FORMAGGI DI BUFALA, GUSTOSO INCONTRO NORD SUD

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Bufala Azienda Agricola Facchi   Oleggio (No)

I formaggi di bufala sono una piacevole nuova realtà, artigianale e industriale. Nella Pianura Padana l’allevamento di questi mammiferi è iniziato soprattutto a causa delle quote latte, i produttori che hanno cercato una soluzione alla chiusura delle stalle, o all’acquisto sul mercato dei permessi di mungitura, hanno trovato nelle bufale un’alternativa, grazie anche ai limitati investimenti necessari per la trasformazione degli allevamenti bovini.

Questa situazione è anche figlia dell’immigrazione interna nazionale, che ha fatto conoscere ai palati del nord la mozzarella di bufala, che da rarità, portata dai parenti in visita o al ritorno da qualche trasferta di lavoro, è diventata una presenza normale sulle tavole anche dei settentrionali. Proprio da quest’evoluzione del gusto sono nate le molteplici opportunità di reddito. Dal trasporto quotidiano a pochi negozi e ai primi allevamenti per la trasformazione industriale, alla produzione artigianale di mozzarella, ovviamente senza il marchio dop riservata a quella inimitabile campana, fino all’incontro con la tradizione casearia del Nord Italia, con le sue innumerevoli declinazioni.

Non poteva mancare ovviamente un formaggio della famiglia dei grana, come il Sovrano della Latteria Mauer di Crema (Cr), e neppure un erborinato come il Blu del Caseificio Quattro Portoni di Cologno al Serio (Bg). Sempre per rimanere alle rielaborazioni con latte di bufala di caci locali c’è lo stracchino a crosta fiorita dell’Azienda Agricola Gorbani di Pumanengo (Bg), Bufalapiù, che assomiglia al Bergamino. Mozzarella e ricotta di bufala sono ovviamente la costante di tutti i produttori, come l’Azienda Fratelli Facchi di Manerbio (Bs), che distinguono tra quelle lavorate solo a mano e quelle tagliate meccanicamente, mentre la quasi omonima Azienda Agricola Facchi di Oleggio (No) produce anche la provola di bufala affumicata e il burro.

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