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QUEBEC: LIMITI CALIFORNIANI PER LE EMISSIONI DELLE AUTO

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I nuovi limiti della California per le emissioni delle auto espatriano dagli Stati Uniti. Per la prima volta dalla sua approvazione il contagio supera il confine federale per arrivare in Canada, nella provincia francofona del Quebec, dove entreranno in vigore il 14 gennaio.

E’ una riduzione del trentacinque per cento in cinque anni nella produzione di anidride carbonica dalle macchine di nuova immatricolazione, quella intrapresa dallo Stato della costa occidentale nel 2005, ma che l’Epa, l’Agenzia nazionale per l’ambiente, aveva bloccato due anni dopo, durante il secondo mandato del presidente George Bush. Quest’estate il provvedimento è stato riproposto, e accettato, visti anche gli orientamenti più ambientalisti degli attuali vertici dell’ente, nominati dal nuovo inquilino della Casa Bianca Barack Obama.

Il Quebec è la prima provincia del Canada ad adottare questi standard, che negli Usa sono stati introdotti nell’ordinamento da altri quattordici stati oltre alla California: Arizona, Connecticut, Distretto di Columbia, Maine, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont e Washington. Il provvedimento riguarda un quarto del parco veicoli circolante negli Stati Uniti.

L’aggravio di costi di produzione per ridurre le emissioni di gas serra dei nuovi motori dovrebbe essere recuperato in due o tre anni, grazie alla diminuizione dei consumi di carburante.

In Quebec le emissioni climalteranti dei veicoli sono il quaranta per cento del totale, di queste la metà è prodotta da mezzi privati leggeri come auto, furgoni e piccoli autocarri.

La provincia canadese già due anni fa aveva espresso la propria intenzioni di aderire ai limiti californiani, ma aveva deciso di attendere la fine dei contenzioni legali oltre confine intrapresi dalle case costruttrici. A spingere all’adozione dei nuovi limiti restrittivi c’è stata anche la scelta dei confinanti Maine, Massachusetts, New York e Vermont di uniformarsi alle politiche ecologiche dello stato della costa orientale degli Usa.

 

IL CAR SHARING DAL TELEFONINO

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Un telefonino per trovare e aprire l’auto, quella del parcheggio car sharing più vicino. E’ la nuova applicazione per telefonini che rende ancora più fruibile il servizio di macchine in condivisione. Ancora una volta l’utile comodità è disponibile solo per i possessori di smartphone iphone, come per il bike sharing di Milano.

Il nuovo sistema di basa sulla georeferenziazione su google maps e sull’uso dei dispositivi gps all’interno delle auto della compagnia statunitense, con appendici in Canada e a Londra, Zipcar. Facendo partire l’applicazione è possibile individuare l’auto più vicina, prenotarla, e farsi tracciare il percorso più veloce. Nel caso non la si individui, come accade nei parcheggi ampi e magari non si è esperti conoscitori dei modelli di auto,  è possibile far suonare anche il clacson, infine si può aprire la portiera del conducente.

 

CLIMA: EMISSIONI MARITTIME SOTTOSTIMATE

Hyundai Container Ship di ykanazawa1999 by Flickr

Hyundai Container Ship di ykanazawa1999 by Flickr

 

Le emissioni marittime sono state finora sottostimate. Gli scarichi delle navi da trasporto merci incidono sui cambiamenti climatici tra il tre e mezzo e il quattro per cento delle emissioni globali. Un dato finora conosciuto solo da pochi esperti del settore, e in parte a coloro che, per conto dei governi nazionali o delle organizzazioni internazionali, sono impegnati nelle trattative per il nuovo trattato per la limitazione dei gas che provocano l’effetto serra. Nelle bozze della quindicesima Conferenza delle parti (Cop 15) sul Protocollo di Kyoto. che si svolgerà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre prossimi, sono state, infatti, inserite sia le emissioni marittime che quelle aree, finora non conteggiate nell’accordo in vigore.

A provocare quest’importante fonte sono la scarsa qualità dei combustibili usati per le navi, molto peggiori rispetto a quelli usati per la locomozione terrestre o per gli impianti di riscaldamento e cottura, e l’incremento del traffico merci marittimo dovuto all’aumento del commercio globale.

A guidare il fronte dei paesi che vogliono limitare le emissioni marittime ci sono gli Stati Uniti che hanno appena approvato una riduzione dei limiti lungo le proprio coste, provvedimento che dovrebbe essere imitato dal Canada. Oltre all’effetto serra gliscarti della combustione dei propellenti inquinanti sono fonte di malattie, anche mortali, dell’apparato respiratorio.

In Danimarca si iniziano a fare stime economiche di quanto costino al servizio sanitario le cure per le patologie connesse alle emissioni delle navi.

L’Ue finora ha creato due zone con limitazioni, meno restrittive di quelle Usa, che entreranno in vigore nel 2015: il Canale della  Manica e il Mar Baltico.