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AREA C: STOCCOLMA, IL PEDAGGIO URBANO HA SEI ANNI

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Il pedaggio urbano di Stoccolma ha sei anni di vita, all’inizio della sua istituzioni fu uno tra i più contrastati.

Dopo la sperimentazione di sette mesi nel 2006, da gennaio a luglio, il referendum consultivo cittadino per la conferma vinse con il cinquantatre per cento, contro il quarantasette dei contrari. Da allora è una realtà consolidata per la capitale della Svezia.

Il road pricing di Stoccolma si paga per accedere alla zona centrale della città, quella con le isole più piccole, la più affascinante. Il costo varia in base alla fascia oraria, e parte da dieci corone svedesi, un euro e dieci centesimi, per arrivare a un massimo di venticinque, due euro e venti, che devono essere pagati sia in entrata che in uscita dal centro della capitale svedesi. E’ stato però fissato un tetto massimo giornaliero di sessanta corone, pari a sei euro e settanta centesimi. Le stazioni di rilevamento sono diciotto, e registrano tutte le targhe delle auto in entrata. L’esazione può avvenire in tre modi, diretto dal conto corrente, tramite carte di debito, oppure con fattura a casa a fine mese. Si paga nei giorni feriali dalle sei e trenta del mattino fino alle diciotto e trenta.

Inizialmente tutto l’introito della congestion charge di Stoccolma avrebbe dovuto finanziare esclusivamente il potenziamento dei mezzi pubblici, è stato poi deciso che avrebbe anche concorso a realizzare una nuova strada di accesso al centro della città.

La riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria della capitale svedese grazie al pedaggio urbano è stata tra il venti e il venticinque per cento.

Questi importanti risultati non sarebbero stati possibili se al voto del referendum cittadino fossero stati sommati quelli della gran parte dei comuni dell’area metropolitana, il road princing della capitale svedese era stato infatti bocciato con il cinquantadue e cinque per cento, contro il quarantasette e cinque di favorevoli.

Altre città con il pedaggio urbano sono Singapore, Oslo e Milano.

 

 

HAMMARBY SJOSTAD, UN QUARTIERE D’ACQUA ED ENERGIA

Sickla Channel by Malena Karlsson

Due milioni di metriquadrati di ex fabbriche diventati un grande nuovo quartiere sostenibile. E’ Hammarby Sjostad, Stoccolma, bella zona residenziale nata dal progetto di villaggio olimpico per i giochi del 2004, che però, come è noto, si svolsero ad Atene.
Proprio dalla mancata realizzazione di quell’idea è nata la proposta del quartiere a basso consumo di energia.
Hammarby Sjostad significa città d’acqua, questo elemento è centrale per la presenza del lago Malaren e il canale Sickla, inoltre una delle principali fonti di energia è proprio l’acqua. Nella zona vi è infatti una centrale idroelettrica e anche quella degli scarichi è riusata per produrre energia.
Proprio per questo apparato Hammerby Sjostad sarà quasi autosufficiente per i suoi ventimila abitanti e diecimila utilizzatori quotidiani, quando alla fine del prossimo anno tutto il nuovo quartiere della zona sud di Stoccolma sarà completato.
Una delle innovazioni introdotte è il recupero dei liquami degli scarichi domestici che sono convogliati in cisterne sottoterra, nella quali si forma biogas usato per i consumi del quartiere. La parte che avanzo è poi compostata e usata come per concimare le vicine campagne.
La raccolta rifiuti è separata e avviene tramite sistemi pneumatici, in modo che le frazioni sono convogliate direttamente nei container che poi sono portati ai centri smaltimento. La frazione non riciclabile è incenerita con produzione di energia elettrica e calore, in base alle necessità del quartiere. Ovviamente non mancano i pannelli fotovoltaici e solari sui tetti degli edifici.
Ad Hammerby Sjostad da sei anni è anche presente un distributore di idrogeno per auto, mentre le due linee di autobus sono a biogas e nel resto della città ce ne sono numerosi a etanolo. Tutta la mobilità del quartiere è a ridotto impatto ambientale, per cui c’è una flotta di auto del servizio car sharing, e c’è anche un traghetto per il centro di Stoccolma, che è formata da quattordici isole. Alla fine della realizzazione del progetto ci sarà anche un tram e, per ridurre l’impatto acustico e visivo, la strada per auto è stata realizzata parzialmente in trincea.

 

STOCCOLMA PRIMA CAPITALE VERDE D’EUROPA

european green capital

Stoccolma sarà la prima ecocapitale dell‘Unione Europea. La città svedese inaugurerà la nuova iniziativa targata Ue a favore della sostenibilità, nel 2011 il titolo toccherà ad Amburgo, in Germania.

La necessità di attribuire questo onore-onere istituzionale è nato dalla riflessione che l’ottanta per cento della popolazione del continente vive nelle aree urbane, quindi la qualità della vita e gli impatti delle metropoli sono fondamentali per la sostenibilità globale, oltre che locale. Il primo passo ufficiale fu siglato da quindici città nel maggio del 2006 nel Memorandum di Tallin, in Estonia.

La capitale verde d’Europa servirà da stimolo con le proprie buone pratiche nelle politiche ambientali. Per ottenere il titolo servono quindi implementazione di sistemi di mobilità sostenibile, con particolare attenzione a quella pubblica e collettiva; gestione virtuosa del ciclo integrato dei rifiuti attraverso raccolta differenziata e riduzione nella produzione; e l’introduzione di provvedimenti che possono migliorare la qualità delle aree urbane attraverso modalità di partecipazione.