L’ADATTAMENTO COVID 19 DEL SISTEMA AGROALIMENTARE DI MELBOURNE

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Si è adattato all’emergenza Covid 19 il sistema di approvvigionamento agroalimentare di Melbourne, seconda città dell’Australia con cinque milioni di abitanti.
La metropoli da tempo ha intrapreso politiche di resilienza al cambiamento climatico, recentemente ha avuto una crisi per i grandi incendi nei territori adiacenti, che ha provocato un aumento dei prezzi per il cibo fresco. Le ricorrenti siccità e inondazioni per le modifiche del ciclo delle piogge hanno indotto l’amministrazione ad affrontare il problema con un apposito programma.
Anche a Melbourne da metà marzo le nuove povertà hanno fatto crescere la necessità di pacchi alimentari, mentre le donazioni erano in diminuzione per la crisi economica provocata dalla pandemia, e i volontari non potevano uscire di casa per il confinamento sanitario. Una situazione piuttosto complicata, aggravata nella prima fase anche dall’accaparramento nei supermercati, per cui i gestori hanno dovuto contingentare i quantitativi, e privilegiare i clienti più fragili.
La solidarietà ha visto trasformare cucine di ristoranti in nuove imprese sociali, che hanno erogato pasti a basso costo anche a domicilio, e consentito ai dormitori di assicurare pasti per chi ne avesse bisogno. Anche il servizio pubblico ha organizzato la distribuzione di pasti a casa per le persone anziane e per quelle che si sono messe in quarantena volontaria.
I mercati sono rimasti aperti, anche se con restrizioni per gli accessi, e alcuni punti di vendita degli agricoltori locali sono stati chiusi per evitare assembramenti. I contadini si sono organizzati con il commercio elettronico e la consegna a domicilio.
L’accesso agli orti comunitari è stato consentito solo agli assegnatari.
Le associazioni caritatevoli per la distribuzione del cibo hanno anche consegnato attrezzature per le micro coltivazioni familiari.
I vivai hanno incrementato la coltivazione o la disponibilità di sementi di piante edibili per i piccoli orti domestici, dei giardini, dei terrazzi, dei balconi. La domanda è infatti notevolmente aumentata.
Le autorità di Melbourne da tempo stanno riconnettendo le coltivazioni periurbane con i consumi alimentari e il tempo libero degli abitanti. I territori vicini possono infatti soddisfare il quaranta per cento delle necessità di cibo fresco dell’area metropolitana, e allargandosi si può arrivare alla metà della popolazione dello Stato di Victoria.
Aumentare queste percentuali è l’obiettivo strategico per incrementare la resilienza del sistema agroalimentare rispetto a eventi inattesi come incendi, siccità, alluvioni e ora anche pandemie. Per questo sono in corso anche azioni per il riciclaggio dei rifiuti, a partire da quelli di cucina, che si trasformano in compost per concimare i campi, e al riuso irriguo delle acque urbane depurate.

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