CLIMA: DUE CENTRALI TERMOELETTRICHE IN MENO GRAZIE AI CERTIFICATI BIANCHI

0
863

Due centrali da seicento megawatt spente per ventiquattro mesi. E’ l’equivalente di quanto prodotto in meno di cinque anni dai cosiddetti Certificati bianchi, i Titoli di efficienza energetica (Tee) emessi dal Gestore del mercato elettrico (Gme). E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sul meccanismo di mercato dei certificati bianchi curato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Questa tipologia di titoli è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 2004, e il suo funzionamento è stato modificato nel 2007. I Tee sono sono emessi dal Gme a favore delle società di distribuzione dell’elettricità e del gas, delle loro aziende controllate e a favore di società operanti nel settore dei servizi
energetici (Esco, Energy service company), per certificare la riduzione dei consumi ottenuta grazie a interventi, e progetti, di incremento di efficienza.

Il risultato dei primi quarantanove mesi di entrata in vigore, gennaio 2005 – novembre 2009 sono incoraggianti, con un’accelerazione positiva dell’ultimo anno. Grazie ai Certificati bianchi sono state risparmiate cinque milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), due negli ultimi trecentosessantacinque giorni. Oltre al guadagno economico vi è quello ecologico, che in anidride carbonica, gas climalterante, significa cinque milioni di tonnellate in meno. I Tee funzionano bene anche per i consumatori e le imprese, nel 2008, sempre secondo l’autority energetica, un investimento di due euro virgola otto a famiglia, ha generato risparmi quantificabili da cinque a cento volte per chi ha partecipato a programmi di efficienza. Anche per le imprese è conveniente questo meccanismo poiché, per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, consente un minor costo di entità compresa tra i 118 e i 587 euro per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti secondo il Protocollo di Kyoto e il Piano 20 20 20 dell’Unione Europea.

Il mercato dei Tee consente tre filoni di azione. Il primo prevede l’acquisto di titoli da parte dei distributori che, attraverso i loro progetti, ottengono risparmi inferiori al loro obiettivo annuo, pertanto devono acquistare sul mercato i titoli mancanti per ottemperare all’obbligo. Il secondo si basa sulla vendita di titoli da parte dei distributori che raggiungono risparmi oltre l’obiettivo annuo e che possono realizzare profitti “verdi” vendendo sul mercato i titoli in eccesso. Il terzo, infine, prevede la vendita di titoli ottenuti da progetti autonomi da parte delle Esco che, non dovendo ottemperare ad alcun obbligo, hanno la possibilità di realizzare profitti sul mercato.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here