PIANO CLIMA MONACO: -47% DI ANIDRIDE CARBONICA ENTRO IL 2020

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Una riduzione di emissioni di anidride carbonica del quarantasette per cento entro il 2020.
E’ l’obiettivo che si è data Monaco di Baviera nel giugno del 2010 rispetto ai gas che emetteva nel 1990.
Ancora una volta le città si dimostrano più avanzate dei propri paesi nell’affrontare il problema del surriscaldamento dell’atmosfera della Terra.
Monaco di Baviera ha un milione e quattrocentomila abitanti e arriva a due con l’area metropolitana.
Il piano clima, di cui la città si è dotata due anni e mezzo fa, segue la strategia per la sostenibilità iniziata nel 1994, e supera ampiamente sia gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, sia quelli del venti, venti, venti dell’Unione Europea: venti per cento di riduzione di emissioni, venti per cento di energia da fonti rinnovabili, venti per cento di efficienza energetica, entro il 2020.
Il piano clima di Monaco di Baviera è composto da cinquantacinque azioni per sette ambiti di intervento, tra i più importanti la riduzione dei consumi di calore degli edifici pubblici, l’uso di elettricità verde, l’incremento degli stanziamenti per l’efficienza energetica, e l’uso di nuove tecnologie per l’illuminazione stradale e i semafori.
Ovviamente non mancano le azioni per la mobilità sostenibile, Monaco ha una fitta rete di treni regionali, metropolitane e tram. Anche la ciclabilità ha un ruolo importante, con 1.200 chilometri di piste o percorsi per le due ruote, che permettono il raggiungimento del quattordici per cento di spostamenti cittadini grazie alle biciclette.

In Baviera per la tutela del clima si è sviluppata anche una delle più grandi comunità energetiche d’Europa.

2 Commenti

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  2. FABIOFIMIANI.IT » Blog Archive » AMBURGO A BASSA EMISSIONE: SECONDO PIANO CLIMA E MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA NEL 2013

    […] Meno quaranta per cento entro il 2020, meno ottanta per cento entro il 2050. Sono questi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che si è data Amburgo, città-stato del Nord della Germania, che due anni fa è stata la Capitale Verde d’Europa. Proprio le politiche di sostenibilità di questa metropoli, un milione e settecentomila abitanti nella città, e quattro nell’area urbana, le hanno permesso di succedere nell’iniziativa dell’Unione Europea a Stoccolma. Il secondo piano clima di Amburgo, con le sue trecento azioni, è entrato in vigore nel 2012, quello precedente, i cui obiettivi sono stati raggiunti, prevedeva una riduzione del 25% delle emissioni del 1990, quattro volte di più di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto. L’efficienza energetica degli edifici esistenti è stata uno dei settori dove si sono concentrati i maggiori sforzi, anche realizzando strumenti finanziari che rendessero conveniente le ristrutturazioni. La presenza in città delle sedi di numerose grandi imprese del settore energia, e le competenze da città-regione, Amburgo è infatti un land a se stante, hanno infatti permesso di sperimentare e applicare numerose innovazioni e collaborazioni. Oltre milletrecento imprese hanno sistemi di gestione ambientale Emas o Iso 14001. Il nuovo quartiere di Hafencity, nato dalla dismissione di una parte dei magazzini del porto, è parzialmente senza auto, ed è il più grande in Europa tra quelli sostenibili, con i suoi due milioni di metriquadrati. Proprio alla rigenerazione urbana sostenibile della città è dedicata la Iba Hamburg che aprirà tra poco più di un mese. Le mostre internazionali di architettura, diffuse sul territorio, si basano sui concorsi di idee su come è possibile reinsediare zone dismesse o di nuova espansione. In questo modo, oltre alle proposte, arrivano anche i capitali privati. Per migliorare la vivibilità di Amburgo non potevano mancare azioni per ridurre l’impatto della mobilità, come una nuova metropolitana leggera e un’altra linea tranviaria, mentre l’autostrada urbana A7 è stata riqualificata, riducendone l’impatto paesaggistico. Ci sono servizi di car e bike sharing, e car pooling. La ciclabilità è sostenuta con appositi percorsi, anche se non come in altre città tedesche. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Amburgo ha fissato come obiettivo di arrivare entro il 2015 al ventiquattro per cento di spostamenti in bici, tre anni fa erano la metà. Per arrivare a questo risultato ci sarà il potenziamento delle infrastrutture tra cui quelle per l’interscambio tra biciclette e treni come le bicistazioni. In Germania sono numerosi gli esempi di città sostenibili, come Berlino e Monaco di Baviera. […]

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