ENSCHEDE: RIGENERAZIONE URBANA GRAZIE AL RECUPERO DELLE ACQUE

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Il Roombeek di Enschede nel quartiere omonimo by https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Roombeek,_Enschede_(2012).jpg

Rigenerare un fiume, la sua falda e usare le superfici permeabili per gestire le piogge torrenziali del cambiamento climatico. E’ il recupero ecologico, paesaggistico e culturale avvenuto a Enschede, centosessantamila abitanti nell’est dell’Olanda.

Protagonista della riqualificazione ambientale il fiume Roombeek, letteralmente scomparso e inquinato, così come la sua falda per lo sfruttamento dell’industria tessile, settore che si è sviluppato nella cittadina a partire dal diciannovesimo secolo.

Proprio la ricchezza idrica è stato il motivo dell’insediamento produttivo, l’acqua era necessaria per il candeggio, grazie al sole e all’umidità il lino sbiancava. Il tessuto era steso negli ampi campi proprio dove l’acqua filtrava dal sottosuolo

La sempre maggiore crescita industriale ha visto usare prima la risorsa idrica del fiume, poi quella falda, nonché lo scarico di quella inquinata, con il risultato di rendere inutilizzabile, oltre che di abbassare quella del sottosuolo. Anche per questo motivo il fiume in superficie è stato coperto.

Negli anni ’60 e ’70 l’industria tessile è declinata.

All’inizio degli anni 2000 è sorta la necessità di rigenerare il fiume e la falda, che nel frattempo è ritornata nel suo alveo naturale per la riduzione dell’emungimento dell’acqua. Questo ha creato problemi alla stabilità degli edifici, che sono stati costruiti senza tenere conto dell’altezza originale.

E’ iniziata quindi un’opera di pompaggio diffusa, che ha portato a un eccesso di carico del sistema fognario e di depurazione, per cui è stato iniziato lo sdoppiamento della rete, e la realizzazione di zone di accumulo temporaneo e infiltrazione.

In parte il flusso della falda è depurato per poter giungere a un recupero delle acque sotterranee, in questo caso il rilascio avviene nel fiume Roombeek, che è stato riportato alla luce dove possibile, in altri è stata ricostruita una rete di canali e stagni, mentre nel resto del percorso la presenza sotterranea è ora segnalata in superficie.

In alcune zone sono state quindi predisposte aree dove convogliare anche le acque piovane, come nei parchi e in una piazza, appositamente arredata per esaltarne l’uso ludico.

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