REDU E’ SOSTENIBILE GRAZIE AI LIBRI

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Quattrocento abitanti quindici librerie. In questi due numeri c’è la sintesi della sostenibilità di Redu, micro paese della Vallonia, in Belgio, dove la cultura è la protagonista dell’economia del piccolo borgo.
La nuova vitalità di Redu è iniziata nel periodo di Pasqua del 1984, con l’organizzazione della prima fiera libraria. Per l’occasione fienili e stalle furono aperti ai libri, così come nelle strade furono installate bancarelle. Fu un successo, grazie alla partecipazione di oltre quindicimila persone.
Da allora l’economia del libro ha iniziato ad avere un centro di riferimento a Redu, grazie all’insediamento progressivo di librerie generaliste e specializzate, come in testi usati, antichi, fumetti.
Sono anche nati due piccoli musei, e gli eventi legati alla letteratura sono aumentati, sia per pubblici ridotti che ampi. Si sono aggiunti anche un mercato dei piccoli produttori agricoli della zona, e il caffè riparazione, manifestazione mensile dove far aggiustare piccoli elettrodomestici e oggetti.
Tutto questo sta consentendo sempre più spesso di riempire gli spazi pubblici e privati del borgo.
Il paese è diventato così un punto di riferimento per gli appassionati di libri, che ovviamente hanno portato anche un indotto. Piccoli artigiani hanno aperto le loro botteghe, a partire da quelli dei restauri dei libri antichi. Ovviamente si sono sviluppati posti per dormire e mangiare, che sono diventati anche la base per scoprire i dintorni, ricchi di foreste dove camminare e pedalare in una natura rigogliosa.
Le attività commerciali sono così diventate una trentina, non poche per un paese da quattrocento abitanti, e le presenze oltre duecentomila all’anno.

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