SI RECUPERA TUTTO NEI VITIGNI

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Bike and Wines by Marv! da Flickr

Dalle vinacce esauste ed essiccate si ricava biomassa per riscaldare e produrre elettricità. Dai raspi si ottiene materiale organico per la pacciamatura. Sono due tra gli utilizzi meno noti dei vitigni che aumentano la sostenibiltà di questo tipo di coltivazione, spesso accusata di essere scarsamente rispettosa dell’ambiente e di essere causa dell’incremento del dissesto idrogeologico.

Da tempo è in corso un processo di miglioramento della vitivinicultura, a iniziare dalla ricerca della qualità, che ha orientato la produzione verso la bontà rispetto alla quantità. L’incremento di reddito delle aziende agricole ha permesso di investire nei miglioramenti di tutta la filiera, che stanno proseguendo, anche con difficoltà, come per la definizione europea di vino biologico. La stesura del regolamento europeo si è infatti arenata nelle differenze tra stati del nord e sud dell’Ue.  Le pratiche sostenibili innovative si stanno diffondendo nella realizzazione di nuove cantine, che si inseriscono piacevolmente nel paesaggio e che sono realizzate con materiali edili ecocompatibili. In molto casi si iniziano a vedere anche installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sui tetti. Per quanto riguarda l’aspetto agricolo vi sono strade che possono sembrare anche contraddittorie.

L’uso dei raspi per la pacciamatura attorno ai vitigni è una tecnica adottata per non far crescere erbacce al fine di migliorare la qualità dei frutti e del lavoro, mentre vi sono coltivatori che fanno crescere l’erba per compattare il terreno in modo da diminuire l’erosione del suolo, quindi il dissesto idrogeologico. Evidentemente ciascuna avrà un utilizzo sostenibile in base alla tipologia del territorio dell’azienda che deciderà di adottarla. L’irrigazione in alcuni casi è stata razionalizzata con riduzione dei consumi, analoga strada intrapresa anche nelle cantine durante le fasi della lavorazione dove è necessaria.

L’elenco delle buone pratiche è lungo, e prevede anche l’uso dei vinaccioli per ottenere un olio usato sia per l’alimentazione che la cosmetica, piuttosto che il riuso delle vinacce per ottenere grappa dopo una distillazione. In quest’ultimo caso è possibile ottenere infine pellet per l’uso come biomassa per riscaldare o produrre elettricità dopo un trattamento di essicamento. Dallo stesso materiale è anche possibile ricavare bioetanolo per autotrazione.

Altri aspetti della sostenibilità della vitivinicultura arrivano dagli imballaggi del vino, in questo ambito sono state adottate bottiglie con minore utilizzo di vetro, etichette stampate con inchiostri e carte a ridotto impatto ambientale, in qualche caso si trovano anche distributori alla spina, ma solo per quello di gamma meno pregiata.

Per finire vi è anche il turismo enologico in bicicletta, con tanto di due ruote attrezzate e aziende agricole con parcheggi predisposti per chi pedala tra una cantina e l’altra, godendosi gli aromi del vino e la bellezza del paesaggio modificato dal lavoro dell’uomo.

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