
L’impronta dell’anidride carbonica arriverà sulle etichette dei prodotti in vendita a Taiwan. Lo ha annunciato il governo di Taipei nella propria strategia per combattere i cambiamenti climatici. La misura inizierà ad essere applicata a bottiglie di plastica per alimenti, biscotti, caramelle e compact disc.
I provvedimenti contro l’effetto serra non si limiteranno all’etichetta. Ci saranno tetti di emissione per la produzione di ciascun prodotto, misure di sostegno per aiutare gli industriali a calcolare l’impronta di CO2 e ad applicare l’etichettatura, vi sarà un sistema di certificazione, e saranno realizzate strategie per pubblicizzare i prodotti dotati dell’impronta di anidride carbonica.
In questo modo Taiwan si prepara ad affrontare il futuro per le proprie esportazioni, principale fonte di reddito per l’isola. Alcuni grandi catene di supermercati e centri commerciali in Stati Uniti, Regno Unito, e Francia stanno introducendo le etichette sull’intero ciclo di produzione.
Il marchio della CO2 è già stato introdotto nel Regno Unito e in Svezia.

In Francia dal 2010 entrerà in vigore una tassa per le emissioni di carbonio. Riguarderà sia le imprese che i cittadini, ma non dovrebbe aumentare il carico fiscale totale. Si tratta di un provvedimento per incentivare la riduzione nei consumi di petrolio e gas, la combustione è tra le prime responsabile dei cambiamenti climatici.
Secondo quanto previsto dall’esecutivo francese, vi sarà un costo di diciassette euro a tonnellata di biossido di carbonio. Questo significherà un incremento del costo del petrolio di quattro centesimi per litro, e di zero virgola quattro per kilowatt ora di gas metano.
Le persone riceveranno sgravi fiscali, maggiori se dimostreranno di usare i mezzi pubblici, mentre per le imprese sarà abolita una imposta locale.
L’importo della ecotassa sulle emissioni è poco meno della metà di quanto ipotizzato inizialmente, ma la crisi economica ha consigliato il governo francese gradualità nella sua introduzione. Le autorità d’Oltralpe hanno proposto all’Unione Europea di adottare dazi sulle importazioni per le nazioni che non adottano provvedimenti analoghi per ridurre le emissioni dei gas climalteranti.
La Finlandia è stato il primo paese a introdurre nel 1909 la carbox tax. Altre nazioni con tasse sulle emissioni sono: Svezia, Norvegia, Danimarca, e Svizzera.
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