Amburgo a tutto drenaggio. La Città Stato tedesca sta proseguendo le realizzazioni, e implementando la strategia, per la sostenibilità e l’adattamento agli eventi meteo estremi, a partire dalla gestione dell’acqua.
Sono sempre più verdi i tetti dei palazzi e degli edifici della metropoli portuale sul fiume Elba. Sono infatti diciassette anni che la città incentiva l’adozione di questa soluzione architettonica. Un provvedimento che permette di assorbire fino al sessanta per cento delle precipitazioni e di rilasciare gradualmente nel sistema fognario il rimanente quaranta, riducendo quindi i livelli di picco anche per i depuratori.
Per gli edifici nuovi questa soluzione, insieme all’installazione di pannelli fotovoltaici, è diventata obbligatoria negli ultimi anni, e nei prossimi lo diventerà anche per le ristrutturazione di tetti esistenti, ovviamente con caratteristiche adatte.
Altro provvedimento diffuso è stata la trasformazione degli spazi pubblici, come i giardini e i campetti sportivi, in zone di stoccaggio provvisorio e filtraggio verso la falda delle acque piovane.
Analogamente, in una serie di strade alberate, le piogge sono indirizzate verso le aiuole che sono state dotate anche di uno strato di sabbia e ghiaia, oltre che di piante adatte dalla fitodepurazione, per filtrare idrocarburi e metalli pesanti nonché assorbire fosforo e azoto in eccesso.
Grazie all’evotraspirazione una parte dell’acqua contribuisce anche a migliorare la vivibilità di Amburgo.
Dall’anno scorso l’approccio amministrativo della Città Stato per la gestione delle piogge è diventato vivere con l’acqua, non combatterla.
Un’evoluzione iniziata con l’adesione agli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti già negli anni ‘90.


























