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GLI IMPATTI DEI LIBRI DIGITALI

Kindle avrebbe un impatto ambientale inferiore dei libri. A dirlo nel 2009 è stata una ricerca della multinazionale Cleantech sul popolare lettore di libri digitali di Amazon. La notizia è stata rilanciata in Italia nei giorni scorsi, alla vigilia delle innovazioni della popolare piattaforma, sotto pressione dall’arrivo dell’Ipad. 

E’ appena iniziata l’era di massa degli ebook, ma promette già numerosi scenari e puntate, viste le innovazioni nei formati e nei supporti. Il tablet pc dell’Apple che ha dato una nuova decisiva spinta, con l’innovazione di prodotto e la comunicazione della stessa, una modernità che finora poche aziende hanno saputo intraprendere con simili capacità e risultati.

Dopo anni di tentativi più o meno riusciti i consumatori hanno a disposizione numerosi numerose opzioni di tipologia di formati, servizi, e lettori. A volte fin troppi per non disorientare chi si avvicina per la prima volta al libro elettronico.

L’aspetto ambientale non poteva non essere preso in considerazione, visto che anche la carta stampata in questi lustri ha subito numerose evoluzione per migliorarne la qualità, ed anche la sostenibilità. Secondo Cleantech il Kindle recupererebbe le emissioni necessarie alla sua realizzazione dopo l’equivalente della produzione cartacea di ventidue libri e mezzo. Questo aspetto non tiene in considerazione i consumi energetici dell’integrazione che Amazon ha pensato dei propri ebook, per il primo capitolo, con i blog e i social network, per esempio.

In questo magma digitale assai fluido c’è anche in corso una rivoluzione sulla realizzazione dei contenuti, viste le nuove scritture ipertestuali e non lineari. Nell’editoria scolastica ci sono già esperienze pionieristiche come quella di Bookinprogress dell’Istituto Majorana di Brindisi, o dei barcamp dell’Ebookfest. In primavera alla Fiera di Rimini ci sarà Ebooklab, evento dedicato ai professionisti lanciato durante la Social Media Week di Milano. Anche all’Università Bocconi sono convinti che sia iniziata un’evoluzione che necessita di nuovi libri, dopo la nascita dei nuovi supporti tecnologici.

 

E’ DIGITALE E PARTECIPATA LA NUOVA EDITORIA SCOLASTICA

eReader Comparison di Edwc by Flickr CC

 

Digitali e in collaborazione, quindi più sostenibili per i bilanci familiari e per le schiene degli studenti, oltre che innovativi nella forma e nei contenuti, sempre aggiornabili. Sono in primi libri scolastici elettronici partecipati prodotti della rete degli insegnanti di quattordici istituti superiori Bookinprogress, coordinata dall’Itis Ettore Majorana di Brindisi

E’ una rivoluzione culturale ed economica quella che inizia con l’annata 2010-2011, sono infatti pronti, e sono stati adottati, i primi testi di Italiano, Storia, Geografia, Scienze Integrate Chimica, Inglese, Scienze integrate Fisica, Diritto ed Economia, Matematica, Informatica, Tecnologia e Disegno, Scienze Naturali per le prime e seconde classi dei Licei, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali.

I costi dei libri, rispetto a quelli delle tradizionali case editrici, sono del settantacinque per cento in meno, ma è ragionevole ipotizzare che nel prossimo futuro possano scendere ulteriormente, visti gli attuali esigui numeri dell’iniziativa rispetto ai numeri del mercato editoriale scolastico. Quest’anno sarà ancora di transizione per tutto il settore, giacché la versione digitale dei libri sarà obbligatoria dal 2011-2012.

Le comodità del formato elettronico aperto, oltre a quella quella economica, sono molteplici, dalla possibilità di aggiornare, e anche correggere, il testo in base alle proprie esigenze, o alle evoluzioni della società, all’utilizzo solo delle pagine sulle quali si sta lavorando, piuttosto che allo scarico del testo da internet o dalla rete scolastica in caso di necessità. Senza dimenticare il confort di poter portare nello zaino solo un ereader.

Le potenzialità dell’editoria digitale sono ancora largamente inesplorate, così come i modelli di redditività. C’è quindi da attendersi una fase con molteplici esperimenti, sia per l’aspetto economico, che per quello editoriale, viste le nuove frontiere della scrittura ipertestuale e non lineare.