TISZA: STOCCAGGI TEMPORANEI PER L’ADATTAMENTO CLIMATICO DEL FIUME

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Sei bacini temporanei in zone agricole per stoccare l’acqua delle piene. E’ la strategia per l’adattamento climatico per il fiume Tisza attuata dal governo ungherese.

Si tratta di un compromesso tra la necessità di mantenere le zone coltivate, ottenute nei secoli scorsi dalle bonifiche delle zone umide e dalla riduzione delle zone boschive, con la tutela delle città costruite sulle rive del corso d’acqua.

Per altro proprio la canalizzazione e la rettificazione di ampie fasce degli oltre novecento cinquanta chilometri di lunghezza hanno determinato un incremento del livello del fiume, con aumento delle alluvioni. Un problema che si è intensificato per l’innalzamento delle temperature e la modifica del regime delle piogge con la concentrazione delle precipitazioni.

Il Tisza scorre per la gran parte del corso nella pianura della Pannonia, dove vivono oltre quattordici milioni di persone, i sei bacini temporanei sono stati realizzati nella parte centrale del fiume ungherese. Il progetto statale ne ipotizza altri cinque per ulteriori adattamenti, ma è lo scenario più oneroso e impattante.

La costruzione di queste dighe, tra il 2007 e il 2011, ha comportato un confronto con gli agricoltori che avrebbero voluto un coinvolgimento preventivo sulle soluzioni, anche se la scelta del governo ha cercato di non scontentarli del tutto. Le zone delle infrastrutture sono infatti rimaste coltivate, in caso di allagamenti per evitare straripamenti del Tisza, sono previsti indennizzi per i proprietari dei terreni. E’ stata inoltre tenuta in considerazione l’inserimento paesaggistico delle opere idrauliche.

Dopo le alluvioni del 1998-2000 in Ungheria erano iniziate opere per innalzare centinaia di chilometri di argini del fiume, che dal 2004 sono stati ridimensionati in numerosi tratti.

E’ quindi iniziata la nuova strategia con la realizzazione di una parte dei grandi invasi temporanei del Tisza, finanziati dall’Unione Europea.

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