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AGRITURISMO CASEARIO E ITTICO TRA OROBIE E LAGO DI COMO

Forme di Bitto Storico nella cantina del Centro del Bitto di Gerola (So)

Turismo caseario in montagna e pesca turismo o ittiturismo sul lago. Accade sulle Alpi Orobiche e sul Lago di Como dove accanto alle tradizionali attività agricole sono stati  affiancati da quelle turistiche. Sono per ora tre le iniziative di questo genere, un giro per alpeggi, malghe e caseifici, per vedere come si realizzano i formaggi Principi delle Orobie, e due su come avviene la pesca artigianale.

E’ un altro pezzo di resistenza casearia quello che sta riportando sulle montagne allevatori e malgari, che presidiano con il loro lavoro non solo i gusti e le conoscenze agricole e artigiane, ma pure l’ambiente. Le manutenzioni che effettuano mentre sono presenti, al massimo centoventi giorni all’anno, insieme alle mandrie di vacche e alle greggi di capre, sono molto utili per la preservazione del territorio e del paesaggio.

I protagonisti del giro per malghe e alpeggi sono i Principi delle Orobie, i formaggi: Branzi Ftb, Formai de Mut, Bitto Storico, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica delle Valli Orobiche. I soggiorni possono durare dai tre ai cinque giorni in vista della Fiera di San Matteo, che si svolgerà a Branzi (Bg) dal 28 al 30 settembre e sono organizzati dall’Agriturismo Ferdy di Lenna (Bg) e Ornica (Bg), in Val Brembana, e dall’Albergo Diffuso Ornica, che si trova nell’omonimo comune a millequattrocentro metri d’altezza.

Sono invece più continuative, anche se assoggettate ai blocchi stagionali della pesca di alcune specie, le due proposte di pescaturismo del Lago di Como, una rarità per gli amanti del pesce di acqua dolce. Il primo e storico Ittiturismo Abate di Lezzeno (Co), e il Ristorante Mella della frazione San Giovanni di Bellagio (Co), offrono nei loro piatti quanto hanno pescato direttamente, il Mella all’attività di ristorazione, affianca anche quella di ospitalità e trasformazione. I tipici pesci del Lago di Como sono missoltino, coregone, trota, agone, e luccio, che sono disponibili in base alle stagioni.

Sul nascente Distretto dei Formaggi delle Alpi Orobiche è possibile approfondire qui.

 

ERBE SPONTANEE E FORMAGGI DI MONTAGNA, QUATTRO FINE SETTIMANA IN VALBREMBANA

Erbe spontanee e formaggi di montagna per il gusto e la conoscenza della biodiversità. E’ una piacevole ricetta di sostenibilità, in tutti i sensi, quella di Erbe del Casaro, un mese di eventi in Val Brembana per scoprirne la natura e la sua ricchezza.

Nella migliore tradizione dello sviluppo locale si parte da ciò che il territorio offre, in questo caso le erbe che crescono nei prati e nel sottobosco, e i formaggi prodotti con il latte di montagna, ricco degli aromi che solo le piante selvatiche presenti negli alpeggi possono dare.

E’ un festival del piacere quello iniziato nello scorso fine settimana in una delle terre alte della provincia di Bergamo. C’è quello di assaporare piatti dai sapori sconosciuti o dimenticati, per i più fortunati, a quelli di vedere piacevoli panorami. Questi due piaceri possono essere uniti a una breve immersione nella conoscenza di quanto è a disposizione per tutti in quei luoghi, le erbe, e di come l’uso rispettoso di prati e boschi da parte dei malgari sia utile, oltre che gustoso. La manutenzione di boschi e degli alpeggi nella stagione calda, da parte di coloro che allevano vacche e capre per la produzione di latte per i formaggi, è infatti un elemento fondamentale per tramandare i luoghi, oltre che i sapori, alle generazioni future.

In questa zona, come in altre delle Alpi, con le erbe di montagna producono anche distillati e cosmetici.

I caci della Valbremana Branzi Ftb, Formai de Mut, Bitto Storico, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica delle Valli Orobiche sono i anche protagonisti del Distretto dei Formaggi delle Alpi Orobiche.

 

IL DISTRETTO DEI FORMAGGI DELLE ALPI OROBICHE

Formai de Mut, uno dei Formaggi Principi delle Orobie

Sei nuovi principi, come li hanno soprannominati i loro produttori, e il loro territorio. Sono i formaggi delle Alpi Orobie, che stanno riconquistando il mercato, da dove erano praticamente scomparsi e stanno creando sviluppo locale. I loro nomi sono: Branzi Ftb, Formai de Mut, Bitto Storico, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica delle Valli Orobiche.

E’ una riscoperta che dura da almeno vent’anni quella dell’arte casearia di montagna di questo lembo di Alpi, al confine tra l’alta Val Brembana, in provincia di Bergamo, la Val Gerola, in provincia di Sondrio, e alcuni alpeggi del lecchese tra Premana e Introbio, in Valsassina. Da sette anni a Branzi (Bg) si svolge anche la Fiera di San Matteo, che riprende la tradizione delle antiche fiere agricole, risalenti al ‘700, e che si svolge alla fine di settembre, quando i pastori-casari tornano in bassa valle dagli alpeggi e dalle malghe. Grazie anche a queste iniziative, che mettono in connessione produttori, consumatori, istituzioni, e commercianti, si sta di fatto formando un distretto rurale interprovinciale a vocazione lattierio-casearia. Per sostenere la zootecnia di montagna l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani ha annunciato il riconoscimento del casaro d’alpeggio, la cui formazione potrà essere quindi essere finanziata.

Per chi desidera conoscere questo territorio, comprese le sue attività agricole che portano alla realizzazione dei Formaggi principi delle Orobie, ci si può rivolgere anche all’Ecomuseo della Valtaleggio.