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SPAGNA: BIOETANOLO DAGLI SCARTI DELLE ARANCE

¡naranjas! by po.psi.que by Flickr

Combustibile dagli scarti delle arance. E’ quanto sta avvenendo in Spagna, dove il problema dello smaltimento delle bucce degli agrumi è diventato una risorsa. Il progetto per ottenere bioetanolo dagli avanzi dell’industria della trasformazione delle arance, soprattutto in succo, è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra agricoltori, industriali e centri di ricerca pubblica.

Delle arance, quindi, non si butterà più alcunché in futuro nelle comunità autonome della Valencia e della Murcia, adesso il riuso avviene solo parzialmente. Con il raccolto in corso è entrato infatti a regime la prima produzione di bioetanolo dai rifiuti degli agrumi, nello stabilimento di Silla, a sud della città di Valencia.

Il progetto è nato due anni fa a cavallo delle due comunità autonome del sud-est della Spagna, che sono tra le maggiori produttrici di frutta della penisola iberica. Qui avviene anche la trasformazione delle arance in succo, con relativa produzione di scarti, che peraltro sono difficilmente compostabili. Per questi motivi è stata intrapresa la strada del riuso grazie alla collaborazione tra agricoltori, industriali e il Politecnico di Valencia. L’esito del progetto è stata la possibilità di ottenere dagli avanzi bioetanolo, ma anche D-Limonene, un olio essenziale. Quest’ultimo è usato per la produzione di profumi ed è impiegato anche dalle aziende farmaceutiche, delle colle, e delle vernici, soprattutto come solvente. Dalla polpa avanzata si ricava un mangime per uso zootecnico. L’acqua in uscita alla fine del processo industriale di riuso dei rifiuti delle arance è completamente depurata.

 

CARBURANTE DALL’ANGURIA

Angurie

Angurie

 

Dagli scarti dell’anguria si potrà ricavare carburante. Questa nuova possibile agroenergia è stata ottenuta dall’USDA-Agricultural Research Service presso il South Central Agricultural Research Laboratory di Lane in Oklahoma. L’etanolo che potrebbe essere prodotto non dovrebbe provenire dalle coltivazioni destinate al consumo alimentare, ma dagli scarti, che negli Stati Uniti arrivano al venti per cento della produzione.

Lo scopo della ricerca era infatti di far diventare risorsa quello che ora è uno scarto, anche se compostabile. Questa peculiarietà assimila il bioetanolo da anguria alle agroenergie di seconda generazione, quelle non in concorrenza con la produzione di cibo. I cocomeri non immessi sul mercato sono quelli che gli agricoltori sanno che non sarebbero acquistati dai consumatori per alcune imperfezioni. Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica Biotecnology for biofuels.