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LA MOBILITA’ ELETTRICA A PORTLAND SVILUPPA LA NUOVA ECONOMIA

A Portland i mezzi di trasporto elettrici sono una realtà che sta generando anche nuova economia.

Nella città dell’Oregon, costa nord occidentale degli Stati Uniti, istituzioni e privati stanno concorrendo a realizzare una nuova mobilità, e le relative attività economiche a basso impatto ambientale.

Portland si è dotata dal 2010 di un apposito piano per sostenere la diffusione dei mezzi elettrici e delle infrastrutture necessarie per alimentarli.

Il documento fa parte delle azioni per realizzare il piano clima della città, che prevede di ridurre le emissioni di anidride carbonica che surriscaldandola terra. Portland vuole arrivare entro il 2050 a diminuire dell’ottanta per cento quanto produceva nel 1990, l’anno di riferimento del Protocollo di Kyoto, obiettivo intermedio della città entro il 2030 è una riduzione di emissioni del quaranta per cento.

Per incrementare la diffusione di auto elettriche sono state introdotte agevolazioni fiscali per l’acquisto dei mezzi e l’installazione di stazioni di ricarica. L’amministrazione di Portland si è dotata di un apposito sito internet che permette in modo semplice di fare domanda per mettere una colonnina di ricarica, le risposte arrivano in ventiquattro quarantotto ore.

I privati hanno investito in questo settore e l’offerta di stazioni di ricarica nell’area metropolitana della città dell’Oregon è diversificata e queste infrastrutture sono diventate elementi di design, sia che si trovino in luoghi pubblici o in autorimessa privata.

Un sistema intelligente permette di gestire la ricarica nelle ore in cui l’elettricità costa meno, così come un’applicazione permette di conoscere la colonnina di ricarica più vicina, se può ricaricare velocemente e in che orari è disponibile.

Anche il car sharing, il sistema di auto in condivisione, ha una flotta di mezzi elettrici.

Su iniziativa dell’amministrazione locale a Portland, da tre anni, si sta sviluppando un distretto specializzato nella mobilità elettrica, al quale collaborano anche l’università e centri di ricerca privata.

Questo mercato è in crescita, visto che sulla costa occidentale degli Stati Uniti e del Canada sono numerose le iniziative per la sostenibilità urbana che necessitano di tecnologie a basso impatto ambientale.

Sulla mobilità elettrica negli Usa, ma sulla costa orientale, è possibile approfondire qui.

 

CALIFORNIA: LA BORSA DELLE EMISSIONI CLIMALTERANTI

La California dovrebbe inaugurare nel 2013 il proprio mercato delle emissioni dei gas climalteranti. Sono infatti stati approvati i regolamenti del cap and trade, quelli che sanciscono i tetti di partenza dei diritti di inquinamento e che stabiliscono le modalità del commercio dei titoli di risparmio, che saranno emessi dai soggetti virtuosi. Si prevede che il nuovo mercato andrà a regime nel 2016 e che tratterà affari per dieci miliardi di dollari. La borsa californiana della CO2 sarà la seconda per dimensioni dopo quello dell’Unione Europea.

L’ultimo passaggio istituzionale necessario è stato approvato all’unanimità a ottobre dal dipartimento aria dell’agenzia statale per la protezione dell’ambiente, ed è arrivato dopo tre anni di confronti, anche aspro, con il mondo dell’industria. L’istituzione del marcato della emissioni della California, una delle principali economie mondiali, era stato sancito da una legge del 2006, la nota Ab 32 sui cambiamenti climatici, per cui si era alquanto impegnato l’allora governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger. Obiettivo è far tornare le emissioni climalteranti ai livelli del 1990 entro il 2020. I principali settori industriali coinvolti dal provvedimento sono le raffinerie di petrolio e le centrali termoelettriche.

Il funzionamento. I limiti di emissione sono stati stabiliti attraverso la raccolta per tre anni dei dati sulle emissioni delle industrie. Le imprese sono state raggruppate in settori ed è stato assegnato un punto di riferimento medio delle emissioni. Le aziende potranno emettere fino al 90% di tale importo nel primo anno. Le industrie che opereranno in modo efficiente, sotto il limite stabilito, potranno vendere sul mercato le proprie quote di carbonio in eccesso, le società le cui emissioni saranno, invece, al di sopra del punto di riferimento dovranno compensarle attraverso l’acquisto di crediti.

Chi emetterà i titoli azionari negoziabili? I parchi, per esempio, potranno incrementare l’accumulo di carbonio attraverso l’estensione delle zone boscate o comunque mediante azioni che incrementino il sequestro della C02 Questo aumento di stoccaggio del carbonio può essere trasformato in un credito negoziabile. Ci sarà un’entità indipendente che verificherà che il risparmio di emissioni sia reale, e il nuovo giacimento supplementare sia mantenuto per almeno cento anni. Nessun compensazione di carbonio potrà essere acquistata al di fuori degli Stati Uniti.

 

IL CAR SHARING DAL TELEFONINO

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Un telefonino per trovare e aprire l’auto, quella del parcheggio car sharing più vicino. E’ la nuova applicazione per telefonini che rende ancora più fruibile il servizio di macchine in condivisione. Ancora una volta l’utile comodità è disponibile solo per i possessori di smartphone iphone, come per il bike sharing di Milano.

Il nuovo sistema di basa sulla georeferenziazione su google maps e sull’uso dei dispositivi gps all’interno delle auto della compagnia statunitense, con appendici in Canada e a Londra, Zipcar. Facendo partire l’applicazione è possibile individuare l’auto più vicina, prenotarla, e farsi tracciare il percorso più veloce. Nel caso non la si individui, come accade nei parcheggi ampi e magari non si è esperti conoscitori dei modelli di auto,  è possibile far suonare anche il clacson, infine si può aprire la portiera del conducente.

 

CALIFORNIA: INCENTIVI E TETTI PER L’ENERGIA SOSTENIBILE

california pale eoliche prima e seconda generazione

Illuminazione, riscaldamento, edilizia, ma anche raffrescamento ed elettrodomestici ad alto rendimento. Sono questi i cardini della nuova azione verso l’energia sostenibile in California, negli Usa. Un piano di investimenti da tre miliardi e cento milioni di dollari, il più importante varato finora negli Stati Uniti. L’ingente sforzo economico dovrebbe servire a recupare il ritardo finora accumulato nell’uso delle energie rinnovabili.

Entro il 2010 lo stato leader della costa occidentale avrebbe dovuto, infatti, produrre il venti per cento della propria energia dalle fonti rigenerabili, invece la percentuale si è fermata, al quattordici. I fondi saranno sia pubblici che privati e saranno erogati dalla California Public Utilities Commission. Obiettivo è quello di realizzare un’economia a bassa emissione di andride carbonica, già ora il consumo procapite di elettricità è il più basso tra i paesi che formano gli Usa, e si avvicina a quello dei paesi sviluppati virtuosi. Questo indice positivo, per la produzione di energia a bassa emissione di carbonio, fa da contraltare al grande consumo di petrolio per autotrazione, la California è terza al mondo dopo Usa e Cina.

Le risorse potranno essere utilizzate sia da aziende pubbliche che da quelle private. Tra gli ambiti che saranno presi in maggiore considerazione vi è l’uso delle nuove tecnologie intelligenti per consumare in modo razionale l’energia, riducendo gli attuali sprechi.