ANDERNACH: LA BIODIVERSITA’ DEL PAESAGGIO COMMESTIBILE

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@ Municipality of Andernach

Dodici anni di città commestibile. Ad Andernach i giardini pubblici del castello cittadino sono coltivati con piante edibili a disposizione di tutti.
E’ un progetto di recupero e partecipazione nella gestione degli spazi verdi quello voluto dal comune da trentamila abitanti, che si trova nella regione tedesca della Renania Palatinato.
I giardini commestibili sono stati realizzati dal 2010 nel fossato delle rovine della fortificazione. L’ideazione è stata dell’amministrazione municipale, che ha deciso di sostituire i fiori con i pomodori, di cento tipi diversi.
Da allora ogni anno cambiano le piante edibili coltivate, nel 2011 ci sono stati varietà di fagioli, in quello successivo venti di cipolle, quindi è stato l’anno del cavolo. Un modo per far conoscere la biodiversità e la sua importanza.
Lo schema di produzione prevede una piantumazione pubblica di avvio, fatta anche con giardinieri in via di reinserimento lavorativo, e una raccolta libera da parte dei cittadini.
La coltivazione avviene con sistemi sostenibili come la permacoltura.
Ovviamente accanto alle orticole annuali ci sono anche alberi e piante perenni come il noce, e pure fiori.
Questo processo di riappropriazione e ricerca di benessere ha innescato altre adozioni di verde pubblico, come di aiuole, nonché l’introduzione di attività agricole nei giardini nelle scuole. In questo caso c’è stata attenzione a favorire gli insetti impollinatori con specie fiorite, quindi anche l’allevamento di api. Nei periodi estivi è il personale pubblico che cura il verde scolastico, così da permettere il mantenimento fino al successivo anno scolastico.
Tra le iniziative private anche quella di coltivare le viti negli spazi verdi più piccoli dove le case sono più fitte, sempre in linea quindi con il paesaggio alimentare dell’agricoltura urbana della cittadina.
Il Comune di Andernach ha pure tredici ettari di terreni coltivati dove ci sono attività di allevamento da carne per la vendita diretta agli abitanti, anche attraverso i mercati cittadini, un altro modo per incrementare la conoscenza e l’attenzione per la filiera agroalimentare locale.

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