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CAMPAGNA E MONTAGNE VIVONO IN SIMBIOSI CON GRENOBLE

Sono dieci anni che a Grenoble e dintorni c’è il marchio dei prodotti agricoli dell’area metropolitana. Le azioni per riconnettere la città con la campagna, e anche con le vicine montagne, risalgono, però, al 1989.
E’ un altro pezzo di valorizzazione dell’agricoltura di prossimità quello realizzato in questo lembo del sud della Francia, abitato da mezzo milione di abitanti, di cui centosessantamila a Grenoble.
Collegati all’alimentazione sono state sviluppati progetti per il turismo e per l’uso del legno, sia nelle falegnamerie che per la produzione di energia rinnovabile. Il tutto ovviamente per gestire in modo sostenibile il territorio e preservare il paesaggio per le generazioni future.
Dal 2002 nell’area metropolitana di Grenoble si possono quindi trovare i prodotti della terra, sia nei mercati rionali che in quelli contadini, qualcuno specializzato in prodotti biologici. Anche la filiera della distribuzione per negozi, supermercati e ristoranti è stata sviluppata.
Ovviamente non potevano mancare gli agriturismi, le aziende agricole dove è possibile fare la spesa e pernottare, in questo ambito è stato siglato un accordo con l’associazione delle guide turistiche, che accompagnano alla scoperta dei dintorni sia a piedi che in bicicletta.
Una parte delle aziende agricole di Grenoble e area metropolitana è anche fattoria didattica, un altro modo per far conoscere ai più giovani il mondo dell’alimentazione, e magari fargli vedere che è possibile pensare al proprio futuro lavorativo anche in campagna.

Altri esempi di agricoltura periurbana in Francia ci sono a PerpignanSaint EtienneTolosa Vernouillet.

 

GIARDINI DI PERPIGNAN, VALORE DELL’AGRICOLTURA VICINA

I prodotti della terra di Perpignan e dintorni in quindici anni sono diventati una realtà economica, con relativo di marchio di riconoscibilità. Dalla distribuzione tra i gruppi di acquisto la nuova filiera di vicinato è arrivata anche ai supermercati, passando per ristoranti e centro congressi.
L’inizio di questo innovativo sistema per valorizzare l‘agricoltura di prossimità è nato nel 1997. Allora furono censite le produzioni di quarantacinque aziende del territorio di Perpignan, centoventimila abitanti nel sud della Francia, al confine con la Catalogna.
Due anni dopo nella città francese fu fondata l’associazione Giardini di Perpignan, e iniziarono le prime manifestazioni pubbliche, che portarono nel 2000 ad avere una rete di duemila consumatori.
Obiettivo del raggruppamento tra cittadini e agricoltori era, ed è tuttora, la valorizzare del territorio attraverso i prodotti locali, frutta e verdura innanzitutto.
Per questo motivo nel 2006 trentacinque produttori di Perpignan e di undici comuni dell’area metropolitana avevano già realizzato un sistema per valorizzare i quarantatre prodotti locali, compreso l’olio extravergine d’oliva e il vino moscato.
In città sono ormai una consuetudine le giornate dell’agricoltura e i mercati dei contadini, così come trovare frutta e verdura marchiati Giardini di Perpignan nei supermercati e nei negozi, usati magari solo come luogo di consegna delle ceste ordinate dal sito di commercio elettronico dell’associazione.
Dei prodotti locali si riforniscono anche i ristoranti, il centro congressi e l’ospedale, così come è possibile fare la spesa direttamente nelle aziende agricole, che sono anche visitate dagli studenti. Intanto l’associazione discute e progetta su come estendere questo sistema di valorizzazione dell’agricoltura dei dintorni di Perpignan.

Altri esempi di agricoltura periurbana in Francia ci sono a Saint EtienneTolosa Vernouillet.

 

RADDOPPIATO IL BIOLOGICO A SAINT ETIENNE GRAZIE ALL’AGRICOLTURA DI PROSSIMITA’

A Saint Etienne le produzioni biologiche sono raddoppiate in cinque anni. Cardine di questo cambiamento è stato il nuovo rapporto tra la città e il proprio circondario.
Ricreare un legame tra l’agglomerato urbano, trecentonovantamila abitanti nella Loira, Sud della Francia, e i campi e i boschi delle tre valli adiacenti è un processo iniziato nel 2004.

Il Parco regionale Du Pilat è stato una delle infrastrutture intelligenti che hanno permesso di arrivare a questi risultati.
L’agricoltura di prossimità a Saint Etienne è vocata soprattutto all’allevamento di bovini e capre, e alla trasformazione del loro latte in formaggio, e alla coltivazione di alberi. Accanto a queste filiere ci sono anche produzioni di frutta, verdura, miele e vino.

Partendo da questo patrimonio l’area metropolitana ha incentivato la vendita diretta e la realizzazione di laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli. Un’altra azione è stata quella di mettere in rete i ristoranti, le aziende della ristorazione, i negozi e i supermercati con gli agricoltori, per fargli utilizzare e vendere i prodotti del territorio attorno a Saint Etienne. Nel frattempo sono nati anche gruppi di acquisto, e qualche azienda agricola ha iniziato a installare distributori di latte crudo.
Proprio dal nuovo rapporto diretto tra i cittadini e gli operatori economici della città è nata l’esigenza di aumentare le produzioni biologiche, che in cinque anni sono passate da poco più del 2% al 5%.

La multifunzionalità delle aziende agricole è stato un altro dei perni di questa evoluzione. La capacità degli agricoltori di cambiare le produzioni dei campi, di aprire spacci, anche in città, di diventare ristoratori e trasformatori dei frutti del lavoro dei campi, e delle stalle, è stato un altro dei perni di queste innovazioni, insieme all’attenzione delle autorità a preservare il territorio con pochi investimenti anche grazie al lavoro degli agricoltori.

Altri esempi di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità in Francia sono quelli di Tolosa Vernouillet.

 

FILIERA CORTA E SOSTEGNO AI GIOVANI AGRICOLTORI IN NORMANDIA

L‘agricoltura si protegge anche riconnettendola con i centri urbani vicini. E’ quanto avviene in Alta Normandia, Francia, dove l’attività primaria è praticata su quasi il 70% del territorio, ma sta riscoprendo il rapporto con le proprie città e comuni, come Rouen e Le Havre.
Questo dipartimento del Nord della Francia sta programmando, e realizzando, nei propri piani di sviluppo agricolo dell’ultimo decennio, una serie di azioni per creare nuovo sviluppo sostenibile al proprio territorio. Nelle mense pubbliche una volta a settimana gli studenti, soprattutto universitari, trovano piatti con i prodotti delle campagne dell’Alta Normandia. Per essere ammessi devono avere un basso impatto ambientale e non essere geneticamente modificati.
Non è solo un modo per educare alla sana alimentazione e sostenere i prodotti delle territorio vicino a Rouen e Le Ahvre, ma anche per ricordare che l’agricoltura è un’attività economica che permette di vivere.
Tra le azioni del dipartimento dell’Alta Normandia ci sono infatti agevolazioni per coloro che vogliono acquistare i terreni da coltivare senza che siano figli di agricoltori. Sempre per aiutare i giovani che vogliono intraprendere l’attività primaria ci sono anche borse di studio e supporti amministrativi.
La vendita diretta nelle aziende è molto diffusa, così come i mercati urbani dei produttori. Anche gli agriturismo e le fattorie didattiche sono presenti in gran numero, un altro modo per educare e far capire la necessità di conservare libero il suolo per le generazioni future.
Le istituzioni dell’Alta Normandia hanno anche sostenuto la realizzazione di luoghi per lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti agricoli alternativi a negozi e supermercati, oltre ad aiutare la riscoperta dei prodotti locali. In questo modo le autorità francesi tentano anche di sottrarsi dalle oscillazioni dei mercati finanziari delle materie prime alimentari.

Altri esempi di valorizzazione dell’attività primaria di prossimità in Francia sono quelli di Tolosa e Vernouilletin Spagna BadalonaGironaCostantina, e della Strada Parco nell’Altopiano Nord Est della Murcia, e in Germania di Hannover.