IL RESTAURO DEL TUNNEL CICLOPEDONALE DI ANVERSA

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E’ iniziato l’ammodernamento del tunnel ciclopedonale Sant’Anna ad Anversa, in Belgio. A venticinque anni dalla sua apertura anche alle due ruote, è ora necessario adeguare scale mobili, ascensori e dispositivi di sicurezza per gestire l’incremento di traffico.
E’ una costruzione storica quella del tunnel sotto il fiume Schelda, che risale al 1933. La città portuale decise di realizzare due gallerie per unire il centro città alla riva occidentale, una per le auto, un po’ più decentrata, e una per i pedoni, proprio a ridosso del centro città. Una scelta lungimirante vista la crescita di entrambi i sistemi di mobilità. I ponti furono scartati per l’elevato numero di navi che transitano in quel tratto di fiume.
Il tunnel di Sant’Anna è lungo quasi seicento metri ed è realizzato a trentuno metri sotto terra, al di sotto del livello del fiume.
Dal 1995 è stato anche aperto all’uso ciclistico,
per cui è stato diviso il flusso della galleria, mentre è promiscuo quello delle scale mobili e degli ascensori, dove possono stare fino a quaranta persone.
Proprio l’ammodernamento di questi sistemi di trasporto si è reso necessario, per il tempo e per il flusso di persone. Si tratta soprattutto di un restauro, visto che tutta la struttura è vincolata come bene storico architettonico, le scale mobili sono di legno. Anche per questo motivo, oltre a quelli tecnici, ci vorranno due anni di lavori. Alla fine, però, grazie all’automazione e ai nuovi sistemi di sicurezza, il tunnel sarà fruibile per ventiquattro ore, anche senza la presenza di personale di servizio. Oggi è obbligatorio e determina la chiusura notturna.

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