Kanazawa è un modello di sostenibilità che ha radici nell’evoluzione del proprio patrimonio urbano e produttivo. La città giapponese, quasi mezzo milione di abitanti sulla costa centrale del paese, ha scelto un modello di crescita in armonia con la sua storia già alla fine degli anni ‘60.
Il centro nipponico ha solidi radici nell’arte e nell’artigianato, evoluti nel design contemporaneo che contribuisce pure al turismo. L’industria si è sviluppata nella produzione di macchinari e strumenti di precisione.
L’antico assetto urbano, eredità della fine del 1500, è stato preservato dall’amministrazione comunale già nel 1968 con un apposita delibera, grazie anche all’assenza di bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Questa scelta ha preservato gli antichi palazzi e giardini, e il relativo sistema idraulico e idrico, che da dagli anni ‘90 sono diventati l’infrastruttura dell’ulteriore evoluzione sostenibile.
Nel 2001 i boschi, che coprono il 60% del territorio, sono stati ulteriormente protetti, quindi è iniziata la nuova gestione delle infrastrutture e del reticolo idrico. Sono stati infatti scoperti ampi tratti dei piccoli canali in precedenza interrati, Kanazawa ne ha 55 destinati all’irrigazione per un totale di 150 km.
Questa scelta ha migliorato la vivibilità dei quartieri a partire dalla riduzione dell’isola di calore urbana, e alla creazione di zone pedonali, come il centro storico.
Tra i provvedimenti dell’amministrazione comunale quello di incentivare la creazione di giardini privati per connettere meglio quelli pubblici, quindi incrementare la biodiversità, nonché sostenere il restauro delle tradizionli case in legno.
Kanazawa ha il 60% di raccolta differenziata dei rifiuti e ottiene calore per gli edifici pubblici dall’incenerimento della frazione residuale.
Per il 2050 ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità delle emissioni climalteranti.


























