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TAPPI DI SUGHERO, CAMPAGNA PER RICICLAGGIO E RIUSO
Tappi di sughero da riciclare, grazie al riuso della corteccia con la quale sono fatti. Sempre di più, con maggiori utilizzi, e creazione di reddito per coloro che vi lavorano. Unica limitazione, niente più chiusura della bottiglie di vino.
Prosegue, apparentemente in silenzio, ma sempre in crescita, la raccolta differenziata volontaria dei tappi di sughero delle bottiglie di vino. Contemporaneamente il riuso continua a diffondersi, nell’edilizia, come isolante naturale con ottime prestazioni, ma anche, per esempio, nel contenimento dell’inquinamento idrico da idrocarburi. L’attività di volontariato è tuttora strategica e indispensabile per riuscire nella raccolta, il sughero, infatti, costa poco al chilo e occupa parecchio spazio, a causa del suo basso peso specifico.
Da poco tempo è iniziato il progetto Etico per raccogliere, ripulire e rigenerare i sigilli di sughero usati, ed è promosso da Amorick Cork Italia, azienda portoghese specializzata in prodotti di sughero. La nuova campagna prende l’eredità del precedente “Tappi a chi?”, coordinato da Rilegno, alcuni protagonisti del settore non profit sono infatti ancora i medesimi, come l’associazione A Braccia Aperte di Milano, che sta realizzando il Parco della Vita a Cesano Boscone (Mi), o la cooperativa sociale Arti e Mestieri di Boves (Mi), specializzata in bioedilizia e bioarredamento.
Ulteriore passaggio ad alto valore sociale l’inserimento del lavoro delle persone detenute del carcere di Bollate (Mi), che si occuperanno della selezione dei materiali impropri, come le gabbiette di metallo, o dei tappi di silicone, che per disattenzione sono confusi con quelli di materiale naturale.
Intanto in Sardegna è stato attivato Sughero Naturale, un programma per la valorizzazione di tutta la filiera, dalla coltivazione delle querce all’utilizzo per opere d’arte, passando ovviamente per la bioedilizia e per i tappi da vino.
Per chi fosse interessato a portare i tappi, o a iniziare un’attività di raccolta, a Braccia Aperte ha realizzato una mappa con i punti di conferimento, che per ora sono nelle province di Milano, Monza, Lecco, Sondrio, Como, Varese, Pavia, Biella, Cuneo, Genova, La Spezia, Roma, Bari, e Trento.
CACCIA ALL’ECOMOSTRO CON NONSOLOPUNTAPEROTTI
Con la videocamera del telefonino o con la macchina fotografica digitale, per denunciare il paesaggio rovinato. E’ Nonsolopuntaperotti il concorso organizzato dal consigliere regionale della Lombardia Marcello Saponaro, che anche per questa edizione, la quarta, mi vede nella giuria.
Grazie a questa iniziativa ho potuto notare ancora di più alcune delle troppe brutture realizzate in Italia, ma la mia attenzione è stata più volte sollecitata da quanto accaduto negli ultimi quindici anni nella zona del Lago di Como, e che purtroppo si sta svolgendo tuttora, qui trovate alcune immagini. In questi incantevoli luoghi, ma in tanti altri la situazione è analoga, il problema è anche di realizzazioni magari gradevoli esteticamente, ma costruite in luoghi da preservare anche per aspetti idrogeologici. Nelle province di Como, Lecco e Sondrio ad ogni pioggia un po’ più forte del consueto le segnalazioni di smottamenti di vario genere sono numerose, e anche drammatiche.
La cultura del paesaggio troppo spesso è considerata stantia, superata, invece è una delle basi per la modernità dello sviluppo sostenibile, indispensabile per realizzare l’Europa della conoscenza, quella della Strategia di Lisbona.
Retoricamente spero non incontriate brutture e non ci mandiate immagini da pubblicare. In questi anni abbiamo premiato anche foto di opere di maestri dell’architettura mondiale, come il nuovo Casinò di Campione d’Italia, progettato da Mario Botta. Questa l’immagine di Nonsolopuntaperotti, qui quella del sito dell’ideatore.
Il nome del concorso nasce da uno dei più famosi ecomostri d’Italia, realizzato in una delle zone più belle del lungomare di Bari, Punta Perotti, abbattuto nel periodo precedente alla prima edizione della caccia fotografica.







