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BICICLETTIAMO MILANO: CICLISTI URBANI IN MUNICIPIO

La mobilità ciclistica è traffico da gestire, anche a Milano. Finalmente inizia a essere considerata come tale, almeno negli annunci e nelle interlocuzioni, dalla nuova amministrazione del sindaco Giuliano Pisapia. La posa dei nuovi stalli per parcheggio alle nuove stazioni della metropolitana e i vigili mandati a proteggere la pista di via Vittor Pisani sono solo un garbato biglietto da visita dell’assessore Pierfrancesco Maran.

Il forte incremento di ciclisti urbani milanesi è simile a quello della gran parte delle città e metropoli europee e nordamericane. I dati dell’Amat, l’Agenzia mobilità ambiente e territorio del Comune, hanno registrato una crescita cui non sono state date risposte. Nel 2005 erano 53.000 gli spostamenti, nel 2008 132.000, pari al 6,6% di quelli totali. Neanche l’ottimo risultato del bike sharing ha convinto gli amministratori a investire in questo ambito della mobilità sostenibile, lo stesso Bikemi è fermo a poco della metà delle stazioni previste, e, ridicolmente, dopo mezzanotte non è utilizzabile. L’installazione dei tabelloni pubblicitari con cui il gestore Clear Channel si ripaga la gestione e gli investimenti per il servizio sono stati rallentati dagli uffici comunali. La realizzazione di bicistazioni nei principali nodi di interscambio della metropolitana e delle ferrovie è rimasto sulla carta. Tutto questo mentre attorno alla città ci sono le esperienze positive di San Donato Milanese e Sesto San Giovanni, che dimostrano come queste infrastrutture normali nel resto d’Europa, come nella vicina Svizzera, possono essere alquanto utili per incrementare il numero di ciclisti urbani, grazie ai loro servizi per parcheggiare in sicurezza, far manutenere, e noleggiare le due ruote. Ovviamente servono anche le campagne di educazione stradale per la sicurezza e la coesistenza, visto che sempre più spesso automobilisti e ciclisti utilizzeranno gli stessi spazi. In primis serve però un cambio di mentalità e di approccio che permetta di evitare di vedere realizzati improbabili spezzoni di piste ciclabili, magari in zone dove basterebbero semplici percorsi o moderazione della velocità a 30 chilometri orari, e non percorsi unici sugli assi stradali strategici. Basta copiare quanto fatto in tante città, come a Siviglia, una città che non aveva una tradizione di mobilità ciclistica, e che la scorsa primavera ha addirittura ospitato Velocity, l’annuale conferenza del ciclismo urbano. Qui è possibile riascoltare un mio servizio a Radio Popolare.

Biciclettiamo Milano

 

lunedì 3 ottobre · 21.00 – 23.30

Sala Conferenze di Palazzo Reale

piazza Duomo 14 Milano

 

 

Introduce:

Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde

 

Intervengono:

Federico Confalonieri, Responsabile Ufficio Mobilità Sostenibile del Comune di Milano

Johan S. Kramer, Console Generale dei Paesi Bassi a Milano

Eugenio Galli, Presidente Ciclobby

Piero Nigrelli, responsabile ANCMA Confindustria

 

Segue dibattito con interventi di vari ospiti

 

Info: segreteria.assessoremaran@comune.milano.it

 

 

 

 

SIVIGLIA CICLABILE IN BELLA MOSTRA A VELO-CITY 2011

Cinque anni per la bicicletta. E’ quanto è avvenuto a Siviglia, capitale dell’Andalusia, Sud della Spagna. Non a caso Velo-city 2011, la conferenza internazionale delle città per le due ruote, da oggi si sta svolgendo proprio in questa città.
Qui dal 2004 è iniziata una progressione a partire dall’Agenda 21 della Regione, che ha inserito la mobilità ciclistica tra le azioni per lo sviluppo sostenibile. L’anno dopo l’amministrazione comunale di Siviglia ha approvato il piano per gli otto itinerari strategici per le biciclette, ubicati sulle principali arterie cittadine, e, contemporaneamente, ha iniziato a finanziarli e realizzarli. Questi ottanta chilometri sono già fruibili da due anni.
All’inizio del 2006, nel nuovo piano dei trasporti dell’area metropolitana della capitale dell’Andalusia, è stata inserita l’intermodalità anche tra mezzi pubblici e bici, e la realizzazione di itinerari ciclabili di connessione tra il capoluogo e i comuni della cintura circostante. All’inizio dell’estate dello stesso anno è stato approvato il piano territoriale urbano, nel quale le infrastrutture per le due ruote sono diventate elemento obbligatorio in ogni ambito di riqualificazione o nuova urbanizzazione. Alla rete ciclistica principale vi sono poi da aggiungere altri trentacinque chilometri di quella secondaria, come le ampie pedonalizzazioni del centro storico tra l’Alcazar e la Cattedrale. In questi anni a Siviglia sono anche stati installati migliaia di archetti per parcheggiare in sicurezza i telai delle bici. Dal 2007 vi è anche il bike sharing, duecentocinquanta stazioni e duemilacinquecento bici, che funziona ventiquattro ore al giorno.
I numeri dimostrano l’efficacia della strategia per la mobilità sostenibile di Siviglia: gli spostamenti in bici nei giorni feriali sono passati dai seimila del 2006 ai sessantamila del 2010.

 

VIAGGIA INTELLIGENTE, VIVI MEGLIO. NONA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’

Manifesto per la Settimana Europa della Mobilità 2010 Città di Siviglia

 

Traffico e vivibilità. Un binomio inscindibile per la qualità della vita, soprattutto nelle aree urbane. Per questo motivo da nove anni l’Unione Europea organizza la Settimana Europea della Mobilità. Quest’anno vi partecipano millesettecentoundici istituzioni in tutta Europa, trenta quelle Italiane. Al primo posto gli austriaci con quattrocentoventitre enti.

Continua il successo della campagna Ue per migliorare i nostri trasporti. Il consueto appuntamento fissato nella settimana del passaggio dall’estate all’autunno è in continua crescita, anche se fatica a varcare le Alpi. Le città, ma anche le province, per l’occasione organizzano iniziative di sensibilizzazione per ridurre l’impatto ambientale della mobilità, o per inaugurare nuovi servizi. A Vienna, in Austria, da pochi giorni è possibile usare di notte nel fine settimana i treni del servizio metropolitano. A Siviglia, in Spagna, secondo paese per adesioni con trecentoventisette, hanno un ricco calendario di eventi che prosegue il lavoro realizzato dal municipio negli ultimi vent’anni per il trasporto pubblico, e che ha visto negli ultimi otto anni una particolare cura per la mobilità pedonale e ciclabile. Non a caso la capitale dell’Andalusia il prossimo anno ospiterà Velocity, l’annuale conferenza delle città che si impegnano nelle infrastrutture per le due ruote.

In Italia c’è da segnalare Lombardiainbici, l’annuale appuntamento di eventi organizzato da Fiab-onlus che coinvolge anche il mondo dell’associazionismo e delle scuole, oltre che le istituzioni. A Milano si svolgerà il primo convegno europeo di confronto tra servizi di bike sharing.

 

POLITICHE REGIONALI E LOCALI A FAVORE DELLA BICICLETTA

workshop ciclabilità vas

 

Esempi di buona ciclabilità. Sia di città, ma non solo, dove la bici è un mezzo di trasporto tradizionale, sia dove è stata introdotta recentemente.

Sarà questo l’oggetto del workshop dell’associazione Verdi Ambiente e Società in collaborazione con Fiab-Ciclobby, che si svolgerà a Milano sabato mattina 26 settembre alla sala Falck di Assolombarda nell’ambito del Festival dell’ambiente.

Ci saranno interventi di Siviglia, Spagna, e del governo olandese, inoltre si confronteranno le esperienze di Brescia, Parma, Reggio Emilia, e Regione Puglia. Ovviamente non mancheranno Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.

La bicicletta da quindici anni sta riconquistando utenti nelle aree urbane, sia un Europa che in Nord America. Questo processo è visibile anche a occhio nudo, oltre che per le statistiche usate per realizzare i piani urbani della mobilità e del traffico.

L’economia della conoscenza e dei servizi, sancita anche dalla Strategia di Lisbona, consente alla bici di essere competitiva rispetto agli altri mezzi di trasporto.

Oltre che per muoversi, le due ruote iniziano a essere usate anche per nuovi servizi come le consegne veloci dei bike messangers, in qualche caso usati anche per i pasti a domicilio e fino ai piccoli catering. Il tutto senza contare che l’innovativo uso della bici nei bike sharing l’ha resa anche un nuovo sistema di trasporto pubblico.

Ovviamente questa crescita sta facendo sviluppare un’economia con nuovi artigiani riparatori o che realizzano mezzi su misura e sempre più alla moda, e anche nuovi servizi, come le bicistazioni. Questi luoghi, realizzati agli interscambi con ferrovie e metropolitane, diventano anche ambiti di riqualificazione urbana. In questo scenario le politiche pubbliche e private riescono a sviluppare pratiche sussidiarie che riescono a rispondere a questo nuovo traffico. E’ necessario dare un maggiore impulso affinché vi sia questa consapevolezza culturale per creare le infrastrutture necessarie a questa utenza e per incentivarne l’ulteriore crescita, che è sostenibile.