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IL MERCATO DI SLOW FOOD A MILANO

mercati della terra slow food

 

Arriva a Milano il Mercato della Terra di Slow Food. Il sabato, nel parco di Largo Marinai d’Italia, una quarantina di produttori selezionati entro un raggio di quaranta chilometri dalla città venderanno frutta, verdura, latte, formaggi, riso e miele. Il primo appuntamento ci sarà il 12 dicembre dalle 9 alle 15, per poi diventare settimanale da gennaio.

La principale zona di arrivo dei contadini e artigiani dei sapori sarà il Parco agricolo sud Milano, la più importante area protetta di cintura urbana d’Europa a vocazione rurale. Oltre all’ente di gestione e Slow Food, il progetto è sostenuto da Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

L’associazione organizzerà anche Laboratori del gusto e porterà due presidi non del territorio circostante tra quelli sostenuti dalla propria fondazione per la salvaguardia della biodiversità. Ci saranno il progetto per lo sviluppo del Caffè delle terre alte di Huehuetenango, in Guatemala, e quello dei Datteri dell’Oasi di Siwa, in Egitto.

 

IL MERCATO CONTADINO DI CASCINA CUCCAGNA

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

 

Produttori agricoli in cascina, nel centro di Milano, o quasi. E’ il mercatino di Cascina Cuccagna, avamposto della nuova sostenibilità ambrosiana.

Una volta a settimana, il martedì pomeriggio dalle 15  e 30 alle 20, il farmers’ market della Coldiretti si sposta dalla sede di via Ripamonti, dove si svolge il mercoledì e il sabato mattina, in viale Umbria angolo via Muratori, vicino a piazzale Lodi.

L’iniziativa è quindi una collaborazione tra i promotori del recupero architettonico, ma soprattutto sociale,  di questo esempio di manufatto rurale di oltre tre secoli fa, ormai circondato dalla metropoli, il Consorzio Cantiere Cascina Cuccagna,  e la principale confederazione di imprenditori agricoli, la Coldiretti.

Da ormai un decennio la tenacia, la creatività e le sinergie tra numerosi soggetti sociali ed economici, come nel caso del nuovo mercato contadino, hanno portato quello che era un non luogo della città a diventare una infrastruttura di utilità sociale per la vivibilità del quartiere e della città, oltre che dell’area metropolitana. Un esempio di sviluppo sostenibile il cui valore è difficile da quantificare, secondo i tradizionali strumenti, oltre che da valutare, viste le molteplici iniziative che sta generando e che potranno nascere dalle condivisioni già in essere e che probabilmente si attiveranno dalle frequentazioni delle persone.