L’ATLANTE CLIMATICO DI STOCCARDA

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L’atlante metropolitano del clima è stato lo strumento di pianificazione che Stoccarda si è data per adattarsi e attenuare il cambiamento climatico.
Sono quasi dodici anni che la città metropolitana, capitale della regione del Baden Wurttenberg si è dotata di questo strumento istituzionale, che ha modificato la pianificazione territoriale.
Il problema del clima e del ricambio d’aria della città è noto dagli anni ’30, e già negli anni ’70 erano state intraprese le prime iniziative urbanistiche. Stoccarda è infatti circondata da colline alte trecento metri, ed è una delle zone della Germania più industrializzate, quindi abitate. Questi fattori hanno provocato la necessità di affrontare il fenomeno dell’isola di calore urbana.
La capitale del Baden Wurttemberg, seicentomila abitanti, è stata suddivisa in otto tipologie climatiche, e in base a questa classificazione sono anche decisi le funzioni che possono essere insediate e le mitigazioni ambientali e climatiche.
La più famosa, ed evidente, è quella dei corridoi verdi, un modo per aumentare la circolazione dell’aria, oltre che preservare la biodiversità. L’altra di fermare l’estensione della città metropolitana, di bloccare quindi, il consumo di suolo.
Un altro elemento introdotto grazie anche a incentivazioni, fin dagli anni ’80, è quello dei tetti verdi, una soluzione architettonica ormai assai diffusa, oltre trecentomila metriquadrati. Anche le rotaie delle linee tranviarie sono state trasformate in prati, consentendo così anche di ridurre il rumore, drenare acqua, oltre che essere infrastruttura per la biodiversità e il paesaggio.
Il Comune di Stoccarda ha pure sostenuto l’adozione degli alberi da parte degli abitanti già nel 1992, oggi sono cinquecento quelli mantenuti grazie al contributo dei cittadini.

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