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LA CICLABILITA’ DI VANCOUVER PROTAGONISTA DELL’ALTA QUALITA’ URBANA

Buone pratiche per la ciclabilità urbana. Vancouver si presenta con i risultati di quindici anni di realizzazioni ai partecipanti di Velocity 2012, l’annuale conferenza delle città ciclabili.
L’area metropolitana canadese è diventata un altro esempio di come la mobilità sostenibile, biciclette, ma anche mezzi pubblici e spazi pedonali, possano diventare un volano per migliorare la qualità del vivere urbano.
A Vancouver ci sono quattrocento chilometri di piste ciclabili a disposizione dei seicentomila abitanti, che diventano tre milioni con il circondario. Dieci anni fa questi percorsi erano la metà.
Centotrenta chilometri fanno parte dei principali sedici itinerari cittadini, come quelli sui grandi ponti che collegano i quartieri settentrionali superando la baia di Vancouver.
Le azioni per sviluppare la ciclabilità sono iniziate nel 1998, quando il municipio canadese si è dotato di un apposito piano per la mobilità ciclistica.
Ad oggi gli spostamenti in città su due ruote sono sessantamila, quelli casa-lavoro sono tremila cinquecento, anche in questo caso dieci anni fa erano la metà.
Oltre alle piste e ai percorsi ciclabili, sono state molto utili le nuove zone pedonali e quelle con il limite di velocità per le auto di 30 chilometri all’ora.
Altri elementi fondamentali per la diffusione dell’uso delle due ruote nella città canadese sono stati i cicloposteggi e la possibilità di portare la bici sui mezzi pubblici: autobus, tram e treni.
A Vancouver, infine, sono diffuse anche le bici elettriche, per le quali la città è dotata di punti di ricarica.

L’azienda dei trasporti della città canadese, Translink, è stata recentemente premiata per le buone pratiche nella mobilità

 

SIVIGLIA CICLABILE IN BELLA MOSTRA A VELO-CITY 2011

Cinque anni per la bicicletta. E’ quanto è avvenuto a Siviglia, capitale dell’Andalusia, Sud della Spagna. Non a caso Velo-city 2011, la conferenza internazionale delle città per le due ruote, da oggi si sta svolgendo proprio in questa città.
Qui dal 2004 è iniziata una progressione a partire dall’Agenda 21 della Regione, che ha inserito la mobilità ciclistica tra le azioni per lo sviluppo sostenibile. L’anno dopo l’amministrazione comunale di Siviglia ha approvato il piano per gli otto itinerari strategici per le biciclette, ubicati sulle principali arterie cittadine, e, contemporaneamente, ha iniziato a finanziarli e realizzarli. Questi ottanta chilometri sono già fruibili da due anni.
All’inizio del 2006, nel nuovo piano dei trasporti dell’area metropolitana della capitale dell’Andalusia, è stata inserita l’intermodalità anche tra mezzi pubblici e bici, e la realizzazione di itinerari ciclabili di connessione tra il capoluogo e i comuni della cintura circostante. All’inizio dell’estate dello stesso anno è stato approvato il piano territoriale urbano, nel quale le infrastrutture per le due ruote sono diventate elemento obbligatorio in ogni ambito di riqualificazione o nuova urbanizzazione. Alla rete ciclistica principale vi sono poi da aggiungere altri trentacinque chilometri di quella secondaria, come le ampie pedonalizzazioni del centro storico tra l’Alcazar e la Cattedrale. In questi anni a Siviglia sono anche stati installati migliaia di archetti per parcheggiare in sicurezza i telai delle bici. Dal 2007 vi è anche il bike sharing, duecentocinquanta stazioni e duemilacinquecento bici, che funziona ventiquattro ore al giorno.
I numeri dimostrano l’efficacia della strategia per la mobilità sostenibile di Siviglia: gli spostamenti in bici nei giorni feriali sono passati dai seimila del 2006 ai sessantamila del 2010.