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CLIMA: SCENARI DOPO COPENHAGEN

copenhagen cop 15 simbolo 2

 

Copenhagen non è stato un fallimento totale, ma i tempi della politica rimangono lunghi. La Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici  è terminata con un sostanziale fallimento, ma ha inaugurato una discussione e una negoziazione finalmente globali, con tutti i principali leader di governo impegnati in prima persona nelle trattative. Uno scenario inedito e a lungo atteso, dunque, non poco.

Il Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas cosiddetti serra, quelli che provocano l’innalzamento della temperatura della Terra, riesce infatti a incidere sul trenta per cento delle attuali emissioni mondiali. Non tutti i paesi sottoscrittori, peraltro, lo rispettano, l’Italia è tra questi, compresa la Lombardia, il suo propulsore economico. La compagnia è numerosa tra gli altri paesi industrializzati secondo il World Resources Institute di Washington, e anche tra quelli emergenti per l’annuale rapporto dell’associazione Germanwatch di Bonn e Berlino. La crescita dei livelli di emissioni per continenti e pro capite per le nazioni più grandi sono, inoltre, da tempo note. L’aumento di velocità dello scioglimento dei ghiacciai dell’Artico, rispetto a quanto previsto inizialmente dall’Ipcc, il raggruppamento degli scienziati dell’Unfccc, la Convenzione internazionale sul clima delle Nazioni Unite, la cui sede si trova a Bonn, in Germania, invece, lo è da meno.

Peraltro i livelli di riduzione di emissione dei gas serra di cui si è discusso nella Cop15 di Copenhagen, la quindicesima conferenza tra le parti (paesi) sottoscrittori del Protocollo di Kyoto, sono più bassi di quanto servirebbe per non far crescere la temperature del pianeta di oltre due gradi. Lo ha scritto il quotidiano inglese The Guardian nella ricca sezione ambiente nei giorni della conferenza, pubblicando un documento riservato del segretariato della Convenzione sul clima. La notizia è stata poco ripresa in Italia, Alessandro Farruggia del Quotidiano Nazionale l’ha scritta citando i numeri del problema su Aequo.

In tutto questo scenario nella capitale danese si sono visti in azione i leader di Stati Uniti, Cina, India, Brasile, Sudafrica, oltre a quelli dell’Unione Europea, con i paesi fondatori protagonisti, Italia esclusa. Per questo l’assemblarismo Onu è stato un po’ maltrattato, con il tentativo di Usa e Paesi emergenti di far approvare il proprio documento, assai diverso da quello elaborato fino al giorno prima della fine della conferenza, e scritto nelle sessioni ufficiali. Una proposta che prevede entro la fine di gennaio di quest’anno la sottoscrizione da parte di tutti i paesi della propria quota di emissioni di gas climalteranti. Non c’erano nelle bozze di Copenhagen, e non ci saranno entro la fine del mese, le cifre necessarie per fermare la febbre del pianeta, ma le basi perché ci si possa arrivare sono state poste, e in poche settimane ci sarà una prima verifica di questo scenario. Probabilmente ci vorranno ancora anni prima che questi paesi possano stare al passo con le proposte di riduzione dell’Ue, che era pronta a portare il proprio meno venti per cento entro il 2020, quindi già superiore alla riduzione di Kyoto del cinque, a una diminuzione del trenta. Il realismo del ritardo tecnologico degli Stati Uniti, insieme alle aspettative economiche dei paesi emergenti hanno prodotto l’attuale fragile equilibrio, rispetto al percorso, la road map, decisa due anni a Bali, in Indonesia, al termine di Cop 13. L’obiettivo era approvare a Copenhagen un nuovo protocollo internazionale che proseguisse e rafforzasse l’azione di quello di Kyoto, valido fino al 2012.

Altre interessanti riflessioni si possono trovare sul blog scientifico Climalteranti, che ha pure una documentata sezione sui negazionisti dell’effetto serra. Su questo aspetto potete anche leggere i libri “A qualcuno piace caldo” e “Guida alle leggende sul clima che cambia” di Stefano Caserini, docente di Fenomeni di inquinamento del Politecnico di Milano.

 

 

LOMBARDIAINBICI: LA SUSSIDIARIETA’ NELLA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE

Logo ufficiale della Settimana europea per la mobilità sostenibile

Logo ufficiale della Settimana europea per la mobilità sostenibile

Inizia nei prossimi giorni la Settimana europea della mobilità sostenibile, uno degli appuntamenti più ricorrenti e partecipati, duemilacentodue città nel 2008, della vocazione ambientalista dell’Ue.

Anche quest’anno, il settimo, l’Italia è tra i paesi dove l’agenda verde sarà meno seguita, sul sito ufficiale non vi sono appuntamenti nazionali, che per fortuna ci saranno coma a Milano, e neppure è presente una sezione, e relativa lingua, che invece si trova per stati non aderenti all’Ue come Svizzera, Canada o Brasile. Quest’approccio dimesso difficilmente permetterà a una della città partecipanti di essere premiata per l’introduzione di un’opera per la mobilità sostenibile, con relativo stanziamento di fondi da parte dell’Ue.

Una delle manifestazioni più importanti e riuscite collegate sarà per il sesto anno Lombardiainbici, organizzata dalla Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Un evento pensato e ideato da Gigi Riccardi, che sulle possibilità di sviluppo per l’ambiente e la sostenibilità grazie alla sussidiarietà tanto insisteva con la concretezza della sua allegra generosità, quando pochi ci pensavano.

Il programma delle iniziative con al centro l’uso della bici è ricco, a dimostrazione della riscoperta delle due ruote come mezzo di trasporto quotidiano e per il tempo libero.

 

MILANO FARA’ LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL’UMIDO

Spagna, Galizia. Raccolta differenziata in spiaggia, 2006

Spagna, Galizia. Raccolta differenziata in spiaggia, 2006

Milano raccoglierà gli scarti domestici di cucina e del verde nel 2011. L’ annuncio ufficioso è stato dato dall’assessore all’arredo urbano e al servizio rifiuti Maurizio Cadeo, che ha ribadito anche la necessità del secondo inceneritore per la città.
L’esponente della giunta del sindaco Letizia Moratti Moratti ha annunciato che la sperimentazione della raccolta dell’umido in alcune parti dei quartieri di San Siro, Bovisasca e Certosa sta dando ottimi risultati per la qualità dei rifiuti raccolti, mentre i quantitativi raccolti sono inferiori a quelli attesi. Il test si concluderà come previsto per la fine dell’anno. Intanto A2A, tra novembre e dicembre, inaugurerà a Figino un impianto per il recupero delle terre di spazzamento stradale, dopo il loro lavaggio e selezione, si ricicla il settanta per cento in sabbia, ghiaino e ghiaietto.
Con l’introduzione di questi due nuovi servizi Milano tra due anni dovrebbe  arrivare attorno al cinquanta per cento di raccolta differenziata, tetto che sarebbe stato necessario raggiungere per la fine del 2009, mentre per il 2011 la percentuale dovrebbe attestarsi al sessantacinque.

 

MILANO RECUPERERA’ LE TERRE DI SPAZZAMENTO STRADALE

Lavaggio e recupero terre spazzamento stradale particolare modellino Ecocentro Tecnologie Ambientali

Lavaggio e recupero terre spazzamento stradale particolare modellino Ecocentro Tecnologie Ambientali

Per la fine dell’anno la terra raccolta nello spazzamento stradale di Milano sarà recuperata. Presso lo stabilimento nel quartiere di Figino di A2A, quello dove sorge l’inceneritore cittadino, sarà completato l’impianto di lavaggio del materiale raccolto dai mezzi per la pulizia meccanizzata e non di strade e marciapiedi.

Il riciclaggio di questo tipo di rifiuto può significare l’incremento della raccolta differenziata di tre-quattro punti percentuali, la terra recuperata, sabbia e ghiaia per la precisione, arriva fino al settanta per cento di quanto aspirato dagli automezzi. In questo modo si può diminuire l’escavazione di nuovo materiale edile da cave.

Per A2A si tratta del secondo impianto di questo tipo dopo quello inaugurato a Brescia nel 2006, un altro, gestito dal Cem Ambiente a Liscate, in provincia di Milano. Anche Enia è in procinto di realizzarne uno a Piacenza.

Qui potete vedere un filmato sul funzionamento realizzato dalla società produttrice, la Ecocentro Tecnologie Ambientali del Gruppo Esposito.

 

ARRIVA IL GIORNO SENZA SACCHETTI

porta la sporta bannerino_quadrato

Ventiquattro ore senza acquistare o prendere in omaggio nuovi sacchetti di plastica. Il 12 settembre. Una giornata per sostenere la diffusione delle sporte riusabili, o realizzate con materiali riciclabili.

L’ iniziativa è promossa da un’associazione inglese di tutela del mare: The Marine Conservation Society. Proprio gli oceani sono tra i più danneggiati dal continuo abbandono delle buste prodotto con materiali non degradabili, da un decennio è documentata l’esistenza della Great Pacific Garbage Patch, una enorme discarica di avanzi di plastica galleggianti trasportati dalla correnti marine.  In Italia la campagna è sostenuta da Portalasporta dell’Associazione Comuni Virtuosi.

In tutto il mondo si susseguono le iniziative e i provvedimenti legislativi per vietare la distribuzione di questo oggetto tipico delle società industriali, i cui costi e difficoltà di smaltimento scaricano sulle comunità costi ambientali, e ovviamente economici, sempre più difficili da sostenere. Purtroppo l’Italia ha rinviato di un anno la messa al bando dal 1° gennaio del 2010, il governo Berlusconi ha sposato in avanti quanto aveva deciso l’esecutivo Prodi, allineandosi all’obiettivo che si sono dati numerosi paesi europei.

 

UNA SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI

Logo

Logo ufficiale della settimana Ue per la riduzione dei rifiuti

 

Dal 21 al 29 novembre si svolgerà la prima settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Una bella iniziativa che affronta uno dei grandi temi di sostenibilità delle società industrializzate, in particolare delle aree metropolitane e urbane, ma non solo. L’appuntamento di quest’anno in realtà è il secondo, l’anno scorso ci fu una preiniziativa, anche per il 2009 il nostro paese avrà una partecipazione ridotta, segnalata in primis dall’assenza della traduzione del sito ufficiale in italiano. Le buone pratiche, però non mancano, così come le associazione e i singoli che partecipano e promuono lo stesso l’iniziativa.

 

AUTOLAGHI IN CAR POOLING

Pedaggio differenziato sul più celebre ponte di San Francisco, California, Usa

Pedaggio differenziato sul Golden Gate, il più celebre ponte di San Francisco, California, Usa

 

Esordio per il car pooling sull’Autolaghi. Dalla prossima settimana sull’autostrada che da Milano porta a Varese, oppure a Como, ci sarà al casello di Lainate (Mi) una riduzione di costo del pedaggio per le auto sulle quali viaggeranno almeno quattro persone, oltre che corsie di pagamento dedicate. Un esordio importante per questo tipo di provvedimento per la mobilità sostenibile. Un dubbio rimane. A San Francisco, in California, nella città degli Usa che sperimenta da trent’anni le politiche ambientali più avanzate il car pooling funziona per automobili con almeno tre persone a bordo e solo nelle ore di punta. Su varie autostrade di Los Angeles c’è una corsia di marcia per macchine con minimo due passeggeri. Su quali basi scientifiche Autostrade per l’Italia ha scelto un avvio così ambizioso. E’ noto che l’ostacolo maggiore del car pooling è mettere insieme orari e percorsi dei singoli, proporlo da subito per un numero così alto di persone in auto rischia di far fallire l’esperimento. Spero non accada e auguro un pieno successo, così da riproporlo altrove. Potrebbe magari servire anche per iniziare a ragionare pure di corsie di scorrimento dedicate nelle nostre autostrade, che iniziano a superare le tre corsie per senso di marcia.