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UN GIARDINO PENSILE DA UNA FERROVIA DISMESSA, A PARIGI

promenade plantèe parigi giardino pensile ferrovia dismessa

Una vecchia ferrovia dismessa trasformata in un giardino pensile e un’elegante via di botteghe di artigianato e design.
Il riuso e la creatività sono l’essenza della rigenerazione della Promenade Plantée a Parigi, un lungo viale di quattro chilometri e mezzo che inizia dietro alla nuova Opera della Bastiglia.
E’ un recupero urbano importante quello che ha preso il via dalla chiusura di una ferrovia locale, per cui ci sono voluti vent’anni prima che fosse completata nel 1988. Gli esiti positivi, però, sono tuttora in evoluzione, considerati anche i nuovi condomini che vi si affacciano, e che sono stati realizzati proprio dopo la trasformazione del manufatto ferroviario in giardino pensile.
Le difficoltà dovute all’alto costo della demolizione hanno fatto ingegnare la creatività, ed è quindi scaturita la proposta di cambiare la vocazione della sopraelevata lasciandola al suo posto. La vecchia struttura ferroviaria della Promenade Plantèe è stata quindi nuovamente integrata nel quartiere, sia dal punto di vista paesaggistico, sia da quello sociale, grazie alle attività artigianali e commerciali che si sono insediate al di sotto, e che hanno avuto nuovo impulso dalla localizzazione, con relativo grande marciapiede adiacente. Le connessioni del quartiere sono rimaste grazie ai numerosi passaggi aperti sotto il vecchio cavalcavia.
Accanto al viadotto sono stati realizzati condomini e strutture pubbliche come biblioteche, che insieme alle botteghe artigianali e commerciali, e naturalmente al giardino pensile, hanno reso viva e integrata con il quartiere la ferrovia dismessa.
La Promenade Plantèe a Parigi è una rigenerazione urbana sostenibile alquanto originale, che è diventata il motore della riqualificazione del quartiere circostante. Da problema a risorsa, una buona pratica da manuale per urbanisti e appassionati di qualità urbana.

 

LIBRERIA 2.0. A LECCO IL PRIMO BOOKSTORE CARTACEO-DIGITALE

ibs.it bookstore
Libreria 2.0. Ibs aprirà a Lecco sabato prossimo (17 maggio 2012) il primo spazio commerciale dedicato sia ai libri cartacei, che a quelli digitali. Si tratta della conversione della storica libreria Cavour del centro storico della città lariana. Oltre ai testi, anche usati, nel nuovo spazio si potranno trovare anche dvd, giochi, articoli di cartoleria, e, ovviamente, il catalogo elettronico dei prodotti dell’Internet Book Shop.
Con questa operazione Giunti & Messaggerie cerca di dare una risposta all’evoluzione del mercato del libro, sia per l’avvento degli ebook che delle vendite on line, non a caso è stata scelta Ibs, l’internet store del gruppo editoriale, il più importante del mercato italiano. Una strada annunciata anche ad Amazon, che a Seattle nei prossimi mesi aprirà una propria libreria, che definisce una boutique.
La nuova catena sarà composta anche da altri otto punti vendita della catena Melbookstore che si trovano a Roma, Firenze, Bologna, Padova, Bergamo, Ferrara, Mantova e Novara. Le insegne saranno Ibs.it bookstore. Nei nuovi negozi sarà anche possibile, ovviamente, comprare ereader, tra cui Leggo, quello della Giunti & Messaggerie, e ci saranno connessioni wifi gratuite.
Il nuovo format di vendita dovrebbe anche permettere di salvaguardare e far evolvere la professionalità dei librai, che sempre più spesso sono sostituiti nei loro consigli per la scelta delle lettura e dallo scambio di pareri sui social media.
La libreria si trova in via Cavour al 44, all’angolo con via Mascari.
L’evoluzione digitale dell’editoria ha numerose applicazioni ed evoluzioni, come quelle dei testi scolastici condivisi e partecipati, ci sono poi le iniziative di bookcrossing, mentre si iniziano a studiare gli impatti ambientali degli ereader.
 

CIAR CUME’ L’ACQUA DEL LAMBER, IL FUTURO DEL LAMBRO

Documentario sul Lambro Legambiente

Il Lambro è un fiume, è vita. Attorno ad esso si è sviluppata una grande concentrazione di abitazioni, industrie, attività agricole, e i suoi spazi naturali sono stati bei luoghi per il tempo libero. E potranno esserlo ancora, insieme al resto delle attività presenti, se riusciremo a fare pace con questo corso d’acqua lungo centotrenta chilometri. Che adesso consideriamo un corpo estraneo.

Di questo parleremo a Monza, grazie a Legambiente, a due anni dallo sversamento di idrocarburi dalla Lombarda Petroli di Villasanta (Mb). L’occasione sarà la proiezione “Ciar Cumè l’acqua del Lamber” (Chiara come l’acqua del Lambro), il documentario realizzato da Elena Maggioni, Hulda Federica Orrù e Carlotta Marrucci, e prodotto da Legambiente, per ricostruire questo filo di relazioni interrotto. Il rapporto tra il fiume e i suoi abitanti è reciso da prima dell’incidente di due anni fa, anche se qualche miglioramento c’era stato, grazie anche alla tenacia di pochi appassionati ambientalisti, nonostante il fallimento del piano di risanamento Lambro-Seveso-Olona degli anni ’80, ancora prima di Tangentopoli.

Lo sversamento criminale di due anni fa ha, speriamo, offerto un’occasione per occuparsi di questo corso d’acqua prezioso e malato. Tra poche settimane, finalmente, sarà firmato il Contratto di Fiume Lambro Settentrionale (il cosiddetto ramo meridionale è il proseguimento dell’Olona a sud di Milano), uno strumento istituzionale coordinato dalla Regione Lombardia tra tutti gli enti locali che si susseguono lungo il corso del fiume, che dovrebbe permettere di affrontare in modo coordinato i problemi.

Sappiamo che il risanamento è possibile, come dimostrano i casi dei fiumi Emscher e Ruhr, nell’omonima regione simbolo dell’industria pesante nel land tedesco della Renania-Palatinato. Corsi d’acqua ben più inquinati del Lambro che da tempo sono tornati a essere trasparenti e vissuti.

Il documentario “Ciar cumè l’acqua del Lamber” sarà proiettato in anteprima mercoledì 22 febbraio 2012, alle 20.45, presso Sala Maddalena in via Santa Maddalena, 7 a Monza. Al termine del documentario condurrò un dibattito con una delle autrici dell’opera, Federica Orrù, il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine e Mario Clerici di Regione Lombardia.

 

#SALVAICICLISTI: ADERIAMO ALLA CAMPAGNA

Da ciclista urbano sostengo con piacere e convinzione!

Ai gentili direttori di:

Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Scarica qui la lista degli indirizzi mail.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:

  1. piciclisti
  2. amicoinviaggio.it
  3. 34×26.wordpress.com
  4. rotalibra.wordpress.com
  5. frrfrc.blogspot.com
  6. wildpigs.it
  7. riky76omnium.wordpress.com
  8. bicizen.it
  9. urbancycling.it
  10. lastazionedellebiciclette.com
  11. rotafixa.it
  12. americancyclo.wordpress.com
  13. biciclettedecadence.blogspot.com
  14. mtb-forum.it
  15. bdc-forum.it
  16. lifeintravel.it
  17. milanonmybike.blogspot.com
  18. ditrafficosimuore.org
  19. raggidistoria.com
  20. ediciclo.it
  21. pedalopolis.org
  22. ciclomobilisti.it
  23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
  24. casbahcicloclub.com
  25. ilikebike.org
  26. bikeride.it
  27. bicisnob.worldpress.com
  28. bicicebasta.com
  29. muoviequilibri.blogspot.com
  30. festinalente.ztl.eu
  31. rotazioni
  32. pisteciclabili.com
  33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com
  34. ciclospazio.it
  35. areabici.blogspot.com
  36. re-cycles.blogspot.com
  37. ciclofficinamartesana.blogspot.com
  38. ciclonauti.org
  39. fabiofimiani.it

 

In Olanda la mobilità ciclistica è così avanzata che dopo le bicistazioni, magari di design come ad Alpen Aan Den Rijs si sono inventati anche i garage per bici nelle zona commerciali, come a Zaanstad.