LA DANIMARCA STA RADDOPPIANDO LE COLTIVAZIONI BIOLOGICHE

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Raddoppiare la quota di agricoltura biologica in cinque anni. La Danimarca ha deciso di incrementare dal sette al quindici per cento le superfici coltivate con metodo organico, entro il 2020.
E’ un piano apparentemente ambizioso quello del paese nordico, che segue però l’incremento dei consumi interni e delle esportazioni di prodotti bio. A Copenaghen e dintorni la percentuale di acquisto nella spesa alimentare è arrivata all’otto per cento, tra le più elevate al mondo. Negli ultimi otto anni, inoltre, le vendite all’estero sono triplicate, soprattutto verso l’adiacente Germania.
I danesi prediligono prodotti biologici lattiero-caseari, da forno, uova, frutta e verdura, molto meno le carni. Un litro di latte su tre acquistato dai consumatori danesi è organico, percentuale che nelle somministrazioni nelle scuole arriva alla totalità. Proprio gli istituti scolastici sono uno dei perni della strategia impostata dal governo per far crescere consumi e superfici biologiche, le mense scolastiche, infatti, dovranno far aumentare fino alla totalità l’uso di prodotti organici.
Il piano elaborato dal ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura e della pesca è articolato in altri sessantasei punti, e prevede che pure le mense dell’esercito somministrino prodotti biologici.
Per realizzare le azioni del piano sono stati anche previsti fondi, che per quest’anno ammontano a cinquantatré milioni di euro.
Gli incentivi sono destinati maggiormente alle azioni che devono essere intraprese dai privati, tra questi c’è il settore dell’allevamento dei maiali. In Danimarca, infatti, i consumi di carne bio sono molto bassi, nonostante la percentuale complessivamente alta di spesa in prodotti organici.
Un altro dei cardini del piano del governo di Copenaghen è la semplificazione delle norme per la trasformazione delle stalle da convenzionali a biologiche, così come l’affitto dei terreni pubblici. Il ministero dell’ambiente allungherà la durata dei contratti, un modo per consentire di ammortizzare gli investimenti per la conversione, visto che gli appezzamenti pubblici dovranno essere coltivati biologicamente.

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