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DRIVE IN AGRICOLI PER LA NUOVA FILIERA CORTA FRANCESE

Simbolo Drive in agricoli della Gironda
Il drive in agricolo. Arriva dalla zona di Bordeaux, in Francia, un nuovo modello per la distribuzione dei prodotti delle campagne vicine alla città.
Il nuovo sistema distributivo è nato dalla collaborazione tra consumatori organizzati, aziende agricole, camera di commercio e amministrazioni pubbliche. A consentire questa sinergia è stato un processo di agenda 21 per lo sviluppo sostenibile.
Il drive in agricolo è un modello innovativo di filiera corta, ed è stato ideato per dare una risposta a coloro che non riescono ad averla dai mercatini contadini, dai gruppi di acquisto solidali o dagli agrispacci. Proprio a questi sistemi si ispira per ridurre l’intermediazione, quindi i costi per i consumatori, lasciando maggiori introiti per i produttori.
Con una piattaforma di commercio elettronico i consumatori possono prenotare con almeno uno o due giorni di anticipo ciò che intendono acquistare dagli agricoltori della Gironda, il dipartimento di Bordeaux.
Nel giorno stabilito hanno almeno un pomeriggio per recarsi nei primi due punti finora inaugurati, quello di Chateau des Iris a Lormont, ed Eysines a Bordeux. I drive in sono stati localizzati vicino ad importanti arterie automobilistiche per facilitare l’accessibilità negli itinerari casa-lavoro.
Nel catalogo i consumatori possono scegliere tra duecento prodotti della zona, tra cui una selezione tra quelli coltivati con sistema biologico.
Il progetto dei drive in agricoli della Gironda prevede ulteriori aperture nei prossimi mesi.
Un altro esempio di valorizzazione dell’agricoltura di prossimità in Francia c’è a Grenoble.
RADDOPPIATO IL BIOLOGICO A SAINT ETIENNE GRAZIE ALL’AGRICOLTURA DI PROSSIMITA’

A Saint Etienne le produzioni biologiche sono raddoppiate in cinque anni. Cardine di questo cambiamento è stato il nuovo rapporto tra la città e il proprio circondario.
Ricreare un legame tra l’agglomerato urbano, trecentonovantamila abitanti nella Loira, Sud della Francia, e i campi e i boschi delle tre valli adiacenti è un processo iniziato nel 2004.
Il Parco regionale Du Pilat è stato una delle infrastrutture intelligenti che hanno permesso di arrivare a questi risultati.
L’agricoltura di prossimità a Saint Etienne è vocata soprattutto all’allevamento di bovini e capre, e alla trasformazione del loro latte in formaggio, e alla coltivazione di alberi. Accanto a queste filiere ci sono anche produzioni di frutta, verdura, miele e vino.
Partendo da questo patrimonio l’area metropolitana ha incentivato la vendita diretta e la realizzazione di laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli. Un’altra azione è stata quella di mettere in rete i ristoranti, le aziende della ristorazione, i negozi e i supermercati con gli agricoltori, per fargli utilizzare e vendere i prodotti del territorio attorno a Saint Etienne. Nel frattempo sono nati anche gruppi di acquisto, e qualche azienda agricola ha iniziato a installare distributori di latte crudo.
Proprio dal nuovo rapporto diretto tra i cittadini e gli operatori economici della città è nata l’esigenza di aumentare le produzioni biologiche, che in cinque anni sono passate da poco più del 2% al 5%.
La multifunzionalità delle aziende agricole è stato un altro dei perni di questa evoluzione. La capacità degli agricoltori di cambiare le produzioni dei campi, di aprire spacci, anche in città, di diventare ristoratori e trasformatori dei frutti del lavoro dei campi, e delle stalle, è stato un altro dei perni di queste innovazioni, insieme all’attenzione delle autorità a preservare il territorio con pochi investimenti anche grazie al lavoro degli agricoltori.
Altri esempi di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità in Francia sono quelli di Tolosa e Vernouillet.
FILIERA CORTA E SOSTEGNO AI GIOVANI AGRICOLTORI IN NORMANDIA
L‘agricoltura si protegge anche riconnettendola con i centri urbani vicini. E’ quanto avviene in Alta Normandia, Francia, dove l’attività primaria è praticata su quasi il 70% del territorio, ma sta riscoprendo il rapporto con le proprie città e comuni, come Rouen e Le Havre.
Questo dipartimento del Nord della Francia sta programmando, e realizzando, nei propri piani di sviluppo agricolo dell’ultimo decennio, una serie di azioni per creare nuovo sviluppo sostenibile al proprio territorio. Nelle mense pubbliche una volta a settimana gli studenti, soprattutto universitari, trovano piatti con i prodotti delle campagne dell’Alta Normandia. Per essere ammessi devono avere un basso impatto ambientale e non essere geneticamente modificati.
Non è solo un modo per educare alla sana alimentazione e sostenere i prodotti delle territorio vicino a Rouen e Le Ahvre, ma anche per ricordare che l’agricoltura è un’attività economica che permette di vivere.
Tra le azioni del dipartimento dell’Alta Normandia ci sono infatti agevolazioni per coloro che vogliono acquistare i terreni da coltivare senza che siano figli di agricoltori. Sempre per aiutare i giovani che vogliono intraprendere l’attività primaria ci sono anche borse di studio e supporti amministrativi.
La vendita diretta nelle aziende è molto diffusa, così come i mercati urbani dei produttori. Anche gli agriturismo e le fattorie didattiche sono presenti in gran numero, un altro modo per educare e far capire la necessità di conservare libero il suolo per le generazioni future.
Le istituzioni dell’Alta Normandia hanno anche sostenuto la realizzazione di luoghi per lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti agricoli alternativi a negozi e supermercati, oltre ad aiutare la riscoperta dei prodotti locali. In questo modo le autorità francesi tentano anche di sottrarsi dalle oscillazioni dei mercati finanziari delle materie prime alimentari.
Altri esempi di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità in Francia sono quelli di Tolosa e Vernouillet, in Spagna Badalona, Girona, Costantina, e della Strada Parco nell’Altopiano Nord Est della Murcia, e in Germania di Hannover.






