fognature dalle acque piovane è arrivata al dieci, quindici per cento. Qui le zone verdi o le piazze sono diventate zone drenanti, sia grazie alle nuove sistemazioni, che alla depavimentazione. Gli interventi nei palazzi esistenti sono ovviamente limitato solo alle ristrutturazioni integrali, molto onerose e con difficoltà attuative.

Un’iniziativa assai diffusa è stata la trasformazione di oltre cento cortili scolastici in spazi verdi. Qui l’evotraspirazione aiuta anche il microclima locale, inoltre la loro apertura anche agli abitanti di quartiere li ha fatti diventare oasi climatiche durante le ondate di calore, nonché ambiti di coesione sociale.