Archive for the ‘car sharing’ Category

AD AMSTERDAM C’E’ IL CAR SHARING TRA PRIVATI GRAZIE ALL’AUTO PEER TO PEER

we go amsterdam
Il car sharing privato. L’auto peer to peer. La nuova mobilità passa anche dall’uso pubblico delle macchine dei singoli cittadini. Ad Amsterdam è realtà, grazie a un’applicazione per telefonini.
Le smart city, le città intelligenti, si basano sull’uso razionale dell’esistente grazie alle nuove tecnologie informatiche. In questo modo strutture o servizi pubblici e privati possono essere utilizzati in modo maggiore, così da ridurre costi, magari l’occupazione di spazio, incrementando la disponibilità di servizi.
Ad Amsterdam il car sharing privato o l’auto peer to peer è una realtà grazie a un’applicazione che si chiama We Go. Il singolo proprietario dell’auto deve ovviamente iscriversi al servizio, e segnalare il luogo e la disponibilità del proprio mezzo. E’ quindi possibile consentire l’uso della auto sia vicino a casa, perché magari è usata solo nel fine settimana, o nei pressi del proprio lavoro, dove spesso rimane parcheggiata dalla mattina alla sera. Chi la prende, ovviamente, deve essere a sua volta iscritto al servizio, mentre chi lo eroga, la società We Go di Amsterdam, garantisce, oltre al collegamento tra la domanda e l’offerta, anche la copertura assicurativa.
Grazie alle auto condivise private è quindi possibile trovare un mezzo anche in zone dove il classico car sharing non è conveniente per la bassa domanda, oltre ad avere una maggiore tipologia di auto potenzialmente affittabili. Il tutto consentendo di condividere i costi di gestione grazie agli introiti pagati dagli utilizzatori temporanei della propria auto.
Un altro car sharing tra privati c’è a San Francisco.
 

VIENNA LA SOSTENIBILE: TRASPORTI PUBBLICI, PISTE CICLABILI E VITIVINICOLTURA

vienna velocity

La fitta trama delle rotaie e dei tralicci dei tram annuncia la sostenibilità di Vienna.
La rete dei trasporti su rotaia, composto anche da treni regionali e metropolitane, realizza un sistema di mobilità capillare e plurimodale: biciclette, passeggini e carrozzine hanno accesso totale e ben specificato sui vagoni. Un servizio che è facile da usare anche per i turisti.
La ciclabilità è assai diffusa grazie a una rete di piste ciclabili, alla possibilità per le due ruote di transitare nelle strade a senso unico, e alla presenza del bike sharing. Il freddo e il vento non sono un ostacolo per i ciclisti viennesi.
Anche i canali del Danubio sono usati per la mobilità, grazie anche a un servizio di taxi battello.
Su questo sistema di trasporto svetta il grande inceneritore del quartiere periferico di Spittelau, rinnovato esteticamente nel 1990 dall’architetto Friedensreich Hundertwasser. L’impianto teleriscalda la zona e l’adiacente ospedale, anche se la resa non è all’altezza di quelli di nuova generazione, dato che la costruzione risale alla fine degli anni ’60.
Il municipio di Vienna è impegnato a rendere sostenibile anche le rigenerazioni urbane dei quartieri, centrali e periferici. Tra le iniziative più note ci sono il quartiere Autofrei Siedlung, dove i residenti non hanno l’auto, e Bike City, realizzata per gli utenti delle due ruote. Nella realizzazione delle case sono stati previsti ascensori larghi come montacarichi per aiutare il parcheggio e il movimento con bici, compresi i tricicli per il trasporto della spesa e i carrelli portabambini.
Altra infrastruttura è un ufficio del Comune che aiuta le imprese che vogliono attuare politiche di sostenibilità nella propria gestione. L’amministrazione è anche impegnata negli acquisti verdi, la fornitura di prodotti e servizi che rispettino le più severe norme ambientali.
La raccolta differenziata dei rifiuti è organizzata anche in luoghi pubblici come metropolitane e ferrovie.
A Vienna, infine, ci sono numerosi parchi con boschi, in ben ottocento ettari ci sono viti dalle quali si ricavano soprattutto vini bianchi, ma la produzione di rosso è in aumento, anche se la strada per la qualità del gusto è ancora lunga.

Un altra città sostenibile con buone pratiche innovative è Amburgo.

 

AMBURGO A BASSA EMISSIONE: SECONDO PIANO CLIMA E MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA NEL 2013

iba hamburg
Meno quaranta per cento entro il 2020, meno ottanta per cento entro il 2050. Sono questi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che si è data Amburgo, città-stato del Nord della Germania, che due anni fa è stata la Capitale Verde d’Europa.
Proprio le politiche di sostenibilità di questa metropoli, un milione e settecentomila abitanti nella città, e quattro nell’area urbana, le hanno permesso di succedere nell’iniziativa dell’Unione Europea a Stoccolma.
Il secondo piano clima di Amburgo, con le sue trecento azioni, è entrato in vigore nel 2012, quello precedente, i cui obiettivi sono stati raggiunti, prevedeva una riduzione del 25% delle emissioni del 1990, quattro volte di più di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
L’efficienza energetica degli edifici esistenti è stata uno dei settori dove si sono concentrati i maggiori sforzi, anche realizzando strumenti finanziari che rendessero conveniente le ristrutturazioni. La presenza in città delle sedi di numerose grandi imprese del settore energia, e le competenze da città-regione, Amburgo è infatti un land a se stante, hanno infatti permesso di sperimentare e applicare numerose innovazioni e collaborazioni. Oltre milletrecento imprese hanno sistemi di gestione ambientale Emas o Iso 14001. Il nuovo quartiere di Hafencity, nato dalla dismissione di una parte dei magazzini del porto, è parzialmente senza auto, ed è il più grande in Europa tra quelli sostenibili, con i suoi due milioni di metriquadrati.
Proprio alla rigenerazione urbana sostenibile della città è dedicata la Iba Hamburg che aprirà tra poco più di un mese. Le mostre internazionali di architettura, diffuse sul territorio, si basano sui concorsi di idee su come è possibile reinsediare zone dismesse o di nuova espansione. In questo modo, oltre alle proposte, arrivano anche i capitali privati.
Per migliorare la vivibilità di Amburgo non potevano mancare azioni per ridurre l’impatto della mobilità, come una nuova metropolitana leggera e un’altra linea tranviaria, mentre l’autostrada urbana A7 è stata riqualificata, riducendone l’impatto paesaggistico. Ci sono servizi di car e bike sharing, e car pooling.
La ciclabilità è sostenuta con appositi percorsi, anche se non come in altre città tedesche. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Amburgo ha fissato come obiettivo di arrivare entro il 2015 al ventiquattro per cento di spostamenti in bici, tre anni fa erano la metà. Per arrivare a questo risultato ci sarà il potenziamento delle infrastrutture tra cui quelle per l’interscambio tra biciclette e treni come le bicistazioni.
In Germania sono numerosi gli esempi di città sostenibili, come BerlinoMonaco di Baviera.
 

LA MOBILITA’ ELETTRICA DI FRANCOFORTE SVILUPPA GLI INTERSCAMBI

Francoforte per la mobilità elettrica si è data da tre anni una strategia.
La città tedesca, sede della Banca Centrale Europea, è una delle otto metropoli dove la Germania sta sperimentando le soluzioni per incrementare l’uso di mezzi alimentati a elettricità.
Il piano di Francoforte è diviso in sette obiettivi, con ventisei progetti principali, da attuare entro il 2025.
Intanto, per i quasi settecentomila abitanti e quattrocentomila pendolari, è stata realizzata la prima rete di rifornimento per auto elettriche.
L’infrastruttura è presente sia sulle strade che in alcuni parcheggi sotterranei, con relativa infomobilità.
I conti dei posteggi e delle ricariche si pagano contemporaneamente alle macchinette automatiche. In una delle autorimesse è anche possibile lasciare l’auto e prendere una bici elettrica, che può circolare nelle zone a traffico limitato.
Tra gli obiettivi della strategia di Francoforte, c’è il rifornimento delle colonnine di ricarica solo con energia rinnovabile, per questo una delle stazioni è già stata dotata di pannelli fotovoltaici.
Sulle strade della città, intanto, sono in sperimentazione alcuni autobus ibridi elettrici, e pure il car sharing è dotato di auto alimentate a elettricità.
Anche i privati partecipano all’installazione delle colonnine di ricarica, e ci sono catene alberghiere che lo propongono tra i servizi compresi nella tariffa ordinaria.
Pure l’aeroporto di Francoforte è dotato di mezzi elettrici, così come nel centro città è possibile vedere trasportare merci con tricicli servoassistiti o persone su velotaxi, sempre dotati di motore elettrico che aiuta la pedalata dei conducenti.