Posts Tagged ‘Spagna’

VITIGNI E TURISMO PER L’AGRICOLTURA DI BADALONA

badalona agricoltura periurbana

C’è la produzione di vino al centro dell’agricoltura periurbana di Badalona, in Catalogna.

Una valle a due passi dalla città ha iniziato il percorso di recupero di questa produzione, e della propria fruibilità, da parte degli abitanti della vicina città di Badalona, 220.000 cittadini, dieci chilometri a Nord di Barcellona.

Arriva ancora dalla Spagna un progetto di ricostruzione di un rapporto tra città e campagna.

In Catalogna, e nell’area metropolitana di Barcellona di cui Badalona fa parte, c’è già l’esperienza consolidata del parco Baix dell’Llobregat, uno dei protagonisti europei della nuova agricoltura di prossimità. Una valorizzazione resa anche possibile dalla rete dei mercati comunali coperti.

Anche la piccola Valle di Betlemme di Badalona si trova in una zona protetta, il parco della Sierra Maestra.

La città è un centro turistico, industriale, e anche agricolo, dove oltre al vino è diffusa la coltivazione di grano e frutta. Proprio l’attività primaria ha lasciato le zone più impervie, che sono state colonizzate anche da specie non autoctone della flora catalana.

Partendo dall’attuale situazione di abbandono la municipalità ha deciso di valorizzare la valle di Betlemme. Proprio dalla riscoperta della vocazione vinicola inizierà la nuova funzione di quest’area. L’attività primaria servirà anche a fermare la colonizzazione di flora non autoctona, e dovrà pure recuperare a gli storici edifici presenti, ora abbandonati.

L’agricoltura farà quindi da infrastruttura intelligente per rendere fruibile un territorio ora impervio, e tra i pochi non urbanizzati della vasta area metropolitana di Barcellona.

Altri esempi di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità sono quello della nuova filiera del latte che stanno cercando di realizzare a Girona, sempre in Catalogna, e quello di Costantina, in Andalusia.

 

AGRICOLTURA PERIURBANA DI MONTAGNA A COSTANTINA, SPAGNA DEL SUD

Agricoltura di prossimità, anche in montagna. Arriva da Constantina, in Andalusia, una buona pratica di riscoperta dei prodotti locali della terra, e soprattutto della risorsa irripetibile paesaggio.

Il piccolo comune si trova in una valle del Parco Naturale della Sierra Norte de Sevillia, che ha ottenuto il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità, e ha un bel centro storico, ovviamente di architettura moresca, come in tutta la regione. Proprio da questi due elementi è iniziata a Constantina la progettazione partecipata per valorizzare il territorio.

La crescita di questa consapevolezza si è estesa al resto del territorio circostante, facendo diventare un patrimonio condiviso la ricchezza del paesaggio, bene comune da preservare, e soprattutto da tramandare valorizzando quanto offre, e può offrire a partire dall’agricoltura.

Proprio i prodotti della terra di questa valle dell’Andalusia sono i protagonisti: dalla trasformazione dei funghi selvatici, alla coltivazione di asparagi e viti da vino, a quella dell’anice. Ovviamente non poteva mancare l’allevamento e la trasformazione del maiale per salumi, una delle passioni della cucina iberica ad ogni latitudine. Ci sono anche allevamenti di razze autoctone di vacche e pecore, sia per ottenere carne e insaccati, che formaggi.

Da questa esperienza è nata la Dichiarazione di Constantina, che basa i propri orientamenti a partire dalla preservazione e dalla valorizzazione del paesaggio come carine per un futuro sostenibile per le generazioni future.

Oltre ai beni artistici e architettonici del piccolo paese, non si può dimenticare il Parco della Sierra Norte de Sevillia con i suoi imponenti boschi. Questo mix di paesaggio umano e naturale, e relativi prodotti, agricoli in primis, è il protagonista del turismo della Valle dell’Orso, di cui Constantina è l’emblema, anche fuori dalla Spagna.

Un altro esempio di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità è quello della nuova filiera del latte che stanno cercando di realizzare a Girona, in Catalogna.

 

SCIENZE GASTRONOMICHE ANCHE NEI PAESI BASCHI

Scienza Gastronomiche nei Paesi Baschi. Una nuova facoltà che farà concorrenza a quella di Pollenzo di Bra, in provincia di Cuneo, di Slow Food. E’ quella che ha iniziato le proprie attività a San Sebastian, all’interno del Bcc, il Basque Culinary Center.

La Spagna da tempo ha iniziato un percorso di valorizzazione della propria cucina, dei propri prodotti e della propria accoglienza. Un’operazione pienamente riuscita visto il sistema economico che è stato realizzato in questi anni partendo dalla gastronomia. Una delle architravi è stata l’istituzione dei congressi di cucina, che proprio nei Paesi Baschi hanno uno delle massime espressioni, chissà quanto la vicinanza della Francia abbia influenzato questo processo. Non a caso la Facoltà di Scienze Gastronomiche, che fa parte dell’Università di Mondragon ed è finanziata dal governo, è sorta a San Sebastian, qui l’ateneo due anni fa aveva già istituito il Basque Culinary Center, e nella struttura universitaria sorgerà anche il Centro de Investigación e Innovación en Alimentación y Gastronomía. Ovviamente il Bcc e la facoltà si avvarranno della collaborazione degli chef della zona. Il corso di laurea durerà quattro anni e disporrà cento posti all’anno, cui si accederà per selezione. I finanziamenti per la realizzazione del Basque Culinary Center sono arrivati dal PlanE, il piano del governo spagnolo per stimolare la crescita dell’economia.

 

SPAGNA: BIOETANOLO DAGLI SCARTI DELLE ARANCE

¡naranjas! by po.psi.que by Flickr

Combustibile dagli scarti delle arance. E’ quanto sta avvenendo in Spagna, dove il problema dello smaltimento delle bucce degli agrumi è diventato una risorsa. Il progetto per ottenere bioetanolo dagli avanzi dell’industria della trasformazione delle arance, soprattutto in succo, è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra agricoltori, industriali e centri di ricerca pubblica.

Delle arance, quindi, non si butterà più alcunché in futuro nelle comunità autonome della Valencia e della Murcia, adesso il riuso avviene solo parzialmente. Con il raccolto in corso è entrato infatti a regime la prima produzione di bioetanolo dai rifiuti degli agrumi, nello stabilimento di Silla, a sud della città di Valencia.

Il progetto è nato due anni fa a cavallo delle due comunità autonome del sud-est della Spagna, che sono tra le maggiori produttrici di frutta della penisola iberica. Qui avviene anche la trasformazione delle arance in succo, con relativa produzione di scarti, che peraltro sono difficilmente compostabili. Per questi motivi è stata intrapresa la strada del riuso grazie alla collaborazione tra agricoltori, industriali e il Politecnico di Valencia. L’esito del progetto è stata la possibilità di ottenere dagli avanzi bioetanolo, ma anche D-Limonene, un olio essenziale. Quest’ultimo è usato per la produzione di profumi ed è impiegato anche dalle aziende farmaceutiche, delle colle, e delle vernici, soprattutto come solvente. Dalla polpa avanzata si ricava un mangime per uso zootecnico. L’acqua in uscita alla fine del processo industriale di riuso dei rifiuti delle arance è completamente depurata.