VALPOSCHIAVO, DALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA ALLA DIETA ALPINA

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Azienda agricola Raselli,  erbe officinali e fiori, Poschiavo
Azienda agricola Raselli, erbe officinali e fiori, Poschiavo

Cento per cento biologica. La Valposchiavo, in Svizzera, si fregia di questo marchio per indicare la qualità dei prodotti della terra e del paesaggio. E’ un processo di sviluppo sostenibile iniziato negli anni ’80 quello di questa valle italiofona del Canton Grigioni, che inizia a Tirano, in Valtellina, e finisce sotto al Massiccio del Bernina, famosa anche per essere attraversata dal trenino rosso, patrimonio Unesco per le sue ardite ingegnerie. Proprio questo mix di paesaggio plasmato dall’uomo, e di tutela di quello naturale, è la principale risorsa della Valposchiavo.

Il cento per cento biologico è ancora da raggiungere, per ora le aziende agricole certificate sono tra il novanta e il novantacinque per cento. Cardine di questa crescita sono stata la produzione di formaggi e la coltivazione di erbe officinali, che hanno iniziato la proprie attività negli anni ’80 del novecento, all’inizio della nascita dell’agricoltura biologica.

Nel caso dell’attività lattiero casearia furono uniti la storica latteria e l’altrettanto storico caseificio, creando una nuova struttura più grande appena fuori dall’abitato del capoluogo Poschiavo, millesettecento abitanti. Da allora la crescita è stata lenta e continua, tanto che nel 2007 è stata realizzata un altro caseificio per rispondere all’incremento di domanda dei prodotti, distribuiti su tutto il territorio della confederazione elvetica, quindi anche di agricoltori che conferiscono il latte.

Altro caposaldo è stata l’introduzione, anche in questo caso negli anni ’80, della coltivazione di erbe officinali, sempre con metodo biologico, in questo caso un’innovazione. La produzione si è estesa, differenziata, anche con i fiori, ed è arrivata anche alla trasformazione diretta, con le tisane.

Queste due produzioni hanno trainato tutto il comparto agroalimentare della Valposchiavo, valle svizzera italiofona molto legata alla Valtellina, e un po’ lontana dal capoluogo Coira. Sono quindi nati alcuni presidi Slow Food per esempio nella salumeria, e sono cresciute altre coltivazioni agricole e produzioni artigianali.

L’ultima innovazione è stata quella dell’introduzione in una buon numero di ristoranti di menù, anche di alta cucina, per la gran parte composti da prodotti locali.

Intanto è già pronto il prossimo passo, mettersi in rete con altre regioni di montagna per creare la dieta alpina, e far crescere la scuola per la costruzione dei muretti a secco. Il mantenimento del paesaggio e delle produzioni agricole passa anche dai terrazzamenti, i vitigni valtellinesi non si fermano certo al confine per la Valposchiavo, così come la sicurezza idrogeologica e alimentare delle terre alte.

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