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UE: ARRIVANO GLI ELETTRODOMESTICI A+++

Tre + dopo la lettera A per indicare un ulteriore riduzione dei consumi. E’ il nuovo aggiornamento dell’etichetta dei consumi energetici per gli elettrodomestici decisa dall’Unione Europea. I ventisette stati membri avranno un anno per recepirla nei propri ordinamenti nazionali.

E’ un altro passo in avanti verso l’attuazione del 20-20-20 quello che Bruxelles ha intrapreso in attesa che riprendano i negoziati per un nuovo trattato internazionale sui cambiamenti climatici dopo la battuta d’arresto della conferenza di Copenaghen del dicembre del 2009. L’Ue vuole infatti ridurre entro il 2020 le proprie emissioni di anidride carbonica del venti per cento, vuole produrre elettricità al venti per cento con fonti rinnovabili, e vuole aumentare l’efficienza energetica del venti per cento.

Le modifiche all’etichettatura si estendono anche ai consumi idrici, alla rumorosità e all’efficienza di lavaggio e asciugatura, parametri già presenti che la nuova grafica rende più fruibili, e speriamo rispettati come quelli energetici. Resta aperto il problema di prodotti sempre più potenti, spesso usati semi vuoti. La maggiore efficienza è spesso vanificata dall’incremento globale dei consumi provocato da questi elettrodomestici più potenti.

 

CLIMA: SCENARI DOPO COPENHAGEN

copenhagen cop 15 simbolo 2

 

Copenhagen non è stato un fallimento totale, ma i tempi della politica rimangono lunghi. La Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici  è terminata con un sostanziale fallimento, ma ha inaugurato una discussione e una negoziazione finalmente globali, con tutti i principali leader di governo impegnati in prima persona nelle trattative. Uno scenario inedito e a lungo atteso, dunque, non poco.

Il Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas cosiddetti serra, quelli che provocano l’innalzamento della temperatura della Terra, riesce infatti a incidere sul trenta per cento delle attuali emissioni mondiali. Non tutti i paesi sottoscrittori, peraltro, lo rispettano, l’Italia è tra questi, compresa la Lombardia, il suo propulsore economico. La compagnia è numerosa tra gli altri paesi industrializzati secondo il World Resources Institute di Washington, e anche tra quelli emergenti per l’annuale rapporto dell’associazione Germanwatch di Bonn e Berlino. La crescita dei livelli di emissioni per continenti e pro capite per le nazioni più grandi sono, inoltre, da tempo note. L’aumento di velocità dello scioglimento dei ghiacciai dell’Artico, rispetto a quanto previsto inizialmente dall’Ipcc, il raggruppamento degli scienziati dell’Unfccc, la Convenzione internazionale sul clima delle Nazioni Unite, la cui sede si trova a Bonn, in Germania, invece, lo è da meno.

Peraltro i livelli di riduzione di emissione dei gas serra di cui si è discusso nella Cop15 di Copenhagen, la quindicesima conferenza tra le parti (paesi) sottoscrittori del Protocollo di Kyoto, sono più bassi di quanto servirebbe per non far crescere la temperature del pianeta di oltre due gradi. Lo ha scritto il quotidiano inglese The Guardian nella ricca sezione ambiente nei giorni della conferenza, pubblicando un documento riservato del segretariato della Convenzione sul clima. La notizia è stata poco ripresa in Italia, Alessandro Farruggia del Quotidiano Nazionale l’ha scritta citando i numeri del problema su Aequo.

In tutto questo scenario nella capitale danese si sono visti in azione i leader di Stati Uniti, Cina, India, Brasile, Sudafrica, oltre a quelli dell’Unione Europea, con i paesi fondatori protagonisti, Italia esclusa. Per questo l’assemblarismo Onu è stato un po’ maltrattato, con il tentativo di Usa e Paesi emergenti di far approvare il proprio documento, assai diverso da quello elaborato fino al giorno prima della fine della conferenza, e scritto nelle sessioni ufficiali. Una proposta che prevede entro la fine di gennaio di quest’anno la sottoscrizione da parte di tutti i paesi della propria quota di emissioni di gas climalteranti. Non c’erano nelle bozze di Copenhagen, e non ci saranno entro la fine del mese, le cifre necessarie per fermare la febbre del pianeta, ma le basi perché ci si possa arrivare sono state poste, e in poche settimane ci sarà una prima verifica di questo scenario. Probabilmente ci vorranno ancora anni prima che questi paesi possano stare al passo con le proposte di riduzione dell’Ue, che era pronta a portare il proprio meno venti per cento entro il 2020, quindi già superiore alla riduzione di Kyoto del cinque, a una diminuzione del trenta. Il realismo del ritardo tecnologico degli Stati Uniti, insieme alle aspettative economiche dei paesi emergenti hanno prodotto l’attuale fragile equilibrio, rispetto al percorso, la road map, decisa due anni a Bali, in Indonesia, al termine di Cop 13. L’obiettivo era approvare a Copenhagen un nuovo protocollo internazionale che proseguisse e rafforzasse l’azione di quello di Kyoto, valido fino al 2012.

Altre interessanti riflessioni si possono trovare sul blog scientifico Climalteranti, che ha pure una documentata sezione sui negazionisti dell’effetto serra. Su questo aspetto potete anche leggere i libri “A qualcuno piace caldo” e “Guida alle leggende sul clima che cambia” di Stefano Caserini, docente di Fenomeni di inquinamento del Politecnico di Milano.

 

 

LA RACCOLTA DEI CELLULARI USATI

donaphone

Solidarietà con i vecchi cellulari, grazie al riciclaggio. E’ Donaphone la campagna, attiva in Lombardia, per la raccolta dei telefonini che non usiamo perché rotti o sostituiti con nuovi modelli. A realizzarla sono Caritas Ambrosiana, Vesti Solidale, e Consorzio Farsi Prossimo, con il patrocinio dei Comuni di Milano e Cinisello Balsamo, e il contributo di Fondazione Cariplo.

L’opportunità dell’iniziativa per i cittadini è la dislocazione in uffici pubblici, o in altri luoghi ad alta frequentazione, di contenitori dove depositare i dispositivi dismessi. Secondo l’attuale normativa ispirata dalla direttive Ue sui Raee, quella inerente i rifiuti elettronici ed elettrotecnici, i vecchi apparecchi devono essere portati nelle piattaforme ecologiche, o riciclerie,  in modo da poter essere riciclati. Grazie a Donaphone vi è la moltiplicazione dei luoghi di conferimento, e probabilmente un incremento della raccolta proprio per questo servizio. Vesti Solidale, una coop che dà lavoro a immigrati e italiani di fasce deboli della popolazione, si occupa oltre dello smaltimento anche della lavorazione di questi telefonini. La non profit company si occupa anche di altri servizi di raccolta e recupero di scarti, ed ha certificazione ambientale Iso 14001. Il ricavato del progetto servirà a realizzare una casa dove possano alloggiare madri con figli su segnalazioni delle autorità giudiziarie.

In Veneto esiste un’iniziativa simile a Donaphone, che ne è partner, si chiama Telefono Casa.

 

STOCCOLMA PRIMA CAPITALE VERDE D’EUROPA

european green capital

Stoccolma sarà la prima ecocapitale dell’Unione Europea. La città svedese inaugurerà la nuova iniziativa targata Ue a favore della sostenibilità, nel 2011 il titolo toccherà ad Amburgo, in Germania.

La necessità di attribuire questo onore-onere istituzionale è nato dalla riflessione che l’ottanta per cento della popolazione del continente vive nelle aree urbane, quindi la qualità della vita e gli impatti delle metropoli sono fondamentali per la sostenibilità globale, oltre che locale. Il primo passo ufficiale fu siglato da quindici città nel maggio del 2006 nel Memorandum di Tallin, in Estonia.

La capitale verde d’Europa servirà da stimolo con le proprie buone pratiche nelle politiche ambientali. Per ottenere il titolo servono quindi implementazione di sistemi di mobilità sostenibile, con particolare attenzione a quella pubblica e collettiva; gestione virtuosa del ciclo integrato dei rifiuti attraverso raccolta differenziata e riduzione nella produzione; e l’introduzione di provvedimenti che possono migliorare la qualità delle aree urbane attraverso modalità di partecipazione.

 

SVEZIA E NORVEGIA INSIEME PER I CERTIFICATI VERDI

svezia norvegia bandiera 2

Svezia e Norvegia avranno un mercato unico per i certificati verdi. Dal 2012 i due paesi scandinavi metteranno insieme i rispettivi ambiti di quotazione degli incentivi per le energie rinnovabili.

La scelta dei due governi mette ancora una volta l’esecutivo di Stoccolma all’avanguardia, visto che fu tra i primi, fin dal 2003, a introdurre l’emissione dei titoli di incentivo economico per l’elettricità prodotta da impianti idroelettrici, eolici, solari, geotermici e alimenti da biomasse. Per il governo di Oslo, che non ha ancora introdotto i certificati verdi, si tratta di agganciarsi alle politiche più avanzate dell’Unione Europea, di cui non fa parte.

Le regole sul funzionamento del mercato unico saranno definite entro un paio d’anni in base agli obiettivi di riduzione delle emissione di Co2 che Svezia e Norvegia si daranno, e che saranno influenzati dall’esito della conferenza internazionale sul Clima di Copenaghen del prossimo dicembre.

 

LOMBARDIAINBICI: LA SUSSIDIARIETA’ NELLA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE

Logo ufficiale della Settimana europea per la mobilità sostenibile

Logo ufficiale della Settimana europea per la mobilità sostenibile

Inizia nei prossimi giorni la Settimana europea della mobilità sostenibile, uno degli appuntamenti più ricorrenti e partecipati, duemilacentodue città nel 2008, della vocazione ambientalista dell’Ue.

Anche quest’anno, il settimo, l’Italia è tra i paesi dove l’agenda verde sarà meno seguita, sul sito ufficiale non vi sono appuntamenti nazionali, che per fortuna ci saranno coma a Milano, e neppure è presente una sezione, e relativa lingua, che invece si trova per stati non aderenti all’Ue come Svizzera, Canada o Brasile. Quest’approccio dimesso difficilmente permetterà a una della città partecipanti di essere premiata per l’introduzione di un’opera per la mobilità sostenibile, con relativo stanziamento di fondi da parte dell’Ue.

Una delle manifestazioni più importanti e riuscite collegate sarà per il sesto anno Lombardiainbici, organizzata dalla Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Un evento pensato e ideato da Gigi Riccardi, che sulle possibilità di sviluppo per l’ambiente e la sostenibilità grazie alla sussidiarietà tanto insisteva con la concretezza della sua allegra generosità, quando pochi ci pensavano.

Il programma delle iniziative con al centro l’uso della bici è ricco, a dimostrazione della riscoperta delle due ruote come mezzo di trasporto quotidiano e per il tempo libero.

 

CLIMA: EMISSIONI MARITTIME SOTTOSTIMATE

Hyundai Container Ship di ykanazawa1999 by Flickr

Hyundai Container Ship di ykanazawa1999 by Flickr

 

Le emissioni marittime sono state finora sottostimate. Gli scarichi delle navi da trasporto merci incidono sui cambiamenti climatici tra il tre e mezzo e il quattro per cento delle emissioni globali. Un dato finora conosciuto solo da pochi esperti del settore, e in parte a coloro che, per conto dei governi nazionali o delle organizzazioni internazionali, sono impegnati nelle trattative per il nuovo trattato per la limitazione dei gas che provocano l’effetto serra. Nelle bozze della quindicesima Conferenza delle parti (Cop 15) sul Protocollo di Kyoto. che si svolgerà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre prossimi, sono state, infatti, inserite sia le emissioni marittime che quelle aree, finora non conteggiate nell’accordo in vigore.

A provocare quest’importante fonte sono la scarsa qualità dei combustibili usati per le navi, molto peggiori rispetto a quelli usati per la locomozione terrestre o per gli impianti di riscaldamento e cottura, e l’incremento del traffico merci marittimo dovuto all’aumento del commercio globale.

A guidare il fronte dei paesi che vogliono limitare le emissioni marittime ci sono gli Stati Uniti che hanno appena approvato una riduzione dei limiti lungo le proprio coste, provvedimento che dovrebbe essere imitato dal Canada. Oltre all’effetto serra gliscarti della combustione dei propellenti inquinanti sono fonte di malattie, anche mortali, dell’apparato respiratorio.

In Danimarca si iniziano a fare stime economiche di quanto costino al servizio sanitario le cure per le patologie connesse alle emissioni delle navi.

L’Ue finora ha creato due zone con limitazioni, meno restrittive di quelle Usa, che entreranno in vigore nel 2015: il Canale della  Manica e il Mar Baltico.

 

UNA SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI

Logo

Logo ufficiale della settimana Ue per la riduzione dei rifiuti

 

Dal 21 al 29 novembre si svolgerà la prima settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Una bella iniziativa che affronta uno dei grandi temi di sostenibilità delle società industrializzate, in particolare delle aree metropolitane e urbane, ma non solo. L’appuntamento di quest’anno in realtà è il secondo, l’anno scorso ci fu una preiniziativa, anche per il 2009 il nostro paese avrà una partecipazione ridotta, segnalata in primis dall’assenza della traduzione del sito ufficiale in italiano. Le buone pratiche, però non mancano, così come le associazione e i singoli che partecipano e promuono lo stesso l’iniziativa.