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TAPPI DI SUGHERO, CAMPAGNA PER RICICLAGGIO E RIUSO

Tappi di sughero da riciclare, grazie al riuso della corteccia con la quale sono fatti. Sempre di più, con maggiori utilizzi, e creazione di reddito per coloro che vi lavorano. Unica limitazione, niente più chiusura della bottiglie di vino.

Prosegue, apparentemente in silenzio, ma sempre in crescita, la raccolta differenziata volontaria dei tappi di sughero delle bottiglie di vino. Contemporaneamente il riuso continua a diffondersi, nell’edilizia, come isolante naturale con ottime prestazioni, ma anche, per esempio, nel contenimento dell’inquinamento idrico da idrocarburi. L’attività di volontariato è tuttora strategica e indispensabile per riuscire nella raccolta, il sughero, infatti, costa poco al chilo e occupa parecchio spazio, a causa del suo basso peso specifico.

Da poco tempo è iniziato il progetto Etico per raccogliere, ripulire e rigenerare i sigilli di sughero usati, ed è promosso da Amorick Cork Italia, azienda portoghese specializzata in prodotti di sughero. La nuova campagna prende l’eredità del precedente “Tappi a chi?”, coordinato da Rilegno, alcuni protagonisti del settore non profit sono infatti ancora i medesimi, come l’associazione A Braccia Aperte di Milano, che sta realizzando il Parco della Vita a Cesano Boscone (Mi), o la cooperativa sociale Arti e Mestieri di Boves (Mi), specializzata in bioedilizia e bioarredamento.

Ulteriore passaggio ad alto valore sociale l’inserimento del lavoro delle persone detenute del carcere di Bollate (Mi), che si occuperanno della selezione dei materiali impropri, come le gabbiette di metallo, o dei tappi di silicone, che per disattenzione sono confusi con quelli di materiale naturale.

Intanto in Sardegna è stato attivato Sughero Naturale, un programma per la valorizzazione di tutta la filiera, dalla coltivazione delle querce all’utilizzo per opere d’arte, passando ovviamente per la bioedilizia e per i tappi da vino.

Per chi fosse interessato a portare i tappi, o a iniziare un’attività di raccolta, a Braccia Aperte ha realizzato una mappa con i punti di conferimento, che per ora sono nelle province di Milano, Monza, Lecco, Sondrio, Como, Varese, Pavia, Biella, Cuneo, Genova, La Spezia, Roma, Bari, e Trento.

 

MELBOURNE,LA SOSTENIBILITA’ URBANA COME PROGETTO

Melbourne, centro città, mappa ciclabile

Melbourne sta per entrare nel ventisettesimo anno di trasformazioni urbane sostenibili. E’ del 1985 infatti il primo piano strategico cittadino per rivitalizzare il centro della metropoli australiana, che conta quattro milioni di abitanti.

In questo lasso di tempo c’è stato un ricambio dell’uso di questa zona e degli stessi fruitori. Vi è stato infatti un forte incremento di studenti universitari nel nel decennio compreso tra il 1993 e il 2004, che ha portato una crescita degli spostamenti pedonali, in particolare la sera. Questo cambiamento ha portato vivacità al centro di Melbourne, in precedenza più spento.

La città da sempre risulta ai primi posti della vivibilità, per incrementare ulteriormente la qualità urbana ha realizzato nuovi grandi ed emblematici edifici pubblici ad alta efficienza energetica, tra questi il palazzo dei congressi e un grande edificio di uffici del comune.

Sull’esempio pubblico anche il mercato dell’edilizia privata ha iniziato a realizzare edifici a bassa consumo di energia, comprese convenzioni con le banche per agevolare i finanziamenti di ristrutturazione ecocompatibili. Nel 2003 il primo mercato comunale, il Queen Victoria, è stato dotato di pannelli fotovoltaici, sempre in quell’anno è stato realizzato il piano clima per arrivare nel 2020 a pareggiare le emissioni con l’assorbimento, documento che è stato aggiornato nel 2008. Tra gli interventi previsti anche l’acquisto di elettricità solo da fonti rinnovabili, e incentivi per le imprese che adottano tecnologie sostenibili.

Anche nella città australiana non poteva mancare uno spazio per la ciclabilità urbana, per cui c’è l’obiettivo del raddoppio, che ha visto anche l’istituzione di un servizio di bike sharing.


 

SUGHERO:INIZIATIVE PER IL RICICLO E IL RIUSO

querce-sughero-strada-primo-piano-grandeRiciclare il sughero è possibile, oltre che utile. Per questo motivo è da poco iniziata la campagna Tappo a chi? A organizzarla è Rilegno, il Consorzio per il recupero del legno e dei relativi imballaggi, che propone a ristoranti e associazioni di raccogliere le coperture delle bottiglie di vino. Dal riciclaggio si può infatti ottenere il granulato con il quale realizzare pannelli per l’edilizia, che hanno ottime caratteristiche di isolamento termico e acustico. La quasi totalità della produzione nazionale di sughero, che è la corteccia dell’omonimo albero, è utilizzata per i tappi per le bottiglie di vino. Finalmente il consorzio obbligatoria di settore si occupa di questo piccola parte degli scarti di legno.

Nel frattempo il mondo del non profit, che già in passato ha realizzato questo tipo di iniziativa su scala locale, ne ha in corso un’altra: Salva il tappo di sughero della cooperativa sociale Artimestieri di Boves, vicino Cuneo, specializzata in bioedilizia e bioarredamento. L’accorciamento della filiera rispetto a quella del consorzio dà l’idea di un’attività più dinamica rispetto a quella anche più accattivante dal punto di vista dell’immagine del consorzio ufficiale. Il riuso nella realizzazione di mobili e arredi da parte degli organizzatori, insieme all’adesione di numerose realtà del volontariato, che in caso di vicinanza possono avere una piccola entrata economica, sembra avere una marcia in più rispetto alla campagna ufficiale, che pure ha avuto importanti partnership come il Movimento per il turismo del vino.