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MONZARELLA, LA BIOMOZZARELLA DEL PARCO DI MONZA

Monzarella, produzione dal vivo nel centro di Monza

 

Latte monzese biologico doc del Parco. Lavorazione tipica pugliese, anche se il caseificio si trova nella brianzola Muggiò (Mb). Nasce così la Monzarella, la nuova mozzarella made in Brianza. Per festeggiare la fine degli iter amministrativi sono in corso presentazioni con produzione in diretta, degustazioni e animazioni per bambini.

E’ una storia di innovazione della filiera corta quella che ha portato alla realizzazione della Monzarella e degli altri formaggi del Parco di Monza.

Una vicenda alquanto moderna per i tanti intrecci presenti. In primis quello del latte della zona protetta, prodotto dall’azienda agricola Fratelli Colosio, che, oltre ad essere biologica e utilizzare i robot per la mungitura delle vacche, sfalcia l’erba di tutti i prati del parco. L’impresa produce yogurt, che vende direttamente come il proprio latte crudo, in alcuni distributori, di cui uno nel Parco di Monza dove si trova l’azienda, vicino all’ingresso di Vedano al Lambro.

Il secondo elemento fondamentale protagonista è il Caseificio La Murgia di Muggiò, che, già dal nome, evoca le chiare radici nella campagna barese. Qui avviene la trasformazione in Monzarella, e in altri formaggi con lavorazioni tipiche della pianura e delle montagne lombarde tipo stracchino o tipo latteria. Il caseificio, oltre a vendere nella propria sede di Muggiò, ha una piccola distribuzione, visto che ha propri punti vendita a Monza e Sesto San Giovanni.

Proprio nei negozi, dopo l’anteprima in piazza nel centro della città della Villa Reale, stanno adesso avvenendo le presentazioni, la prossima, l’ultima, sabato 29 ottobre a Sesto, in via Picardi angolo via Pellico al 7.

La nascita della Monzarella, ma anche dello yogurt e degli altri formaggi sono stati possibili grazie anche alla collaborazione della Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Milano-Lodi-Monza e Brianza, di cui sono consulente, della Provincia di Monza e Brianza e del Comune di Monza. Inutile dire che le difficoltà maggiori sono state quelle burocratiche, per la cui semplificazione è atteso, probabilmente a breve, un provvedimento dell’assessorato all’agricoltura della Regione Lombardia.

 

PARIGI: CAR SHARING ELETTRICO PER L’ARIA E L’INDUSTRIA

Autolib Lyon logo

Un’auto in condivisione al posto di quindici private sottoutilizzate e ingombranti. E sempre di più con la migliore tecnologia sostenibile presente sul mercato. Sono i servizi di car sharing, una delle nuove strategie per ridurre la congestione, quindi l’inquinamento nelle città, adottato dalle amministrazioni comunali. Un impegno che vede Parigi pronta a diventare la capitale mondiale delle auto intelligenti. Il progetto Autolib prevede tremila auto elettriche per settecento parcheggi, tutti dotati di colonnine per la ricarica, in questo momento vi è qualche intoppo dovuto all’infiammabilità delle batterie adottate dalle auto in sperimentazione. L’iniziativa parigina è di fatto un ritorno alle origini, visto che il primo servizio di questo genere, il Witkar di Amsterdam, fu creato nel 1974 e fu chiuso nel 1986, proprio con piccole autovetture bianche, che è il significato del nome in olandese, alimentate a elettricità. Qui è possibile vedere un breve video. Tra le città in Europa con maggiore diffusione dell’auto in condivisione ci sono Zurigo, in Svizzera, e Brema, in Germania. In Italia Milano ha visto la fusione del primo servizio organizzato da Legambiente, il Milano Car Sharing, con quello dell’Atm, l’azienda trasporti municipale, in Guidami, che ha raggiunto la soglia dei tremilasettecento utenti, compresi quelli di Monza e Sesto San Giovanni. Negli ultimi mesi in città, con postazioni anche a Como e Varese, è nato Evai, il servizio di auto condivise di Sems, la società per la mobilità sostenibile delle Ferrovie Nord, azienda a maggioranza della Regione Lombardia. Quest’ultimo servizio è fruibile anche senza abbonamento annuale, e permette la scelta anche di vetture elettriche. La diffusione di questo tipo di auto dipende dalla realizzazione dell’infrastruttura per la ricarica. In California ci sono quelle pubbliche come a Los Angeles o San Francisco, e nella Silicon Valley non sono rare imprese come Google che hanno dotato le proprie autorimesse di prese elettriche a disposizione degli utenti. Anche dal car sharing passa, quindi, la scommessa delle industrie automobilistiche per trovare nuovi mercati sostenibili, per i propri conti e per l’ambiente.

 

UNA BICISTAZIONE PER LODI

La bicicletta è una risposta efficiente e sostenibile per gli spostamenti brevi, tipici dell’economia della conoscenza. Per incentivare questo tipo di mobilità dolce servono infrastrutture come le bicistazioni, che favoriscono l’intermodalità tra due ruote e mezzi pubblici.
Le prime realizzazioni di questo tipo in Italia si trovano a San Donato Milanese, Brescia, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Bergamo, che  hanno seguito gli esempi positivi di altre città europee e nordamericane.  Anche Lodi potrebbe a breve percorrere questa strada, secondo un’idea progettuale che stiamo realizzando come Verdi Ambiente e Società insieme alla cooperativa sociale Le Pleiadi, con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Lodi, e il patrocinio del Comune.
Di mobilità sostenibile, intermodalità e dello sviluppo dell’idea di una bicistazione a Lodi si discuterà, martedì 23 febbraio 2010 alle 21, nel centro di partecipazione giovanile – C.L.A.M. in piazzare Forni (ex Linificio).
All’incontro interverranno: Mario Medri (vicepresidente Coop Pleiadi), Fabio Fimiani (presidente VAS Lombardia), Simone Uggetti (assessore all’Ambiente e alla Mobilità Sostenibile del Comune di Lodi), Marco Menichetti (responsabile del progetto Immissioni Sostenibili di VAS Lombardia), Antonio Rugari (presidente Consorzio Trasporti Pubblici), Giuseppina Spagnolello (presidente Fiab-Ciclodi), Massimiliano Innocenti (esperto di territorio e infrastrutture per VAS Lombardia).
La struttura della bicistazione dovrà sorgere nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Lodi. Principali fruitori saranno pendolari e studenti che avranno la possibilità di fruire di uno spazio di ricovero delle proprie biciclette e dei servizi di riparazione, noleggio e vendita di pezzi di ricambi, accessori, e tutto quanto serve al ciclista per pedalare in piena comodità e sicurezza.