SIDNEY, CONSULTAZIONE PER LA SECONDA FASE CICLABILITA’ COVID

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A Sidney è iniziata la seconda fase delle ciclabili provvisorie per l’emergenza coronavirus, lo scopo è di evitare la paralisi di auto e mezzi pubblici per l’eccesso di uso delle macchine private. La città australiana, cinque milioni di abitanti, ha avviato già da maggio una strategia di convivenza con la pandemia. Cardini di questa il distanziamento sociale e il sostegno all’economia urbana.
L’amministrazione comunale ha iniziato con dieci chilometri ciclabili su sei itinerari, da nord a sud, e da est a ovest, che si sono connessi con la rete ciclabile esistente. I percorsi sono protetti con segnaletica orizzontale, verticale e luminosa da cantiere, un sistema che permette velocemente la reversibilità.
In alcune zone di Sidney sono stati introdotti limiti di velocità a quaranta chilometri orari, in precedenza erano a sessanta. Infine sono stati allargati gli spazi all’aperto per gli esercizi pubblici, ed è stata introdotta l’esenzione dal pagamento delle imposte per l’occupazione del suolo.
Nella nuova fase della pandemia dovrebbero essere altri otto gli itinerari provvisori da tracciare, per venti chilometri. Le proposte sono sottoposte a una votazione digitale come strumento di partecipazione, cosa che invece era stata esclusa nella prima fase di nuove ciclabili pop up, come si dice in gergo tecnico, per i tempi stretti.
Secondo il Comune a Sidney, in alcuni quartieri, l’incremento di ciclisti urbani è arrivato anche al cinquantuno per cento.
I commercianti segnalano un forte aumento di vendita di bici, comprese quelle elettriche.
Tra i sostenitori della ciclabilità c’è chi si augura che la prima parte dei nuovi itinerari possa diventare definitiva, e integrarsi pertanto con la rete che è stata realizzata a partire dal 2009, facendo raddoppiare i ciclisti urbani.

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