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ABBIATEGUSTO CRESCE INSIEME AL SUO TERRITORIO, SEMPRE A RISCHIO CEMENTO

Abbiategusto cresce insieme all’agricoltura del proprio territorio, nonostante il troppo consumo di suolo. E’ un bell’appuntamento giunto alla tredicesima edizione quello dei sapori del capoluogo del sud ovest di Milano.
Iniziato nel 2000 ha continuato la sua crescita così come quella della trasformazione dell’agricoltura della zona. La riscoperta della vocazione alla trasformazione casearia, l’innovazione nella filiera del riso, e la crescita della ristorazione sono tra gli elementi più visibili, insieme a bellissimi scorci di panorama agricolo e naturale. Abbiategrasso si trova infatti nel Parco del Ticino al confine con il Parco Agricolo Sud Milano.
Proprio l’attivismo di una parte degli agricoltori sta trainando tutta la crescita della zona, sono sempre di più le aziende biologiche o che hanno adottato modelli di produzione e coltivazioni più sostenibili.
La riscoperta delle filiere storiche come quella del latte e del riso, e l’innovazione con l’introduzione di attività di ristorazione, pernottamento, e anche benessere nelle aziende agricole, sta creando nuova occupazione. Il tutto preservando una parte dell’edilizia rurale, oltre che il paesaggio, che purtroppo rimane a rischio per i troppi progetti di nuove strade, case e capannoni, nonostante nell’abbiatense non manchino le aree industriali dismesse o immobili da abitazione abbandonati.

Avevo scritto di Abbiategusto nel 2011 e nel 2010.

 

OLEGGIO, CITTA’ DEL LATTE TRA GORGONZOLA E FORMAGGI DI BUFALA

Una città del latte. Oleggio, pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa, sponda novarese del fiume Ticino, si fregia di questo marchio, sin dalle indicazione stradali che indicano l’inizio del comune. E’ una scelta presa due anni fa dalla locale amministrazione per esaltare la vocazione agricola zootecnica di questo territorio. Il comune si trova accanto allo scalo internazionale che sta cercando di crearsi un nuovo assetto, dopo che Alitalia lo ha abbandonato come base per i voli intercontinentali.

L’espansione delle attività legate all’aeroporto nel Parco del Ticino sono visibili anche a Oleggio e dintorni. La presenza di alberghi in primis, ma soprattutto il traffico automobilistico di collegamento. Non a caso è prevista la costruzione di una nuova superstrada al servizio di Malpensa, la Busto Arsizio-Oleggio, con tanto di ponte in uno dei punti più belli e affascinanti del Parco del Ticino, vicino alla Diga del Panperduto, dove nascono i canali Villoresi e Industriale, e vi è lo storico ponte che connette Piemonte e Lombardia.

A Oleggio attualmente ci sono sedici allevamenti bovini, che rappresentano un quarto della produzione di latte della provincia di Novara, ed è presente la sede del caseificio Santi, uno dei più noti per la produzione industriale di gorgonzola. Anche quello artigianale ha, ovviamente, la propria notorietà, non a caso ci sono ristoratori e commercianti che qualificano l’erborinato presente nei loro esercizi proprio come Gorgonzola di Oleggio. Nelle iniziative pubbliche come “Latte sotto le stelle” non mancano le presentazioni negli usi culinari di questo formaggio, compresa la trasformazione in gelato realizzata da chef. Ovviamente a Oleggio e dintorni non è prodotto solo il famoso cacio, per questo ci sono confronti sulla qualità come nell’annuale concorso caseario, che si svolge ogni anno alla fine di giugno.

Nel centro novarese c’è anche uno dei principali allevamenti di bufale, il cui latte è sia destinato alle produzioni industriali, sia a quelle locali artigianali, fatte dalla stessa azienda agricola zootecnica Facchi che li alleva. Nel negozio adiacente alla stalla, con il caseificio a vista, ci sono anche carne e salumi realizzati in collaborazione con un’altra azienda di Oleggio e i gelati di latte di bufala, da assaporare anche al momento.

Sulla nuova filiera dei formaggi bufalini prodotti dalle aziende agricole del Nord è possibile leggere qui.

 

L’ALTA SALUMERIA CONTADINA DELLA VALLE DEL TICINO

C’era l’artigianato dei salumi divenuto grande industria, e ora c’e’ l’alta salumeria contadina, erede di quell’antico sapere della Valle del Ticino, con Abbiategrasso epicentro di questa storia agroalimentare.

E’ una lenta ma costante crescita quella della riscoperta dell’allevamento e della trasformazione in insaccati e salumi delle carni di maiale, ma anche di oca e bovino in questo territorio diviso tra le province di Milano, Pavia e Novara. Per raccontare questa evoluzione e’ stata promossa la serata “Sei proprio un Salame” all’agriturismo Cascina Caremma di Besate (Mi). Ogni anno l’azienda di Gabriele Corti realizza un’anteprima di Abbiategusto subito dopo la Festa di San Martino, quella che celebra il raccolto e la fine dell’annata agricola, una settimana prima della manifestazione che si svolge ad Abbiategrasso nell’ultimo venerdì, sabato, domenica di novembre da ormai dodici anni.

Per l’occasione c’è stata la possibilità di assaggiare antichi sapori e nuovi prodotti dell’artigianato norcino che si è sviluppato nel territorio del Parco del Ticino, partendo ovviamente dalle solide radici contadine del passato. Oltre ai salumi di maiale della Caremma c’erano quelli della Cascina Cirenaica di Robecchetto con Induno (Mi), che ne produce anche di bovino, della Cascina Bullona di Magenta (Mi) e dell’azienda agricola L’Oca di Albino a Mortara (Pv).

L’antica tradizione dei luganegheri, i macellai-salumieri, dell’Est Ticino sta trovando validi eredi e innovatori grazie alla tenacia di alcune imprese agricole che non vogliono limitarsi ad essere fornitori della grande industria agroalimentare. Per la preservazione di questo patrimonio è stata anche istituita una borsa di studio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a Bra (Cn) di Slow Food dedicata a Elio Sgarella, lo storico masular della Caremma, recentemente scomparso.