Posts Tagged ‘Novara’

I PRIMATI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DI MILANO

rifiuti amsa secondo quarto

La raccolta differenziata rifiuti di Milano è da imitare. Sono venute in città delegazioni di enti locali e aziende tedesche e francesi a vedere il sistema che sta riportando in vetta alle metropoli europee, grazie alla separazione della frazione organica, gli scarti di cucina e della manutenzione del verde.

Era già accaduto quindici anni fa, poi le giunte comunali dei sindaci Gabriele Albertini e Letizia Moratti preferirono puntare sull’incenerimento. Adesso Milano sta puntando sulla sostenibilità della gestione del ciclo dei rifiuti, e i risultati sono ottimi, superiori in qualità e quantità alle prudenziali stime dell’Amsa della presidente Sonia Cantoni.

Nel primo quarto di Milano, le zone sud ovest dove è attuata, l’azienda pubblica dei servizi ambientali sta sfiorando il cinquanta per cento, che, se fosse ripetuta nel resto della città, porterebbe la città in vetta alle classifiche europee. Questo risultato percentuale è ancora più significativo perché si accompagna a una qualità dei rifiuti raccolti superiore alla stima più ottimista, e a una quantità di frazione organica anch’essa al di sopra delle previsioni, anche nei quartieri con maggiori problematiche sociali come quelli di edilizia popolare.

Le delegazioni tedesche e francesi sono venute a studiare il sistema di raccolta e smaltimento, basato sui cassonetti e sacchi condominiali, in particolare per la frazione organica. In questo caso si usano secchielli e sacchi di bioplastica compostabile, Materbi, della Novamont di Novara, una delle principali aziende del settore. L’innovazione di questo sistema, largamente utilizzato da quindici anni in numerosi comuni di Lombardia, Veneto, Piemonte e altre zone d’Italia, è proprio nella gestione dei rifiuti umidi. Grazie alla bioplastica gli scarti di cucina e del verde rimangono a contatto con l’aria, quindi avvengono reazioni aerobiche che aiuteranno il successivo recupero attraverso compostaggio. In questa fase avviene anche l’evaporazione di una parte dell’acqua presente, con riduzione del peso dei rifiuti da trasportare agli impianti di smaltimento.

All’estero si usano, invece, sacchetti di plastica tradizionale, in questo modo necessari ulteriori processi di raffinazione con costi maggiori di trattamento e il materiale ottenuto è di qualità inferiore per la presenza di plastiche non degradabili nel compost finali.

Per chiudere questo cerchio è ora necessario che Milano si doti di un proprio impianto per  valorizzare la frazione organica dei rifiuti raccolta, attraverso il recupero di biogas o il compostaggio, visto che adesso è portata a Montello, in provincia di Bergamo, all’omonima azienda, con relativo aggravio di costi per il trasporto. Una situazione analoga a quella che stanno vivendo numerosi comuni della provincia di Milano, da oltre quindici anni, per i pochi impianti realizzati, nonostante siano tutti in utile, e nonostante la richiesta di compost per la nuova agricoltura sostenibile che si sta sviluppando nei parchi Agricolo Sud Milano e del Ticino.

In questi giorni A2A, che controlla Amsa, ha deciso di scorporare gli impianti di smaltimento dalla società milanese e creare A2A Ambiente. Contro questa decisione la presidente Sonia Cantoni si è dimessa, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia le ha chiesto di ripensarci, ma ha avvallato il piano industriale della grande società multiservizi, controllata pariteticamente da Palazzo Marino e Comune di Brescia.

Fino a ora A2A non ha dato prova di credere a un modello sostenibile per il ciclo dei rifiuti, la seconda città della Lombardia e la sua provincia, insieme a quella di Pavia, hanno i risultati più bassi di differenziata, e maggiore di incenerimento, peraltro non ben gestito.

 

OLEGGIO, CITTA’ DEL LATTE TRA GORGONZOLA E FORMAGGI DI BUFALA

Una città del latte. Oleggio, pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa, sponda novarese del fiume Ticino, si fregia di questo marchio, sin dalle indicazione stradali che indicano l’inizio del comune. E’ una scelta presa due anni fa dalla locale amministrazione per esaltare la vocazione agricola zootecnica di questo territorio. Il comune si trova accanto allo scalo internazionale che sta cercando di crearsi un nuovo assetto, dopo che Alitalia lo ha abbandonato come base per i voli intercontinentali.

L’espansione delle attività legate all’aeroporto nel Parco del Ticino sono visibili anche a Oleggio e dintorni. La presenza di alberghi in primis, ma soprattutto il traffico automobilistico di collegamento. Non a caso è prevista la costruzione di una nuova superstrada al servizio di Malpensa, la Busto Arsizio-Oleggio, con tanto di ponte in uno dei punti più belli e affascinanti del Parco del Ticino, vicino alla Diga del Panperduto, dove nascono i canali Villoresi e Industriale, e vi è lo storico ponte che connette Piemonte e Lombardia.

A Oleggio attualmente ci sono sedici allevamenti bovini, che rappresentano un quarto della produzione di latte della provincia di Novara, ed è presente la sede del caseificio Santi, uno dei più noti per la produzione industriale di gorgonzola. Anche quello artigianale ha, ovviamente, la propria notorietà, non a caso ci sono ristoratori e commercianti che qualificano l’erborinato presente nei loro esercizi proprio come Gorgonzola di Oleggio. Nelle iniziative pubbliche come “Latte sotto le stelle” non mancano le presentazioni negli usi culinari di questo formaggio, compresa la trasformazione in gelato realizzata da chef. Ovviamente a Oleggio e dintorni non è prodotto solo il famoso cacio, per questo ci sono confronti sulla qualità come nell’annuale concorso caseario, che si svolge ogni anno alla fine di giugno.

Nel centro novarese c’è anche uno dei principali allevamenti di bufale, il cui latte è sia destinato alle produzioni industriali, sia a quelle locali artigianali, fatte dalla stessa azienda agricola zootecnica Facchi che li alleva. Nel negozio adiacente alla stalla, con il caseificio a vista, ci sono anche carne e salumi realizzati in collaborazione con un’altra azienda di Oleggio e i gelati di latte di bufala, da assaporare anche al momento.

Sulla nuova filiera dei formaggi bufalini prodotti dalle aziende agricole del Nord è possibile leggere qui.

 

L’ALTA SALUMERIA CONTADINA DELLA VALLE DEL TICINO

C’era l’artigianato dei salumi divenuto grande industria, e ora c’e’ l’alta salumeria contadina, erede di quell’antico sapere della Valle del Ticino, con Abbiategrasso epicentro di questa storia agroalimentare.

E’ una lenta ma costante crescita quella della riscoperta dell’allevamento e della trasformazione in insaccati e salumi delle carni di maiale, ma anche di oca e bovino in questo territorio diviso tra le province di Milano, Pavia e Novara. Per raccontare questa evoluzione e’ stata promossa la serata “Sei proprio un Salame” all’agriturismo Cascina Caremma di Besate (Mi). Ogni anno l’azienda di Gabriele Corti realizza un’anteprima di Abbiategusto subito dopo la Festa di San Martino, quella che celebra il raccolto e la fine dell’annata agricola, una settimana prima della manifestazione che si svolge ad Abbiategrasso nell’ultimo venerdì, sabato, domenica di novembre da ormai dodici anni.

Per l’occasione c’è stata la possibilità di assaggiare antichi sapori e nuovi prodotti dell’artigianato norcino che si è sviluppato nel territorio del Parco del Ticino, partendo ovviamente dalle solide radici contadine del passato. Oltre ai salumi di maiale della Caremma c’erano quelli della Cascina Cirenaica di Robecchetto con Induno (Mi), che ne produce anche di bovino, della Cascina Bullona di Magenta (Mi) e dell’azienda agricola L’Oca di Albino a Mortara (Pv).

L’antica tradizione dei luganegheri, i macellai-salumieri, dell’Est Ticino sta trovando validi eredi e innovatori grazie alla tenacia di alcune imprese agricole che non vogliono limitarsi ad essere fornitori della grande industria agroalimentare. Per la preservazione di questo patrimonio è stata anche istituita una borsa di studio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a Bra (Cn) di Slow Food dedicata a Elio Sgarella, lo storico masular della Caremma, recentemente scomparso.