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AUTOBUS DI LINEA A IDROGENO IN SERVIZIO A LONDRA

Londra 2007: autobus a idrogeno della prima sperimentazione

Gli autobus di linea a idrogeno a Londra sono una realtà, seppure limitata. Da un mese nella capitale dell’Inghilterra il primo veicolo alimentato con il propellente pulito è in servizio sul tragitto della RV1, un percorso popolare e turistico che tocca Covenant Garden e il complesso artistico della Banca del Sud, passando per Tower Bridge e il Teatro Nazionale. Nei prossimi tre mesi entreranno in servizio altri sei autobus a idrogeno su questa linea. La RV1 è la stessa sulla quale l’operatore First Group, che gestisce il servizio per conto della London Bus, sperimentò dal 2003 al 2007 i primi veicoli a idrogeno. Allora i mezzi potevano restare in servizio dal mattino al primo pomeriggio per i limiti dei serbatoi, adesso l’autonomia è arrivata a diciotto ore. Contemporaneamente alla nuova organizzazione del servizio pubblico è stata anche inaugurata a Leyton, nella zona est di Londra, una stazione di rifornimento per l’idrogeno. I motori degli autobus si muovono grazie a batterie alimentate dalle celle combustibili che funzionano con idrogeno e ossigeno, che producono elettricità e vapore acqueo, e dalla corrente immagazzinata durante le frenate degli stessi mezzi di trasporto pubblico. Il progetto è stato cofinanziato dall’Unione Europea.

 

VIAGGIA INTELLIGENTE, VIVI MEGLIO. NONA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’

Manifesto per la Settimana Europa della Mobilità 2010 Città di Siviglia

 

Traffico e vivibilità. Un binomio inscindibile per la qualità della vita, soprattutto nelle aree urbane. Per questo motivo da nove anni l’Unione Europea organizza la Settimana Europea della Mobilità. Quest’anno vi partecipano millesettecentoundici istituzioni in tutta Europa, trenta quelle Italiane. Al primo posto gli austriaci con quattrocentoventitre enti.

Continua il successo della campagna Ue per migliorare i nostri trasporti. Il consueto appuntamento fissato nella settimana del passaggio dall’estate all’autunno è in continua crescita, anche se fatica a varcare le Alpi. Le città, ma anche le province, per l’occasione organizzano iniziative di sensibilizzazione per ridurre l’impatto ambientale della mobilità, o per inaugurare nuovi servizi. A Vienna, in Austria, da pochi giorni è possibile usare di notte nel fine settimana i treni del servizio metropolitano. A Siviglia, in Spagna, secondo paese per adesioni con trecentoventisette, hanno un ricco calendario di eventi che prosegue il lavoro realizzato dal municipio negli ultimi vent’anni per il trasporto pubblico, e che ha visto negli ultimi otto anni una particolare cura per la mobilità pedonale e ciclabile. Non a caso la capitale dell’Andalusia il prossimo anno ospiterà Velocity, l’annuale conferenza delle città che si impegnano nelle infrastrutture per le due ruote.

In Italia c’è da segnalare Lombardiainbici, l’annuale appuntamento di eventi organizzato da Fiab-onlus che coinvolge anche il mondo dell’associazionismo e delle scuole, oltre che le istituzioni. A Milano si svolgerà il primo convegno europeo di confronto tra servizi di bike sharing.

 

I BIKE SHARING EUROPEI SI CONFRONTANO

Vélo'V - Bike sharing di Lione

E’ un nuovo mezzo pubblico di trasporto il bike sharing. Da Lione in pochi anni si è esteso a tutta Europa, ma lo si trova anche in Nord America e Asia. Gli utenti pagano un prezzo sociale per l’utilizzo, la gran parte dei costi è a carico dei gestori, che si ripagano con la pubblicità.

Di questo successo inatteso, delle differenze tecnologiche adottate, dei diversi utilizzi tra i fruitori, dei futuri sviluppi, ma anche dei problemi come a Roma, si parlerà venerdì a Milano in un convegno organizzato da Fondazione Legambiente Innovazione, che è il partner italiano di Obis, un apposito progetto di studio finanziato dall’Unione Europea.

 

UE: ARRIVANO GLI ELETTRODOMESTICI A+++

Tre + dopo la lettera A per indicare un ulteriore riduzione dei consumi. E’ il nuovo aggiornamento dell’etichetta dei consumi energetici per gli elettrodomestici decisa dall’Unione Europea. I ventisette stati membri avranno un anno per recepirla nei propri ordinamenti nazionali.

E’ un altro passo in avanti verso l’attuazione del 20-20-20 quello che Bruxelles ha intrapreso in attesa che riprendano i negoziati per un nuovo trattato internazionale sui cambiamenti climatici dopo la battuta d’arresto della conferenza di Copenaghen del dicembre del 2009. L’Ue vuole infatti ridurre entro il 2020 le proprie emissioni di anidride carbonica del venti per cento, vuole produrre elettricità al venti per cento con fonti rinnovabili, e vuole aumentare l’efficienza energetica del venti per cento.

Le modifiche all’etichettatura si estendono anche ai consumi idrici, alla rumorosità e all’efficienza di lavaggio e asciugatura, parametri già presenti che la nuova grafica rende più fruibili, e speriamo rispettati come quelli energetici. Resta aperto il problema di prodotti sempre più potenti, spesso usati semi vuoti. La maggiore efficienza è spesso vanificata dall’incremento globale dei consumi provocato da questi elettrodomestici più potenti.