LA SOSTENIBILITA’ DELLA STAZIONE SCIISTICA DI LAAX

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Una località sciistica sostenibile. Ci stanno provando a Laax, in Svizzera, anche come forma di promozione turistica della stessa località, tra le principali della confederazione elvetica. Obiettivo principale arrivare entro il 2023 all’autonomia energetica oltre che del comprensorio sportivo, anche delle quindicimila abitazioni.
Per questo a Flims/Laax/Falera, nel Cantone dei Grigioni, hanno impostato un programma che prevede di usare fonti idroelettriche, fotovoltaiche, e anche eoliche.
Produrre elettricità dai corsi d’acqua di montagna è un’esperienza consolidata, meno quella da fonti solari sfruttando anche la rifrazione della luce sulla neve, per cui gli edifici tecnici sono stati dotati di facciate con pannelli fotovoltaici. Questa soluzione è particolarmente efficiente, e il picco di consumi coincide con la stagione dei maggiori consumi. Gli impianti sciistici sono già alimentati da fonti completamente idroelettriche, e il loro calore è recuperato per riscaldare edifici. Così come una centrale alimentata a pellet distribuisce acqua calda ad alta temperatura.
Ancora più ardito il progetto di realizzare pale eoliche sul crinale di un ghiacciaio, il Vorab che sicuramente dal punto di vista paesaggistico non sarà gradita da tutti.
Per ridurre l’impatto energetico degli edifici è sostenuta la loro realizzazione in legno, con materiale proveniente dai boschi vicini, mentre sono in realizzazione le colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici, sia auto che bici.
Anche nei rifiuti l’obiettivo di Laax è ridurne la produzione, come evitare l’uso di stoviglie usa e getta, sostenere il consumo di acqua dalle fontane e dai rubinetti, anziché quella imbottigliata, oltre che fare la raccolta differenziata.
I ristoranti hanno incrementato la fornitura di prodotti locali, soprattutto latte e formaggi, ma anche a base di erbe, come le tisane.
L’altro dubbio che rimane è quello che la sostenibilità non solo sia usata come sistema per attirare turisti sensibili all’ambiente, per altro dichiarato da alcuni operatori, ma anche di poter mantenere gli elevati prezzi nei servizi della stazione sciistica.
Intanto i consumi energetici in sette anni sono diminuiti del quindici per cento.

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