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GLOCAL12, INFORMAZIONE LOCALE E GLOBALE DA VARESE ALLA RETE

Glocal12, l’informazione locale e globale nell’epoca dei media digitali. Non poteva che svolgersi a Varese per  iniziativa di Varesenews un simile evento, che è il loro modo per festeggiare i primi quindici anni di lavoro in rete.
E’ stata lunga e pionieristica la strada percorsa in questi tre lustri, iniziati da una stanza al primo piano della Cooperativa di Bosto, storico circolo varesino, fondato nel 1905. Varesenews ha avuto un paio di predecessori cartacei, Il Circolino e Airone Rosso, che erano i giornali della cooperativa, lo stesso quotidiano online, per un breve periodo, inizialmente era stampato. Il circolo fu tra i primi posti ad aprire un internet point a Varese, all’inizio della diffusione della rete. Proprio da questa presenza di computer, forniti da una delle società pronte a investire sul digitale, e dall’incontro di persone che hanno creduto alle potenzialità del web, è nata la testata leader in Italia dell’informazione on line senza corrispettivi nei media tradizionali.
Non si può dimenticare un’altra delle cause, quella di dare a Varese un’altra voce a una città da sempre moderata, dove è nato il centrodestra che ha governato l’Italia in questi ultimi venti anni.
Protagonisti di questa avventura sono senz’altro i due direttori, il fondatore Carlo Galeotti e l’attuale Marco Giovannelli. Varesenews è riuscito in quindici anni a rimanere una testata progressista, senza rimanere chiuso nel recinto del bipolarismo da tifoseria in cui l’Italia ha vissuto.
In questo periodo nella redazione sono approdati firme storiche del giornalismo varesino, che hanno contribuito a crescere una generazione di capaci professionisti, alcuni dei quali sono anche i corrispondenti locali delle principali testate nazionali. Questo grande lavoro è ben testimoniato dai protagonisti di Glocal12, che arrivano da tutta Italia e non solo. Auguri.
 

TAPPI DI SUGHERO, CAMPAGNA PER RICICLAGGIO E RIUSO

Tappi di sughero da riciclare, grazie al riuso della corteccia con la quale sono fatti. Sempre di più, con maggiori utilizzi, e creazione di reddito per coloro che vi lavorano. Unica limitazione, niente più chiusura della bottiglie di vino.

Prosegue, apparentemente in silenzio, ma sempre in crescita, la raccolta differenziata volontaria dei tappi di sughero delle bottiglie di vino. Contemporaneamente il riuso continua a diffondersi, nell’edilizia, come isolante naturale con ottime prestazioni, ma anche, per esempio, nel contenimento dell’inquinamento idrico da idrocarburi. L’attività di volontariato è tuttora strategica e indispensabile per riuscire nella raccolta, il sughero, infatti, costa poco al chilo e occupa parecchio spazio, a causa del suo basso peso specifico.

Da poco tempo è iniziato il progetto Etico per raccogliere, ripulire e rigenerare i sigilli di sughero usati, ed è promosso da Amorick Cork Italia, azienda portoghese specializzata in prodotti di sughero. La nuova campagna prende l’eredità del precedente “Tappi a chi?”, coordinato da Rilegno, alcuni protagonisti del settore non profit sono infatti ancora i medesimi, come l’associazione A Braccia Aperte di Milano, che sta realizzando il Parco della Vita a Cesano Boscone (Mi), o la cooperativa sociale Arti e Mestieri di Boves (Mi), specializzata in bioedilizia e bioarredamento.

Ulteriore passaggio ad alto valore sociale l’inserimento del lavoro delle persone detenute del carcere di Bollate (Mi), che si occuperanno della selezione dei materiali impropri, come le gabbiette di metallo, o dei tappi di silicone, che per disattenzione sono confusi con quelli di materiale naturale.

Intanto in Sardegna è stato attivato Sughero Naturale, un programma per la valorizzazione di tutta la filiera, dalla coltivazione delle querce all’utilizzo per opere d’arte, passando ovviamente per la bioedilizia e per i tappi da vino.

Per chi fosse interessato a portare i tappi, o a iniziare un’attività di raccolta, a Braccia Aperte ha realizzato una mappa con i punti di conferimento, che per ora sono nelle province di Milano, Monza, Lecco, Sondrio, Como, Varese, Pavia, Biella, Cuneo, Genova, La Spezia, Roma, Bari, e Trento.

 

PARIGI: CAR SHARING ELETTRICO PER L’ARIA E L’INDUSTRIA

Autolib Lyon logo

Un’auto in condivisione al posto di quindici private sottoutilizzate e ingombranti. E sempre di più con la migliore tecnologia sostenibile presente sul mercato. Sono i servizi di car sharing, una delle nuove strategie per ridurre la congestione, quindi l’inquinamento nelle città, adottato dalle amministrazioni comunali. Un impegno che vede Parigi pronta a diventare la capitale mondiale delle auto intelligenti. Il progetto Autolib prevede tremila auto elettriche per settecento parcheggi, tutti dotati di colonnine per la ricarica, in questo momento vi è qualche intoppo dovuto all’infiammabilità delle batterie adottate dalle auto in sperimentazione. L’iniziativa parigina è di fatto un ritorno alle origini, visto che il primo servizio di questo genere, il Witkar di Amsterdam, fu creato nel 1974 e fu chiuso nel 1986, proprio con piccole autovetture bianche, che è il significato del nome in olandese, alimentate a elettricità. Qui è possibile vedere un breve video. Tra le città in Europa con maggiore diffusione dell’auto in condivisione ci sono Zurigo, in Svizzera, e Brema, in Germania. In Italia Milano ha visto la fusione del primo servizio organizzato da Legambiente, il Milano Car Sharing, con quello dell’Atm, l’azienda trasporti municipale, in Guidami, che ha raggiunto la soglia dei tremilasettecento utenti, compresi quelli di Monza e Sesto San Giovanni. Negli ultimi mesi in città, con postazioni anche a Como e Varese, è nato Evai, il servizio di auto condivise di Sems, la società per la mobilità sostenibile delle Ferrovie Nord, azienda a maggioranza della Regione Lombardia. Quest’ultimo servizio è fruibile anche senza abbonamento annuale, e permette la scelta anche di vetture elettriche. La diffusione di questo tipo di auto dipende dalla realizzazione dell’infrastruttura per la ricarica. In California ci sono quelle pubbliche come a Los Angeles o San Francisco, e nella Silicon Valley non sono rare imprese come Google che hanno dotato le proprie autorimesse di prese elettriche a disposizione degli utenti. Anche dal car sharing passa, quindi, la scommessa delle industrie automobilistiche per trovare nuovi mercati sostenibili, per i propri conti e per l’ambiente.

 

LIBERARE L’USATO SOTTO CASA

Piccoli e medi esposti davanti ai portoni delle case, mentre i grandi saranno descritti o visibili in fotografia. Sono gli oggetti in almeno buono stato, meglio se ottimo, che potranno essere scambiati nella Giornata del Riuso di Varese sabato 27 novembre, tempo permettendo, anche se l’evento al massimo sarà nuovamente posticipato dopo la pioggia del 20, ma non annullato.

L’iniziativa per dare nuova vita alle tante cose che non sono più usate, e che giacciono inermi nelle cantine, nei solai, o negli armadi è stata organizzata nel quartiere di Casbeno dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’azienda pubblica Aspem del gruppo A2A, nell’ambito della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Gli abitanti potranno lasciare qualsiasi oggetto dalle dieci alle sedici fuori dal portone della propria abitazione secondo le modalità decise dagli organizzatori. Coloro che vorranno andare alla ricerca di oggetti senza spendere potranno recarsi nella zona. Alla fine della giornata quanto avanzerà sarà raccolto dal servizio di igiene urbana e avviato al trattamento, che potrà essere di ulteriore selezione per il riuso, prima dell’eventuale riciclaggio.

Ad aiutare le attività della giornata vi saranno anche le Guardie ecologiche volontarie e Legambiente, che insieme ai tecnici comunali e di Aspem, cercheranno anche di capire quali sono i tipi di oggetti più donati e quelli più richiesti, oltre a verificare che non vi siano prodotti scadenti o addirittura rifiuti. Considerati le esperienze fatte in altre analoghe iniziative è probabile che sia possibile trovare nelle vie di Casbeno di Varese mobili, vestiti, libri, cornici, giocattoli, attrezzature sportive, piccoli elettrodomestici, e pentole.

A Seveso, in provincia di Monza, si svolge da tempo con successo una simile iniziativa: Sbroja e Desfescia, con la differenza che  vi è  un luogo dove portare un sabato ogni tre mesi gli oggetti che il giorno dopo saranno esposti.