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VANCOUVER: MOBILITA’, PREMIATE LE BUONE PRATICHE

 

Vancouver, mappa per ciclisti urbani

Vancouver, mappa per ciclisti urbani

Translink, l’azienda per i trasporti dell’area metropolitana di Vancouver, è una delle protagoniste della sostenibilità della città canadese, da tempo ai vertici delle classifiche per la miglior qualità della vita urbana.

Recentemente è stata premiata per la riduzione nel 2010 del 16 per cento dei consumi della proprio flotta di automezzi. La migliore prestazioni tra le 77 imprese di trasporto del Nord America che hanno aderito a progetti di riduzione delle emissioni inquinanti, anidride carbonica in primis.

Contemporaneamente Translink di Vancouver ha pure aumentato del 10% il numero dei passeggeri trasportati.

La diminuzione delle sostanze nocive è avvenuta attraverso una riorganizzazione intelligente dei depositi, dei nodi di interscambio, e con il cambio dei mezzi che compongono la flotta. I nuovi autobus sono ibridi elettrici anziché diesel, i tram sono alimentati con energia idroelettrica, e gli autobus diesel sono stati spostati su percorsi con meno fermate, in modo da ottenere migliori prestazioni.

Translink è anche impegnata nel sostenere l’intermodalità con la bicicletta, per questo è possibile trasportare le due ruote su autobus, treni, tram, traghetti, e pullman a lunga percorrenza. Per lasciare le biciclette in sicurezza sono state predisposte nei principali nodi di interscambio bicistazioni, per cui è stato realizzato anche un manuale guida per le amministrazioni dell’area metropolitana di Vancouver che le vogliono realizzare. In alcune stazioni ci sono i ciclobox, piccoli armadi dove lasciare le bicicletta e l’abbigliamento tecnico prima di prendere un mezzo pubblico di Translink.

 


 

BICICLETTIAMO MILANO: CICLISTI URBANI IN MUNICIPIO

La mobilità ciclistica è traffico da gestire, anche a Milano. Finalmente inizia a essere considerata come tale, almeno negli annunci e nelle interlocuzioni, dalla nuova amministrazione del sindaco Giuliano Pisapia. La posa dei nuovi stalli per parcheggio alle nuove stazioni della metropolitana e i vigili mandati a proteggere la pista di via Vittor Pisani sono solo un garbato biglietto da visita dell’assessore Pierfrancesco Maran.

Il forte incremento di ciclisti urbani milanesi è simile a quello della gran parte delle città e metropoli europee e nordamericane. I dati dell’Amat, l’Agenzia mobilità ambiente e territorio del Comune, hanno registrato una crescita cui non sono state date risposte. Nel 2005 erano 53.000 gli spostamenti, nel 2008 132.000, pari al 6,6% di quelli totali. Neanche l’ottimo risultato del bike sharing ha convinto gli amministratori a investire in questo ambito della mobilità sostenibile, lo stesso Bikemi è fermo a poco della metà delle stazioni previste, e, ridicolmente, dopo mezzanotte non è utilizzabile. L’installazione dei tabelloni pubblicitari con cui il gestore Clear Channel si ripaga la gestione e gli investimenti per il servizio sono stati rallentati dagli uffici comunali. La realizzazione di bicistazioni nei principali nodi di interscambio della metropolitana e delle ferrovie è rimasto sulla carta. Tutto questo mentre attorno alla città ci sono le esperienze positive di San Donato Milanese e Sesto San Giovanni, che dimostrano come queste infrastrutture normali nel resto d’Europa, come nella vicina Svizzera, possono essere alquanto utili per incrementare il numero di ciclisti urbani, grazie ai loro servizi per parcheggiare in sicurezza, far manutenere, e noleggiare le due ruote. Ovviamente servono anche le campagne di educazione stradale per la sicurezza e la coesistenza, visto che sempre più spesso automobilisti e ciclisti utilizzeranno gli stessi spazi. In primis serve però un cambio di mentalità e di approccio che permetta di evitare di vedere realizzati improbabili spezzoni di piste ciclabili, magari in zone dove basterebbero semplici percorsi o moderazione della velocità a 30 chilometri orari, e non percorsi unici sugli assi stradali strategici. Basta copiare quanto fatto in tante città, come a Siviglia, una città che non aveva una tradizione di mobilità ciclistica, e che la scorsa primavera ha addirittura ospitato Velocity, l’annuale conferenza del ciclismo urbano. Qui è possibile riascoltare un mio servizio a Radio Popolare.

Biciclettiamo Milano

 

lunedì 3 ottobre · 21.00 – 23.30

Sala Conferenze di Palazzo Reale

piazza Duomo 14 Milano

 

 

Introduce:

Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde

 

Intervengono:

Federico Confalonieri, Responsabile Ufficio Mobilità Sostenibile del Comune di Milano

Johan S. Kramer, Console Generale dei Paesi Bassi a Milano

Eugenio Galli, Presidente Ciclobby

Piero Nigrelli, responsabile ANCMA Confindustria

 

Segue dibattito con interventi di vari ospiti

 

Info: segreteria.assessoremaran@comune.milano.it

 

 

 

 

UNA GIORNATA PER LA BICI URBANA

Manifesto Giornata Nazionale della Bicicletta Ministero dell'Ambiente

E’ tra i mezzi di trasporto più antichi, ma sta vivendo una nuova stagione. La sua modernità sta nell’estrema versatilità. Oggi si usano le parole flessibilità ed efficienza, per descrivere la grande capacità di adattamento nel dare risposte a numerose esigenze di spostamento. E’ la bici, cui il ministero dell’ambiente ha dedicato la prima giornata italiana.

Le due ruote sono diventate il simbolo del nuovo urbanesimo, quello della trasformazione delle città a luogo della produzione diffusa nell’epoca dell’economia dei servizi, e della riscoperta dell’indispensabile qualità della vita.

A queste esigenze la bici dà tante risposte, negli spostamenti tra i due e i tre chilometri è vincente sugli altri mezzi di trasporto. Si parcheggia sempre vicino al luogo di partenza e a quello di destinazione, si trova sempre dove lasciarla, almeno in Italia, creare un posto dove agganciarla è più economico rispetto a tutti gli altri sistemi. E’ anche molto comoda in accoppiata con treni, metropolitane, e tram, magari con infrastrutture di interscambio come le bicistazioni, dove il posteggio sia sicuro, si possa manutenere, si possa noleggiare, o prenderne una del servizio bike sharing.

In accoppiata con il wifi è un mezzo perfetto per le migliaia di liberi professionisti nelle aree urbane.

La contemporaneità della bici è prassi quotidiana, come dimostrano i dati di tutte le rilevazioni del traffico, che registrano una crescita degli spostamenti con questo mezzo superiore agli altri. La nascita e il successo di servizi innovativi come il bike sharing, o di nuove infrastrutture come le bicistazioni, dal Nord America all’Europa, fino all’Italia, è la dimostrazione della modernità di questo pezzo di mobilità sostenibile.

Le innovazioni si applicano anche alle informazioni per i ciclisti. Le mappe  digitali permettono di trovare i percorsi adatti alle bici anche evitando i dislivelli, per esempio, oltre che i servizi utili. Un ampia scelta che, grazie ai bassi costi della produzione digitale, e all’autoproduzione open source dei medesimi utenti, non potrà che aiutare le persone a muoversi con semplicità e comodità, e risparmiando, sulle due ruote: proprie, noleggiate o condivise dei tanti bike sharing.

 

UNA BICISTAZIONE PER LODI

La bicicletta è una risposta efficiente e sostenibile per gli spostamenti brevi, tipici dell’economia della conoscenza. Per incentivare questo tipo di mobilità dolce servono infrastrutture come le bicistazioni, che favoriscono l’intermodalità tra due ruote e mezzi pubblici.
Le prime realizzazioni di questo tipo in Italia si trovano a San Donato Milanese, Brescia, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Bergamo, che  hanno seguito gli esempi positivi di altre città europee e nordamericane.  Anche Lodi potrebbe a breve percorrere questa strada, secondo un’idea progettuale che stiamo realizzando come Verdi Ambiente e Società insieme alla cooperativa sociale Le Pleiadi, con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Lodi, e il patrocinio del Comune.
Di mobilità sostenibile, intermodalità e dello sviluppo dell’idea di una bicistazione a Lodi si discuterà, martedì 23 febbraio 2010 alle 21, nel centro di partecipazione giovanile – C.L.A.M. in piazzare Forni (ex Linificio).
All’incontro interverranno: Mario Medri (vicepresidente Coop Pleiadi), Fabio Fimiani (presidente VAS Lombardia), Simone Uggetti (assessore all’Ambiente e alla Mobilità Sostenibile del Comune di Lodi), Marco Menichetti (responsabile del progetto Immissioni Sostenibili di VAS Lombardia), Antonio Rugari (presidente Consorzio Trasporti Pubblici), Giuseppina Spagnolello (presidente Fiab-Ciclodi), Massimiliano Innocenti (esperto di territorio e infrastrutture per VAS Lombardia).
La struttura della bicistazione dovrà sorgere nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Lodi. Principali fruitori saranno pendolari e studenti che avranno la possibilità di fruire di uno spazio di ricovero delle proprie biciclette e dei servizi di riparazione, noleggio e vendita di pezzi di ricambi, accessori, e tutto quanto serve al ciclista per pedalare in piena comodità e sicurezza.