TETTI VERDI E COMMESTIBILI A PARIGI

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Da grigi a verdi e commestibili. Sono alcuni tetti di Parigi, dove all’isolamento termico da caldo e freddo dovuto alla terra, si accoppia anche la micro produzione locale di frutta e verdura.
L’uso delle coperture piane degli edifici è una delle nuove strade intraprese dall’agricoltura urbana e periurbana sostenuta dall’amministrazione della capitale francese. A realizzarli sono soprattutto aziende private che usano questi spazi in vari modi, anche solo per ingentilire le proprie architetture, o anche per motivi di immagine. Ma c’è chi li usa per fare ortoterapia a persone svantaggiate, chi per rifornire il proprio ristorante o negozio, e chi per costruire coesione tra il proprio personale, risparmiando così anche sulla manutenzione del verde. Come una delle più importanti banche francesi, che fa gestire ai lavoratori il giardino di uno dei propri siti direzionali, realizzato da un bel recupero di un antico mulino sul canale di Parigi, a nord del Parco de La Villette.
Questa tipologia di spazi a volte, non sempre di tetti per essere precisi, è anche solo di cinquanta metriquadri, per cui davvero con potenzialità produttive limitate, arrivano però fino a millecinquecento, e potenzialmente a superfici ancora più estese.
In queste settimane a Parigi, nel dodicesimo arrondissement, sta partendo la prima micro serra urbana su tetto per scopo commerciale, un esperimento possibile grazie al sostegno economico dell’amministrazione della capitale francese, per la sua costruzione ci sono infatti voluti due milioni di euro. Lo scopo è di riuscire a realizzare un prototipo economicamente in equilibrio. Il Comune di Parigi vuole infatti arrivare a recuperare in questo modo entro il 2020 cento ettari alla produzione agricola urbana.

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49 anni, lavoro come giornalista a Radio Popolare dal 1993, e sono stato tra il 2016 e il 2019 capo di gabinetto del Sindaco di Pavia Massimo Depaoli. Sono anche consulente per le relazioni esterne e la comunicazione per la Confederazione Italiana Agricoltori di Mi-Lo-Mb e curo la rubrica Pratiche Sostenibili per il mensile Consumatori di Coop. Ho scritto per i quotidiani La Provincia di Como e La Prealpina di Varese, e il bimestrale Fv-Fotovoltaici. Sono stato anche assessore all'ambientge e allo sviluppo sostenibile di Sesto San Giovanni e consigliere della zona 2 di Milano. Ho quindi un'anima divisa in due tra giornalismo e amministrazione pubblica, alla quale possiamo aggiungere quella per i formaggi, dei quali sono maestro assaggiatore Onaf e membro di giuria di concorsi caseari.

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