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IL CENTRO DEL BITTO STORICO INFRASTRUTTURA PER LO SVILUPPO LOCALE

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Il Centro del Bitto è un’infrastruttura intelligente per l’agricoltura di montagna e la sua cultura. Si trova a Gerola, capoluogo dell’omonima valle che inizia a Morbegno, bassa Valtellina.

Siamo nel centro delle terre alte, dove per ottanta giorni all’anno si fa uno dei formaggi simbolo delle piccole produzione casearie italiane, il Bitto.

Il centro è composto da due ambiti principali, la cantina, la casera, dove le forme stagionano dopo la produzione in alpeggio, e la zona vendita-eventi. La struttura è stata realizzata grazie all’indebitamento dei produttori stessi e a un finanziamento regionale, al termine di battaglie per recuperare un ex stabile Enel. Queste fatiche si sono aggiunte a quelle per poter usare la denominazione Bitto Storico, risolti grazie a una norma europea che permette di avere più consorzi di produttori nell’area delle Dop, denominazioni di origine protetta.

La colpa dei produttori del formaggio era di voler fare il Bitto secondo le storiche modalità, quindi solo nei calecc (antiche costruzioni di pietra) sugli alpeggi valtellinesi al confine con quelli orobici e lecchesi, con il latte appena munto di vacche e capre al pascolo, quindi con le relative differenze di aromi in base alle erbe presenti. Questa biodiversità è anche presente nel Centro del Bitto, dove le forme riportano anche gli alpeggi di provenienza oltre alle annate. Un altro dei fattori che rendono unico questo formaggio è la possibilità di conservazione, fino a dieci anni, anche se a Gerola ci sono forme che hanno superato abbondantemente questo traguardo.

Il Centro del Bitto ha iniziando a creare anche una nuova economia legata al turismo caseario, anche se dal punto di vista del marketing territoriale vi è ancora molto da fare, nessun cartello stradale, per esempio, indica che ci si trova nelle valli del Bitto. Tra le iniziative che potrebbero essere realizzate, secondo gli animatori del centro, vi è una strada dei calecc, per visitare queste strutture e vedere in azione i malgari mentre producono il formaggio, e anche la mascherpa, o ricotta di monte, ottenuta dal siero rimasto dalla caseificazione del bitto, al quale è aggiunto un po’ di latte di capra.

Un viaggio a Gerola fa conoscere e apprezzare il Bitto, il suo territorio, e come è mantenuto grazie anche alla produzione casearia. Paolo Ciapparelli, il presidente del Bitto Storico, più volte durante la visita ci ha detto che “la salvezza negli anni delle liti è arrivata da oltre Colico”, dove inizia la Valtellina, un’amara considerazione per chi ama la propria terra, e chi ne è ospite.  In questa avventura sono stati aiutati da Slow Food, che ha eletto il Bitto Storico a simbolo dei suoi presidi. Intanto un terzo della produzione del formaggio è arrivata in Cina, quindi la produzione può andare avanti, sperando che sia imitata.

 

CICLOTURISMO: LA VALTELLINA APRE STRADE, SENTIERI, PISTE, PASSI E ALBERGHI

Bici lavaggio automatico Hotel Sport Santa Caterina Valfurva (So)

Bici da corsa e mountain bike, in Valtellina, a Bormio, Livigno e Santa Caterina Valfurva. La leggenda del ciclismo e l’evoluzione delle due ruote per montagne e strade sterrate. Le mitiche salite del Giro d’Italia, i sentieri per le traversate delle Alpi del Parco dello Stelvio, e le piste da sci senza neve, per discese con salti mozzafiato che hanno pochi eguali.

Si è aperta una nuova stagione per la bici in Valtellina, la montagna turistica ha potenziato e consolidato una nuova accoglienza per chi pratica il ciclismo sportivo, da strada, da escursione o da acrobazia. Le località dell’alta valle, ma non solo, si sono attrezzate con una serie di servizi indispensabili per i ciclisti, innanzitutto con la segnaletica dei percorsi, i parcheggi e gli angoli riparazione negli alberghi. Per questo hanno utilizzato risorse già esistenti, i sentieri, le piste da sci, le strade sterrate di servizio, come quelli degli impianti idroelettrici di A2A, i depositi sci e le autorimesse degli hotel.

Alcuni noleggiatori di attrezzature per gli sport invernali si sono specializzati anche in forniture per le due ruote, infine una parte degli impianti di risalita per sciatori ed escursionisti sono stati aperti anche al trasporto delle bici.

Tra le infrastrutture realizzate anche una serie di piste ciclabili sui fondi valle che stanno migliorando la mobilità con le due ruote, e l’accessibilità dell’intera Valtellina per i cicloturisti, anche se manca un itinerario unico attrezzato con luoghi di sosta e servizio come i bici grill.

A Bormio è presente un servizio di bike sharing gratuito, è sufficiente dare all’ufficio informazioni un documento e trenta euro di cauzione per ottenere la tessera per l’utilizzo.

Un diverso esempio di come la ciclabilità urbana sia stato anche il volano per quella a fini turistici arriva dalla non lontana Monaco di Baviera.

 

 

AGRICOLTURA BIOLOGICA ALL’85% IN VAL POSCHIAVO, SVIZZERA, 100% PER EXPO 2015

Una valle biologica svizzera, attorniata dall’Italia. Un’esperienza di sviluppo sostenibile imperniata sull’agricoltura di montagna. E’ la Val Poschiavo, cuneo elvetico nella Valtellina, bel territorio di lingua italiana nel Cantone dei Grigioni, quello attraversato dal trenino rosso del Bernina, la Ferrovia Retica, che parte da Tirano (So) e arriva a Saint Moritz, in Svizzera.

L’impervio paesaggio attraversato dalle rotaie è preservato anche grazie alla manutenzione delle attività agricole, soprattutto allevamenti oltre quota mille metri, ma anche vigneti e coltivazioni di erbe officinali.

Per concretizzare queste attività di sviluppo sostenibile, che hanno prodotto un dinamismo economico fondamentale per mantenere gli abitanti nei piccoli comuni sui versanti della Val Poschiavo, ma anche sugli alpeggi, sono state realizzate due infrastrutture, una per la conoscenza e una manifatturiera: un polo per la formazione continua della popolazione e un caseificio.

La produzione di formaggi, venduti soprattutto in Svizzera e Austria, è quasi tutta biologica, l’ottantacinque per cento delle aziende agricole è infatti certificato. Per formare la popolazione alle nuove tecnologie sostenibili, dall’agricoltura ecologica alla comunicazione, è stato istituito il Polo di Poschiavo, un centro per l’aggiornamento professionale continuo.

Questa valle italiana del Canton Grigioni è fiera di avere realizzato uno sviluppo sostenibile dove il turismo è una delle attività economiche presenti, ma non l’unica. Tra quelle che stanno rinascendo vi sono la coltivazione dei cereali minori e del grano saraceno, anche qui in questa valle i pizzoccheri sono un piatto tipico come nell’adiacente Valtellina. In questo periodo sono in discussione nuovi progetti come una grande centrale idroelettrica, e la certificazione biologica di tutta la valle, che dovrebbe essere una buona pratica da esporre nel padiglione della confederazione all’Expo 2015 di Milano. Anche in Svizzera un intero territorio biologico è un fatto inedito, per cui Biosuisse sta discutendo i parametri da far rispettare alla Val Poschiavo.

 

FRANCIACORTA IN BIANCO: FORMAGGI PROTAGONISTI

Casatta Corteno Golgi (Bs), Valcamonica

Casatta Corteno Golgi (Bs), Valcamonica

Formaggi italiani e svizzeri. Torna da oggi per tre giorni Franciacorta in bianco, la rassegna dei prodotti lattiero-caseari di Castegnato, in provincia di Brescia. Ospiti d’onore della sedicesima edizione i formaggi del Canton Grigioni. In mostra le piccole produzioni artigianali e quelle dei consorzi. La rassegna si svolge con appuntamenti per il pubblico e gli operatori. Oltre alle degustazioni, ai ristoranti, e alla filatura in diretta della mozzarella, vi saranno convegni e incontri tra i produttori e rappresentanti della grande distribuzione organizzata (gdo). L’Onaf, Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi, organizzerà la sedicesima edizione del premio per i formaggi a latte vaccino-ovino-caprino, mentre Bevilatte la seconda di quello per lo yogurt di fattoria. Nella tre giorni, ovviamente, ci saranno i vini della Franciacorta, e quest’anno anche una selezione di prodotti tipici della Valtellina. Alla valorizzazione di un formaggio al confine tra le province di Sondrio e Brescia, la Casatta di Corteno Golgi (Bs), in Val Camonica, è dedicato un convegno sabato mattina, che si concluderà all’ora di pranzo con una degustazione accompagnata dalle bollicine della Franciacorta, per cui è stata realizzata anche un’apposita strada del vino per favorire il turismo enogastronomico.