IL BIKE SHARING SENZA STAZIONI

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Bike sharing senza stazioni
Bike sharing senza stazioni

Un noleggio automatico di bici grazie al telefono. E’ quello attivo da tre anni in Germania, e che si è diffuso anche in, Austria, Svizzera e Nuova Zelanda. Un bike sharing senza stazioni fisse, che si paga con la pubblicità sulla biciclette.

E’ un altro sistema di funzionamento e finanziamento quello inventato nel paese tedesco. Le biciclette infatti non hanno la necessità di luoghi attrezzati dove prenderle e lasciarle come nel modello più diffuso nel resto d’Europa, Italia compresa. Per sbloccare le biciclette dai catenacci che ne impediscono l’uso è necessario telefonare al centralino del gestore. Questa struttura in Germania è stata introdotta dalle ferrovie nel 2003 e si chiama call a bike. La peculiarietà del nuovo sistema privato è l’estensione dei punti di noleggio oltre alle stazioni dei treni e principali poli di attrazione delle persoe. Una parte della copertura dei costi del servizio avviene attraverso i due tabelloni pubblicitari inseriti sulla bicicletta con una carenatura, oltre naturalmente agli introiti pagati dagli utenti. Nel bike sharing presente nel nostro paese le risorse economiche derivano dalla concessione alla società di gestione del servizio di spazi per le inserzioni nel territorio urbano.

Per fare paralleli sui nuovi modi di usare le due ruote introdotti da questi sistemi di bike sharing, si può dire che il modello con stazioni assomiglia a una linea di autobus dove l’utente è anche conducente e usa il mezzo solo per il periodo dello spostamento. Nel call a bike l’uso è più da noleggio tradizionale del mezzo per tutto il giorno, lunghe fermate comprese dove le bici rimangono ferme anziché essere usate da altri utenti.

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