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LATTE CRUDO. FILIERA CORTA PER L’AGRICOLTURA PERIURBANA CATALANA

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Andare a prendere il latte nella vicina campagna o trovarlo in distribuzione vicino a casa. Accade a Girona, Nord della Catalogna, dove stanno cercando di ricostruire un rapporto città e agricoltura di prossimità.

Alla filiera del latte è stato dedicato un progetto che ha visto coinvolto le aziende agricole zootecniche della zona attorno alla città, che si trova cento chilometri a Nord di Barcellona, e che conta centomila abitanti. Finora alla distribuzione del latte a Girona e dintorni si sono dedicate due imprese locali, mentre è iniziata l’installazione di distributori automatici nelle fattorie e nei luoghi dove passano tante persone, come nei centri commerciali.

In tutta la Catalogna sono numerosi i progetti per la valorizzazione dell’agricoltura periurbana, per questo l’Università di Girona, con la comunità autonoma della Catalogna e l’associazione degli agricoltori, si è anche dotata di una fondazione che sostiene le iniziative delle amministrazioni pubbliche e dei privati.

Altre produzioni tipiche dei parchi e della campagna dell’alta Catalogna sono il vino e la frutta. Anche in questo caso la loro valorizzazione passa dalla ricostruzione di un rapporto tra gli abitanti della città e le terre vicine, per cui sono stati segnalati itinerari per conoscere i prodotti e vivere nel tempo libero le bellezze dell’adiacente paesaggio dell’altrettanto affascinante Girona. Per questo motivo nella pianificazione urbanistica, e nei processi di partecipazione degli abitanti e dei portatori di interesse, ci sono appositi piani di azione di ambito locale, per riuscire a mettere insieme le esigenze e le potenzialità di abitanti e vicini produttori.

Altre due storie di innovazione della filiera del latte nell’agricoltura periurbana arrivano dal Parco di Monza con la sua Monzarella e dal Parco Agricolo Sud Milano, dove sta nascendo Via Lattea, la Strada del latte e dei Formaggi

 

MILANO: UNA STRADA DEL LATTE E DEI FORMAGGI

 

Una Strada del latte e dei formaggi per rilanciare le stalle in provincia di Milano. La proposta è della Cia e dell’Istvap, Istituto per lo studio e la valorizzazione dell’agricoltura periurbana. E’ una nuova iniziativa degli allevatori per riuscire a salvare i propri allevamenti di bovini, e in molti casi le aziende stesse.

La strada del latte e dei formaggi dovrebbe essere un itinerario alimentare, culturale e turistico per sostenere l’acquisto diretto da parte dei consumatori nelle cascine e nelle aziende agricole dei prodotti derivanti dall’allevamento di bovini. Il modello è quello delle strade del vino, forse l’iniziativa più nota di marketing agroalimentare. In questo modo il reddito dei contadini può aumentare, così come la convenienza per gli acquirenti, perché l’assenza di intermediari permette ai produttori di incassare di più, pur calmierando i prezzi. Il tutto sostenuto da una maggiore qualità, altra caratteristica indispensabile per richiamare i consumatori. Di questo sistema di valorizzazione si avvantaggia tutto il territorio, grazie all’incremento di presenze turistiche.

Da due decenni orami il prezzo del latte, e il conseguente reddito per i produttori, è pressocché fermo, quindi, visti i costi crescenti dovuti alle nuove norme igieniche e per il benessere degli animali, nonché all’inflazione, i guadagni si sono ridotti, e di tanto.

In questi anni sono nate diverse iniziative di filiera corta proprio per consentire alle aziende di sopravvivere. La più famosa è quella dei distributori di latte crudo, cui si stanno affiancando la realizzazione di piccoli caseifici, magari in collaborazione tra più imprese, e la vendita diretta degli stessi formaggi, anche tramite macchine automatiche collocate magari in luoghi ad alta frequentazione. Un altro settore in sviluppo è quello della produzione e vendita di gelato.

I modelli di gestione delle strade dei sapori sono di vario genere, vi sono quelle che si appoggiano sugli enti locali, e quelle che costuite formalmente, magari in associazione. Il comune denominatore è l’alleanza pubblico privato che vede collaborazione tra istituzioni e imprese.

Esempi di Strada del latte  e dei formaggi esistenti sono quelle delle Dolomiti di Fassa, Fiemme, Primiero, in Trentino, e delle Dolomiti in Val Comelico, in provincia di Belluno, e quella della Comunità Montana Valli Stura e Orba, nel Basso Piemonte al confine con la Liguria.

 

LE MACCHINETTE DEL FORMAGGIO

latte crudo argegno

Gorgonzola o caprini. Come se fossero merendine. Nel porto di Argegno, sotto una pensilina, che sembra fatta per attendere un mezzo pubblico.

E’ una bella iniziativa di filiera corta sulla riva sinistra del lago di Como, all’imbocco della Val d’Intelvi, non a caso i formaggi, e ovviamente il latte crudo, sono della Latteria di San Fedele dell’omonima valle.  Da qualche anno, grazie anche a questo tipo di canale di vendita, le produzioni delle piccole aziende agricole, a volte anche medie, sono riuscite a ricavare un aumento di reddito che il crollo del prezzo del latte ha fatto mancare. La crisi del settore lattiero caseario sta facendo moltiplicare, per coloro che decidono di non dismettere, le iniziative di filiera corta, come la vendita attraverso macchine distribuitrici automatiche in azienda o in luoghi ad alta frequentazione. Il vending, secondo l’anglicismo degli addetti ai lavori, è un settore economico dove l’Italia è ai primi posti mondiali grazie all’innovazione, che traina le esportazioni.