IL TRAM-TRENO DI MULHOUSE

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Tra meno di due mesi sarà il tredicesimo anniversario della nuova rete di tram di Mulhouse, centodiecimila abitanti in Alsazia, nella Francia centro orientale. E’ la storia di una riscoperta quella del trasporto su ferro in questa città, dal 1888 al 1957 questo mezzo era infatti già stato presente, con una espansione massima di quarantasei chilometri per quattro linee. Dalla metà degli anni ’30, come avvenuto in tante città europee, era iniziato il declino fino alla soppressione totale dovuto alla diffusione dell’automobile.
Nel 2003 l’inversione di tendenza, simile ad altre località francesi, anzi, anche un po’ dopo rispetto ad altre città come Lione. Primo sostenitore è stato il sindaco di allora, che inizialmente era stato diffidente sul ritorno del tram. Le prime due linee sono state costruite in tre anni, grazie a un finanziamento statale. Adesso la rete è formata da tre linee per oltre sedici chilometri e ventinove stazioni, e si estende anche nei sobborghi di Mulhouse. L’ultima linea si presenta con una peculiarietà, è un tram treno, i suoi convogli infatti viaggiano in parte su una presistente linea ferroviaria, e in parte nelle strade della città alsaziana.
L’incremento di ferrovie, metropolitane, tram, anche con sistemi innovativi come quello di Mulhouse, hanno fatto crescere anche l’industria ferroviaria francese, che in questi lustri ha realizzato varie acquisizioni di concorrenti, italiani compresi.

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49 anni, lavoro come giornalista a Radio Popolare dal 1993, e sono stato tra il 2016 e il 2019 capo di gabinetto del Sindaco di Pavia Massimo Depaoli. Sono anche consulente per le relazioni esterne e la comunicazione per la Confederazione Italiana Agricoltori di Mi-Lo-Mb e curo la rubrica Pratiche Sostenibili per il mensile Consumatori di Coop. Ho scritto per i quotidiani La Provincia di Como e La Prealpina di Varese, e il bimestrale Fv-Fotovoltaici. Sono stato anche assessore all'ambiente e allo sviluppo sostenibile di Sesto San Giovanni e consigliere della zona 2 di Milano. Ho quindi un'anima divisa in due tra giornalismo e amministrazione pubblica, alla quale possiamo aggiungere quella per i formaggi, dei quali sono maestro assaggiatore Onaf e membro di giuria di concorsi caseari.

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