Posts Tagged ‘Regione Lombardia’

UN ECOMUSEO PER LE ANTICHE LIMONAIE DEL GARDA

Il patrimonio delle coltivazioni più settentrionali di agrumi è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia. L’Ecomuseo delle Limonaie del Garda Pra’ de la Fam – Tignale è infatti entrato nell’apposito elenco dell’assessorato alla cultura.

La struttura sta preservando la memoria naturalistica e paesaggistica che ebbe questa produzione agricola fino alla fine del 1800. La riviera gardesana bresciana, grazie alle sue caratteristiche climatiche e di vegetazione di impronta mediterranea, insieme all’entroterra montano che sfiora i duemila metri di altezza, hanno prodotto un unicum irripetibile.

Le limonaie del Garda, originali grandi serre di legno che proteggevano le piante nei rigidi inverni, sono strutture architettoniche introvabili altrove, che ricordano un’epoca e una civiltà contadina nata nel 1400, quando la coltivazione degli agrumi fu introdotta nella zona del Garda. L’abbandono di questa produzione risale alla seconda parte dell’800, quando l’unificazione d’Italia, quindi la fine dei dazi, e l’introduzione di nuovi sistemi di trasporto, resero più convenienti gli agrumi coltivati nel sud Italia. I limoni del Garda erano prodotti da Salò a Limone.

L’Ecomuseo Pra de la Fam, prato della fame, è stato voluto dalla Comunità montana Parco Alto Garda Bresciano che promuove una locale rete museale del territorio.

 

MONZARELLA, LA BIOMOZZARELLA DEL PARCO DI MONZA

Monzarella, produzione dal vivo nel centro di Monza

 

Latte monzese biologico doc del Parco. Lavorazione tipica pugliese, anche se il caseificio si trova nella brianzola Muggiò (Mb). Nasce così la Monzarella, la nuova mozzarella made in Brianza. Per festeggiare la fine degli iter amministrativi sono in corso presentazioni con produzione in diretta, degustazioni e animazioni per bambini.

E’ una storia di innovazione della filiera corta quella che ha portato alla realizzazione della Monzarella e degli altri formaggi del Parco di Monza. Una vicenda alquanto moderna per i tanti intrecci presenti. In primis quello del latte della zona protetta, prodotto dall’azienda agricola Fratelli Colosio, che, oltre ad essere biologica e utilizzare i robot per la mungitura delle vacche, sfalcia l’erba di tutti i prati del parco. L’impresa produce yogurt, che vende direttamente come il proprio latte crudo, in alcuni distributori, di cui uno nel Parco di Monza dove si trova l’azienda, vicino all’ingresso di Vedano al Lambro. Il secondo elemento fondamentale protagonista è il Caseificio La Murgia di Muggiò, che, già dal nome, evoca le chiare radici nella campagna barese. Qui avviene la trasformazione in Monzarella, e in altri formaggi con lavorazioni tipiche della pianura e delle montagne lombarde tipo stracchino o tipo latteria. Il caseificio, oltre a vendere nella propria sede di Muggiò, ha una piccola distribuzione, visto che ha propri punti vendita a Monza e Sesto San Giovanni. Proprio nei negozi, dopo l’anteprima in piazza nel centro della città della Villa Reale, stanno adesso avvenendo le presentazioni, la prossima, l’ultima, sabato 29 ottobre a Sesto, in via Picardi angolo via Pellico al 7. La nascita della Monzarella, ma anche dello yogurt e degli altri formaggi sono stati possibili grazie anche alla collaborazione della Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Milano-Lodi-Monza e Brianza, di cui sono consulente, della Provincia di Monza e Brianza e del Comune di Monza. Inutile dire che le difficoltà maggiori sono state quelle burocratiche, per la cui semplificazione è atteso, probabilmente a breve, un provvedimento dell’assessorato all’agricoltura della Regione Lombardia.

 

IL DISTRETTO DEI FORMAGGI DELLE ALPI OROBICHE

Formai de Mut, uno dei Formaggi Principi delle Orobie

Sei nuovi principi, come li hanno soprannominati i loro produttori, e il loro territorio. Sono i formaggi delle Alpi Orobie, che stanno riconquistando il mercato, da dove erano praticamente scomparsi e stanno creando sviluppo locale. I loro nomi sono: Branzi Ftb, Formai de Mut, Bitto Storico, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica delle Valli Orobiche.

E’ una riscoperta che dura da almeno vent’anni quella dell’arte casearia di montagna di questo lembo di Alpi, al confine tra l’alta Val Brembana, in provincia di Bergamo, la Val Gerola, in provincia di Sondrio, e alcuni alpeggi del lecchese tra Premana e Introbio, in Valsassina. Da sette anni a Branzi (Bg) si svolge anche la Fiera di San Matteo, che riprende la tradizione delle antiche fiere agricole, risalenti al ‘700, e che si svolge alla fine di settembre, quando i pastori-casari tornano in bassa valle dagli alpeggi e dalle malghe. Grazie anche a queste iniziative, che mettono in connessione produttori, consumatori, istituzioni, e commercianti, si sta di fatto formando un distretto rurale interprovinciale a vocazione lattierio-casearia. Per sostenere la zootecnia di montagna l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani ha annunciato il riconoscimento del casaro d’alpeggio, la cui formazione potrà essere quindi essere finanziata.

Per chi desidera conoscere questo territorio, comprese le sue attività agricole che portano alla realizzazione dei Formaggi principi delle Orobie, ci si può rivolgere anche all’Ecomuseo della Valtaleggio.

 

PARIGI: CAR SHARING ELETTRICO PER L’ARIA E L’INDUSTRIA

Autolib Lyon logo

Un’auto in condivisione al posto di quindici private sottoutilizzate e ingombranti. E sempre di più con la migliore tecnologia sostenibile presente sul mercato. Sono i servizi di car sharing, una delle nuove strategie per ridurre la congestione, quindi l’inquinamento nelle città, adottato dalle amministrazioni comunali. Un impegno che vede Parigi pronta a diventare la capitale mondiale delle auto intelligenti. Il progetto Autolib prevede tremila auto elettriche per settecento parcheggi, tutti dotati di colonnine per la ricarica, in questo momento vi è qualche intoppo dovuto all’infiammabilità delle batterie adottate dalle auto in sperimentazione. L’iniziativa parigina è di fatto un ritorno alle origini, visto che il primo servizio di questo genere, il Witkar di Amsterdam, fu creato nel 1974 e fu chiuso nel 1986, proprio con piccole autovetture bianche, che è il significato del nome in olandese, alimentate a elettricità. Qui è possibile vedere un breve video. Tra le città in Europa con maggiore diffusione dell’auto in condivisione ci sono Zurigo, in Svizzera, e Brema, in Germania. In Italia Milano ha visto la fusione del primo servizio organizzato da Legambiente, il Milano Car Sharing, con quello dell’Atm, l’azienda trasporti municipale, in Guidami, che ha raggiunto la soglia dei tremilasettecento utenti, compresi quelli di Monza e Sesto San Giovanni. Negli ultimi mesi in città, con postazioni anche a Como e Varese, è nato Evai, il servizio di auto condivise di Sems, la società per la mobilità sostenibile delle Ferrovie Nord, azienda a maggioranza della Regione Lombardia. Quest’ultimo servizio è fruibile anche senza abbonamento annuale, e permette la scelta anche di vetture elettriche. La diffusione di questo tipo di auto dipende dalla realizzazione dell’infrastruttura per la ricarica. In California ci sono quelle pubbliche come a Los Angeles o San Francisco, e nella Silicon Valley non sono rare imprese come Google che hanno dotato le proprie autorimesse di prese elettriche a disposizione degli utenti. Anche dal car sharing passa, quindi, la scommessa delle industrie automobilistiche per trovare nuovi mercati sostenibili, per i propri conti e per l’ambiente.