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TRAFFICO MILANO, UN BARCAMP PER LA NUOVA MOBILITA’

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Traffic Camp, un barcamp per la mobilità di Milano. Per ascoltare chi si muove nella città, coloro che hanno un osservatorio non tradizionale, chi può avere qualche suggerimento per le nuove professione, e chi ha voglia di preparare cinque minuti di esposizione pubblica e qualche ora per essere cittadinanza attiva della comunità milanese. Questo, e quanto sapremo produrre, mi hanno invitato come blogger, sarà Trafficamp, il barcamp che Comune di Milano e Atm stanno organizzando per domani all’Acquario Civico.

E’ una modalità di confronto innovativa quella decisa dall’amministrazione comunale e dalla sua azienda di trasporto, l’hanno definita la prima d’Italia, e probabilmente è così, certamente lo è per una grande città metropolitana. Questo nuovo ambito di partecipazione, figlia della cultura digitale, è un altro tassello della Milano che ha rivoluto il civismo e l’innovazione protagonisti, come è sempre stato nella sua storia di città aperta.

Spero che questo barcamp sia un inizio, come non può non essere per processo in continuo divenire come è il traffico, e che contagi anche i soggetti del trasporto pubblico dell’area metropolitana, come Trenord, Milano Serravalle e le concessionarie dell’autolinee.

In questi giorni il Comune ha lanciato pubblicamente il progetto open data, per i mezzi del trasporto pubblico questa possibilità c’è già e ha permesso lo sviluppo di applicazioni per smartphone, sia di Atm che di sviluppatori privati, all’avanguardia

 

VENTISETTE COMUNI VERSO L’INDIPENDENZA ENERGETICA

Impianto di biogas a Bruck an der Leith

50% di energia elettrica da fonti autonome e rinnovabili. Accade a Roman Land Carnuntum, aggregazione di ventisette comuni della regione della Bassa Austria, a metà strada tra Vienna e Bratislava.

E’ un nuovo puzzle di fonti di approvvigionamento, con l’obiettivo di arrivare al 100% di indipendenza energetica, quello che è stato realizzato in questa zona al confine austriaco con la Slovacchia. La quota di autoproduzione di calore è al 10%.

Come per tutte le comunità autonome, l’approvvigionamento avviene da un mix di fonti, ricavate da un’osservazione del proprio territorio e degli insediamenti presenti, così da sfruttare in modo innovativo e sostenibile l’esistente. Innanzitutto con il miglioramento della coibentazione del patrimonio edilizio. Per questo ci sono iniziative in ciascuno dei ventisette comuni, come quello di Bruck an der Leith, di informazione e consulenza per i privati. Il segno più visibile sul territorio, della scelta dell’autonomia energetica, sono le imponenti e diffuse pale eoliche, la costruzione delle prime risale al 2000. Non mancano poi sostegni all’installazione di pannelli fotovoltaici, e la diffusione dell’illuminazione a led, compresa quella per le feste di fine anno.

Sempre a Bruck an der Leith è presente anche una centrale per il teleriscaldamento alimentata a biomassa, ottenuta dagli scarti della lavorazione del legno. Un altro impianto che produce calore, ma anche elettricità, è alimentato da biogas, ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti organici e dagli scarti delle industrie alimentari.

Nel Roman Land Carnuntum c’è anche il sostegno alla mobilità elettrica, per questo motivo sono a disposizione servizi di noleggio di scooter a batteria e bici servoassistite. Intanto stanno studiando come realizzare fotobioreattori per produrre velocemente e in quantità alghe marine da cui ricavare biocarburanti, partendo dall’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Altre comunità energetiche autonome in Austria si trovano a Gussing e Schwaz, e in Germania Feldheim e Wildpoldsried.

 

GUSSING, DIECI ANNI DI INDIPENDENZA ENERGETICA

 

Gussing centrale a biomassa

Gussing è tra le prime comunità energetiche autonome in Europa. I quattromila abitanti del piccolo paese a due ore a sud di Vienna, quasi al confine con Ungheria e Slovenia, da dieci anni si autoproducono tutta l’energia che consumano.

L’indipendenza è basata sulle fonti rinnovabili e sulla loro conoscenza. Proprio dalla cultura delle nuove possibilità per produrre elettricità e calore è iniziato il nuovo sviluppo sostenibile di Gussing. Il piccolo paese si trova nella regione austriaca più povera, il Burgenland.

Fino a ventitre anni fa il comune si trovava isolato, visto che i confini erano quelli dell’orribile Cortina di ferro del blocco sovietico. All’inizio degli anni ’90, grazie ai fondi dell’Unione Europea, è stato realizzato un centro di ricerca sulle fonti rinnovabili. Questa infrastruttura intelligente è stata il motore per studiare come far diventare Gussing indipendente per l’energia usando le risorse e la attività presenti nel territorio vicino.

Prima però di occuparsi di produzione sono iniziate le attività per ridurre e contenere i consumi di elettricità, a partire dalla ristrutturazione di alcuni edifici pubblici.

Nel piccolo comune austriaco ci sono adesso otto impianti per la produzione di energia, una delle nuove importanti fonti di reddito per la città è infatti la vendita di elettricità e biocarburanti prodotti in eccesso. Fonti primarie sono le sono le biomasse, a Gussing ci sono centrali alimentate a biogas ottenuto dalla fermentazione degli scarti del legno, dalla produzione del mais, ma anche dagli avanzi vegetali e dei rifiuti. Queste innovazioni hanno portato alla nascita di un distretto di piccole aziende, una sessantina, che impiegano milleduecento persone, e hanno valorizzato tutto il tessuto urbano, economico e anche della formazione. Tra queste c’è anche una tra le più importanti imprese per la produzione di pannelli fotovoltaici austriache. Per questo motivo anche i comuni vicini hanno deciso di imitare Gussing verso l’indipendenza energetica, che ha pure tagliato le emissioni inquinanti di oltre il 90%.

Nel piccolo comune si è anche sviluppato il turismo, soprattutto di operatori interessati a capire l’esperienza che ha portato alla trasformazione sostenibili del paese, sono cinquemila le presenza all’anno nelle strutture ricettive.

Altre comunità energetica autonome si trovano a Schwaz, sempre in Austria, oppure a FeldheimWildpoldsried, in Germania.


 

INDIPENDENZA ENERGETICA: SCHWAZ, IN AUSTRIA

schwaz energy

Schwaz A++. E’ lo slogan della comunità energetica dell’omonima cittadina che si trova nel Tirolo austriaco, poco a Nord di Innsbruck.

I tredicimila abitanti di Schwaz hanno adottato l’etichettatura energetica degli elettrodomestici come motto per la campagna verso la propria indipendenza da fonti esterne. Il primo piano risale al 1996. Perno di questa trasformazione sostenibile dell’importante comune alpino è proprio l’amministrazione pubblica, che si è trasformata di fatto in un’agenzia di consulenza e incentivazione nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza. Gli ambizioni obiettivi sono contenuti in un piano clima con target di riduzione delle emissioni che riscaldano la terra più avanzati di quelli del Protocollo di Kyoto.

Le azioni del Comune di Schwaz, e dei suoi abitanti, verso l’indipendenza energetica hanno coinvolto anche l’edilizia e la mobilità. Per cui vi sono stati informazione e investimenti per ridurre gli sprechi nel riscaldamento degli edifici, ma anche per cambiare la mobilità aumentando la quota di trasporto collettivo e ciclistico. C’è stata una rivisitazioni delle fonti energetiche dell’impianto di teleriscaldamento, con l’abbandono dei derivati dal petrolio e la sua sostituzioni con biomasse legnose, Schwaz è circondato da boschi. Per riscaldare una scuola pubblica, per esempio, si usano i trucioli di legno avanzati dalle lavorazioni di una segheria.

Vi sono poi servizi di consulenza per l’adozione di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria, e per la ristrutturazione o la costruzione di nuovi edifici a basso consumo vi sono anche appositi incentivi. Si possono chiedere fondi per i pannelli fotovoltaici, come per le pompe di calore, ma non solo, l’amministrazione di Schwaz, infatti, dispone di numerose possibilità per sostenere gli sforzi per aumentare l’indipendenza energetica della propria cittadina.

A Feldheim, in Germania, l’obiettivo è stato raggiunto e superato.